Edifici a energia quasi zero: il mercato e' in grande espansione | Architetto.info

Edifici a energia quasi zero: il mercato e’ in grande espansione

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Che cos’è un edificio a energia quasi zero? I governi stanno in qualche modo favorendo o pilotando la loro realizzazione (zero energy buildings – ZEB)? Quali sono le tecnologie che supportano la progettazione di ZEB? Quali sono i mercati migliori e quali i limiti e le barriere ancora esistenti? E soprattutto: come si può prevedere che andrà il mercato nei prossimi vent’anni?

Queste e altre domande sono alla base della recentissima pubblicazione del report Zero Energy Buildings da parte della Navigant Research, società statunitense con sede a Boulder (Colorado) che da anni si occupa di realizzare indagini e ricerche in alcuni dei settori produttivi chiave per il futuro del mondo: le tecnologie emergenti per la gestione delle reti elettriche (Smart Utilities research Program), l’energia (Smart Energy Program), i sistemi di trasporto (Smart Transportation Program) e la progettazione e realizzazione di edifici efficienti (Smart Buildings Program).

L’indagine si rivolge ad amministratori pubblici, società immobiliari e loro manager, imprese di costruzioni, società produttrici, investitori pubblici e privati e a tutti gli attori potenzialmente coinvolti in questo mercato ed estende le sue analisi alla scala globale. Analizza un mercato che produce edifici residenziali e commerciali, recuperi dell’esistente e nuove costruzioni con focus specifici sugli elementi i cui miglioramenti tecnologici e prestazionali stanno contribuendo ad abbassare il dispendio energetico degli edifici (tra cui pareti e coperture, sistemi di riscaldamento, raffrescamento e condizionamento).

Gli indirizzi politici che nel mondo si stanno dando a livelli nazionali e sovranazionali sembrano avere un ruolo importante nella crescita del mercato e ne sono un esempio soprattutto gli Stati Uniti e in Europa, che hanno emanato il Title 24 building code e la Energy Performance of Buildings Directive (che, ispirata agli obiettivi del Protocollo di Kyoto, dal 2003 è la linea guida sulla quale, ad esempio in Italia, si sono introdotti gli attestati di prestazione energetica).

La tendenza che emerge è comunque molto chiara (e si spera veritiera): nonostante lenti tempi di avvio, entro il 2035 il mercato mondiale che ruota attorno alla progettazione e realizzazione di edifici a energia quasi zero raggiungerà i 1,4 trilioni di dollari (partendo dai “soli” 629,3 milioni di quest’anno).

L’autore


Laura Milan

Architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica, si laurea e si abilita all’esercizio della professione a Torino nel 2001. Iscritta all’Ordine degli architetti di Torino dal 2006, lavora per diversi studi professionali e per il Politecnico di Torino, come borsista e assegnista di ricerca. Ha seguito mostre internazionali e progetti su Carlo Mollino (mostre a Torino nel 2006 e Monaco di Baviera nel 2011 e ricerche per la Camera di Commercio di Torino nel 2008) e dal 2002 collabora con “Il Giornale dell’Architettura”, dove segue il settore dedicato alla formazione e all’esercizio della professione. Dal 2010 partecipa attivamente alle iniziative dell’Ordine degli architetti di Torino, come membro di due focus group (Professione creativa e qualità e promozione del progetto) e giurata nella nona e decima edizione del Premio architetture rivelate. Nel 2014 costituisce lo studio associato Comunicarch con Cristiana Chiorino e Giulietta Fassino.

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