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Edificio sano: i nove principi del C-CHANGE di Harvard

Un report del neonato Center for Climate, Health and the Global Environment individua l’elenco dei fattori che possono migliorare la salubrità degli ambienti in cui si svolge il 90% della vita

C-CHANGE
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Quali sono le ‘fondamenta’ che devono essere correttamente costruite per ottenere (ma anche per mantenere) edifici sani e meno pericolosi possibile per la salute di chi li abita? Oggi si lavora molto sulla riqualificazione green dell’esistente ma per le nuove costruzioni, a dare una risposta a questo quesito apparentemente banale, ci ha provato ‘The 9 Foundations of a Healthy Building‘, report elaborato da C-CHANGE, il Center for Climate, Health and the Global Environment ospitato dalla T.H. Chan School of Public Health di Harvard, lanciata il 30 maggio scorso.

Cosa si studia al C-CHANGE

Diretta dalla docente di Public Health Gina McCarthy, responsabile della U.S. Environmental Protection Agency sotto l’amministrazione di Barack Obama, sta portando avanti un lavoro di ricerca mirato a comprendere e sensibilizzare sugli impatti dell’ambiente costruito sulla salute, sulla produttività e sul benessere delle persone per limitare gli effetti sempre più disastrosi di cambiamenti climatici di fatto negati dall’attuale amministrazione e costruire un futuro più sostenibile e sano.

Il lavoro del centro è impostato su quattro aree: Healthy Kids and Climate (con cui guarda al futuro attraverso il mantenimento della salute degli adulti di domani), Food and Nutrition (che studia regimi alimentari salutari e promuove l’importanza di ciò che si mangia in ottica low carbon) e i due settori maggiormente legati agli ambiti delle costruzioni, dei materiali e delle modificazioni del contesto in cui viviamo, Healthy Buildings e Healthy Cities and Climate.

The 9 Foundations of a Healthy Building‘ parte dalla volontà di semplificare ciò che, rivolgendosi anche all’importantissima platea degli utilizzatori degli edifici solitamente esclusi da una spinta settorializzazione disciplinare, “sembra essere diventato troppo complicato”, ossia l’idea di avere edifici sani dalla progettazione all’utilizzo. In una quarantina di pagine supportate da ampia bibliografia stila un elenco di ambiti che, dalla ventilazione alla luce, sono un imprescindibile elemento di confronto se si vuole ridurre le minacce per la salute di chi li utilizza. Vediamoli nel dettaglio.

Ventilazione

La maggior parte degli abitanti dei paesi sviluppati trascorre oltre il 90% del tempo in ambienti chiusi che devono essere adeguatamente ventilati da aria alla giusta temperatura, pressione e percentuale di umidità e protetti dall’inquinamento esterno. Gli effetti sulla salute, scientificamente dimostrati, generati dalla scarsa ventilazione sono numerosi e spaziano dalla tosse al mal di testa, alle irritazioni della pelle, nausea e congestione nasale fino all’abbassamento delle funzioni cognitive.

Secondo gli studi condotti dalla T.H. Chan School of Public Health, il miglioramento della ventilazione dei luoghi di lavoro può incidere sulle performance dei lavoratori al pari di un aumento di stipendio ma con minori costi (monetizzati, stimano che un investimento annuo di meno di 40 $ a persona sugli impianti equivalga a un aumento di 6.500 $). Indubbi sono inoltre i vantaggi e i risparmi a medio termine in termini di consumi energetici e migliori condizioni di salute.

Qualità dell’aria

È correlata alla presenza di sostanze inquinanti di origine sia naturale che artificiale tra cui monossido di carbonio, particolato, ozono, formaldeide e benzene provenienti dall’esterno ma anche dall’interno, dai prodotti per la pulizia personale e degli ambienti e da attrezzature e macchinari che nelle case e sui luoghi di lavoro utilizzano oltre 82.000 composti chimici i cui impatti sulla salute sono negativi ma poco studiati.

Altri pericoli provengono dai composti semi-volatili che rendono i materiali da costruzione e gli arredi ignifughi, idrorepellenti, antimacchia e ne permettono la plastificazione che nel tempo si accumulano nelle persone attraverso l’aria. Gli effetti sulla salute si manifestano a breve e anche lungo termine: affaticamento, allergie, asma, bronchiti e, nelle fasce più deboli e anziane, broncopatie croniche ostruttive e mal di testa che negli Stati Uniti (ma le stesse considerazioni valgono anche per l’Europa) costano ogni anno alla collettività 10 milioni di dollari tra perdite di produttività, minore presenza sul lavoro e cure.

Benessere termico

Sempre più d’attualità per le ondate di calore che in Europa ormai ogni estate dimostrano l’inadeguatezza degli edifici in cui ogni giorno si vive e si lavora, la sua mancanza è uno dei principali problemi riscontrati soprattutto negli uffici. Quando le temperature sono alte e associate ad alti tassi di umidità provoca tachicardia, mal di testa, irritabilità e affaticamento, mentre l’umidità con temperature basse favorisce la trasmissione di virus e batteri. Gli edifici giocano un ruolo chiave nella mitigazione dei rischi e corretti progettazione e condizionamento possono essere di grande aiuto nel contenimento dei danni alla salute.

Umidità

È una delle più diffuse fonti di danno agli edifici e dei loro ambienti interni. Proviene da perdite nelle tubature e dai tetti, dalla condensa che si forma i negli ambienti non sufficientemente ventilati o isolati, dal terreno oppure dal vapore acqueo e può favorire la crescita e la diffusione di muffe e funghi che possono attaccare soprattutto bambini e anziani provocando asma, allergie, irritazioni cutanee fino a favorire l’insorgenza di tumori polmonari.

Polveri, insetti e insetticidi

Il corpo umano ogni giorno entra in contatto con le polveri inalandole, ingerendole con il cibo e assorbendole attraverso la pelle con un impatto sulla salute umana misurato sulla grande quantità di agenti dannosi che possono contenere (ogni adulto acquisisce ogni giorno una media di 100 mg di polveri, mentre per i bambini la quantità raddoppia). Allergeni pericolosi per la salute umana sono portati non solo da insetti come scarafaggi, acari e topi ma anche da animali domestici come cani e gatti, mentre i più comuni insetticidi, erbicidi e fungicidi, utilizzati in oltre il 75% delle abitazioni, accanto alla positiva eliminazione di presenze infestanti, possono essere cancerogeni (i piretroidi) e portare problemi tiroidei (gli organofosfati)

Protezione e sicurezza

Strettamente legato ad aspetti culturali e sociali che accomunano aree e interi paesi assumendo significati e manifestazioni diversi, l’immateriale ma scritto nella genetica umana senso di protezione e sicurezza è uno dei più importanti elementi che aiutano a mantenere la salute. La sua assenza costante (o anche solo la sensazione che manchi) può portare l’innalzamento cronico dei livelli di stress con influenze sul funzionamento del sistema immunitario, sullo stato di infiammazione generale, sui livelli della pressione sanguigna e sullo sistema cardiovascolare ma anche depressioni e conseguenze nei comportamenti sociali. Anche gli edifici possono giocare un ruolo importante nel suo mantenimento grazie alle influenze che determinati accorgimenti, quali inferriate e la presenza di sistemi di sicurezza, hanno sulla riduzione della paura.

Qualità dell’acqua

La contaminazione dell’acqua è una delle più diffuse cause di malattie e morte in tutto il mondo. La qualità dell’acqua che alimenta gli edifici può essere compromessa in molti modi, che spaziano dalle precarie condizioni delle reti di distribuzione, spesso vecchie, malandate e corrose, alle contaminazioni, ai malfunzionamenti dei sistemi di trattamento fino agli eccessivi tempi di permanenza all’interno dei serbatoi (su cui tuttavia il singolo intervento progettuale poco può fare).

Rumore

Prodotto fuori e dentro gli edifici, può essere un accompagnamento costante delle attività che si svolgono negli edifici, proveniente dal traffico, dalle persone e dagli impianti. Oltre all’abbassamento della capacità uditiva e la perdita del sonno notturno, può portare problemi meno scontati come l’aumento del senso di fatica, l’ipertensione, difficoltà di comprensione arrivando a modificare il normale funzionamento di alcuni organi e favorire il diabete e gli aumenti di peso come dimostrano studi su persone che vivono vicine ad arterie stradali di grande scorrimento.

Luce e aperture

Fondamentale per il mantenimento dei corretti ritmi circadiani, la luce può avere sulla salute effetti diretti, provenienti dalla sua presenza e intensità, e indiretti, che invece dipendono da fattori invisibili come la lunghezza d’onda e possono essere positivamente sfruttati nella progettazione degli ambienti interni. Il disturbo dei ritmi che regolano la vita umana, oltre all’insonnia può portare lo sviluppo di malattie croniche come il diabete, l’aumento del rischio di problemi cardiovascolari e di tumori. Anche le aperture sull’esterno possono avere influenze positive sulla salute: studi dimostrano che l’accesso a finestre e aperture ha effetti positivi sul sonno e sull’umore e anche sull’aumento della propensione all’attività fisica.

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