Expo 2015, il bosco del Padiglione austriaco tocca il punto piu' alto | Architetto.info

Expo 2015, il bosco del Padiglione austriaco tocca il punto piu’ alto

Cresce la boscaglia che caratterizza il padiglione dell'Austria per Expo 2015. 54 alberi autoctoni, 12mila piante e un 'Carpino da 12 metri per lo skyline piu' 'green' dell'evento

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Sono stati quasi ultimati i lavori di costruzione del Padiglione dell’Austria per Expo Milano 2015 (LEGGI IL PROGETTO). Chiamato ‘Breathe.Austria’, il padiglione è una riflessione sul rapporto tra uomo e natura e in particolare sull’aria, realizzata a livello progettuale attraverso un ‘bosco’ piantumato con alberi autoctoni

In questi giorni nell’edificio di sei metri di altezza sul lato frontale è stato raggiunto il punto più alto. La crescita del bosco antistante è apparsa giorno dopo giorno in crescita, per quanto riguarda i 54 alberi ad alto fusto e le 12.000 piante boschive e da boscaglia piantate nella corte interna. Ora è il turno degli allestimenti interni: se ne occuperanno nove aziende innovative provenienti da tutta l’Austria.

I lavori di costruzione del padiglione nel frattempo hanno raggiunto la cuspide dell’edificio, e anche la costruzione in legno per la bordatura del bosco è stata conclusa. Per quest’ultima sono stati utilizzati 180 metri lineari di pareti di legno. Come materiale è stato usato il compensato multistrato. Questo tipo di compensato è formato da più strati sovrapposti in modo incrociato, il che lo rende un materiale molto stabile, che può essere montato e smontato molto velocemente. 

L’intera opera edilizia per il padiglione austriaco è nelle mani di Adunic, di Frauenfeld, in Svizzera, azienda già specializzata nella realizzazione di edifici temporanei per esposizioni e fiere. L’architettura del paesaggio è affidata invece a Rottensteiner di Bolzano (Alto Adige). 

Dall’inizio dei lavori, nel dicembre 2014, nel grande lotto di 2.000 mq in questi due mesi non solo è stata completata la struttura grezza, ma è anche stato piantato un bosco. E proprio per il bosco sono stati portati sul sito 2.000 m3 di strati minerali. Sono state usate idroseminatrici per spruzzare a pressione speciali substrati, in modo che anche con fianchi sterili è stato possibile ottenere un’affidabile consolidazione del paesaggio. 

Le piante da boscaglia sono a dimora, ora seguirà lo strato arbustivo: cespugli, felci, muschi e piante rampicanti. In questo contribuiranno le foreste federali, con piante tipiche dei boschi austriaci. Il punto più alto del padiglione era stato raggiunto già a dicembre 2014, quando è stato piantato un Carpino che rappresenta la cima più alta del bosco. Si tratta di un albero di quasi dodici metri, che sovrasta non solo il padiglione austriaco, ma la maggior parte delle costruzioni nell’area dell’Expo. Assieme alle cime degli altri alberi del bosco, quella del Carpino conferirà allo skyline dell’esposizione universale un aspetto del tutto particolare. 

Sono al lavoro dieci giardinieri e architetti del paesaggio sono già al lavoro per la piantumazione. “Solo” otto invece gli operai edili necessari per la costruzione del massiccio edificio sul lato frontale, che ospita l’area gastronomica, quella espositiva, i locali delle infrastrutture e una terrazza in direzione dell’Open Air Theater. , dove lo spettacolo del Cirque du Soleil attirerà ogni giorno innumerevoli fan. Per la bordatura del bosco vengono impiegati altri otto lavoratori, specializzati nelle strutture in legno. E altre sei persone si occupano inoltre dei sistemi di aerazione, sanitari, elettrici e di costruzione a secco. Complessivamente sono 3.500 le persone impiegate nel cantiere dell’EXPO a Milano, con 40 gru e 80 ruspe.

Per quanto riguarda gli allestimenti interni, sono al lavoro diverse aziende locali: la SFL technologies dalla Stiria, che presenta un’innovativa tecnica di produzione energetica con pannelli solari permeabili alla luce; la BWT di Salisburgo, che si occupa del trattamento dell’acqua per l’impianto di nebulizzazione e per i fontanelli di acqua potabile; la Bartenbach, tirolese, per l’lluminotecnica con i corpi illuminanti veri e propri sono di Zumtobel, che impiega esclusivamente lampade a LED a risparmio energetico. E poi Rehau per i rivestimenti per la terrazza, in polimero; Gaulhofer per porte e finestre; Bene e Viteo per gli arredi. 

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Green Utopia 2015: tutte le sfumature del verde

Green Utopia 2015 è la seconda edizione della manifestazione dedicata alla cultura ‘verde’ e alla sostenibilità del costruire, che si svolgerà dal 14 aprile all’8 maggio 2015 alla Fabbrica del Vapore, in via Procaccini 4 a Milano

L’edizione di 2014 di Green Utopia è stata considerata unanimemente la proposta più interessante di tutta la Milano Design Week 2014 e, quest’anno, oltre a inserirsi nel contesto della settimana milanese del design, composta da Salone del Mobile e Fuorisalone, Green Utopia “apre le porte” a Expo 2015, ospitata a Milano a partire dal 1° maggio 2015. L’architettura vegetale entra quindi di diritto nei temi portanti di Expo 2015. 

Green Utopia è uno degli eventi di Sharing Design, la manifestazione a cura di Milano Makers dedicata al design autoprodotto.

Il team di Green Utopia 2015

Ideazione e coordinamento: Arch. Maurizio Corrado.

Gruppo di progetto: Roberto Maci, Riccardo Rigolli, Andrea Facchi, Claudia Mendini, Francesco Poli, Giacomo Mencarini.

Installazioni aziendali a cura di: Luca Gnizio

In collaborazione con: Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma; Ziegert, Roswag, Seiler Architekten Ingenieure, Berlino; gruppo Caña Viva, Barcellona.

Visual marketing: Paolo Schianchi, Christiane Burklein, Francesco Cibati

Coordinatore editoriale: Giuseppe Rosa

Media partner: Wolters Kluwer Italia

Patrocini: Accademia di Belle Arti di Verona; Accademia di Belle Arti di Bologna; La Sapienza Università di Roma, Facoltà di Architettura, Dipartimento di architettura e progetto; DMC Design Management Consulting; ADI Associazione Design Industriale.

Con l’adesione di: Aiapp, Associazione italiana di architettura del paesaggio, sez. Lombardia.

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