Facciate in legno: il cordwood per l'Arcus Center for Social Justice Leadership | Architetto.info

Facciate in legno: il cordwood per l’Arcus Center for Social Justice Leadership

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Proprietà strutturali e resistenza al fuoco sono solo alcune delle qualità che fanno scegliere il legno ai progettisti. Studio Gang Architects, ufficio con base a Chicago e fondato da Jeanne Gang (progettista del noto grattacielo Aqua Tower di Chicago, 82 piani con facciate ondulate che ricordano le onde), ha rivestito l’Arcus Center for Social Justice Leadership, quasi completato per il Kalamazoo College in Michigan (Stati Uniti), con tronchi di cedro bianchi accatastati, raccolti nella parte settentrionale dello stato.

La tecnica utilizzata, nota come muratura cordwood, è nata in Europa secoli fa, con l’abbondanza di terra e legno grezzo. I contadini creavano una miscela di malta grezza costituita da terra, acqua e sabbia, e con questa miscela montavano tronchi tagliati della stessa lunghezza e di diverse larghezze.

Importata negli Stati Uniti e utilizzata dai primi coloni delle regioni del nord, tra cui il Michigan, questa tecnica garantisce la realizzazione di superfici eccellenti da un punto di vista termico e acustico ma non consente la realizzazione di strutture portanti, per le quali, nel caso dell’Arcus Center, si è ricorsi a un telaio in acciaio.

Ha però coinvolto tutti nella realizzazione: architetti, appaltatori, e committenti hanno infatti avuto l’occasione di provarla in modo diretto e hanno preso parte a workshop condotti da esperti di muratura cordwood. Le sessioni di formazione, svolte durante le fasi di progettazione e costruzione, hanno contribuito a generare entusiasmo per il metodo e hanno fornito al gruppo di progetto una solida base per avviare alcune sperimentazioni con il materiale. Ad esempio, ha dato agli architetti le conoscenze necessarie per realizzare il dettaglio delle pareti curve dell’edificio e ha permesso loro di comprendere i criteri di scelta della giusta miscela di malta, in modo che la maturazione non fosse troppo rapida o risucchiasse l’umidità del legno, creando antiestetiche crepe.

Anche se la tecnica cordwood dà di per sé un buon isolamento, i progettisti hanno migliorato le sue prestazioni incorporando altri materiali e creando anche una camera d’aria. Oltre a 28 cm di legno e 3,8 cm di aria, l’involucro esterno comprende anche un isolamento continuo, con barriere all’aria e all’acqua, e, come una tipica intercapedine di muratura, fori per la fuoriuscita dell’umidità, per uno spessore totale di quasi 60 cm di spessore.

Guarda il video delle fasi costruttive:

L’autore


Cristiana Chiorino

Architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica (Politecnico di Torino), Chiorino è dal 2005 è vicecaporedattore del mensile “ll Giornale dell’Architettura”, per cui è responsabile della sezione notizie (Italia e Mondo). Dal 2007 ha curato gli allegati “Il magazine dell’architettura” (selezione di articoli dalla stampa internazionale) e il “Rapporto annuale restauro”. 

Ha partecipato all’organizzazione scientifica di importanti mostre dedicate ad architetti italiani moderni, tra cui “Carlo Mollino Architetto”(Torino, 2006) e la mostra internazionale “Pier Luigi Nervi: Architettura come sfida” (Bruxelles, Biennale di Architettura di Venezia e MAXXI Roma 2010, Torino e Copenhagen 2011, Mantova e Salerno 2012, Losanna e Zurigo 2013, Nord America 2014). 

Collabora con l’associazione Pln – Pier Luigi Nervi Project, costituita dagli eredi del celebre protagonista dell’ingegneria italiana con una consulenza sulla tutela della sua eredità culturale e del patrimonio delle sue opere. Ha scritto articoli e partecipato a diversi convegni sulla sensibilizzazione alla tutela dell’architettura del Novecento, tema che ha sviluppato e approfondito con il master “Sauvegarde du patrimoine bâti moderne et contemporain” presso l’Institut d’Architecture dell’Università di Ginevra nel 2003. Dal 2011 è membro del consiglio direttivo di Docomomo Italia, sezione italiana dell’istituzione internazionale dedita alla documentazione e conservazione dell’architettura del Movimento moderno.

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