I criteri di valutazione dei protocolli di sostenibilità CasaClima | Architetto.info

I criteri di valutazione dei protocolli di sostenibilità CasaClima

Non solo un modo di costruire ma un modo di vivere: sono natura, vita e trasparenza i cardini della sostenibilità CasaClima

Casa Clima
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Natura, vita e trasparenza sono le tre aree che fanno da perno ai protocolli di sostenibilità CasaClima e contengono i criteri per raggiungere l’efficienza energetica e un basso impatto ambientale sia nella progettazione che nella ristrutturazione di edifici con destinazioni d’uso diverse tra loro. Criteri molto complessi e interconnessi, ce ne parla l’architetto Cristina Martinuzzi, Consulente esperto CasaClima.

Può sembrare altisonante ritenere che un protocollo di sostenibilità sia capace di apporre modifiche al nostro stile di vita e alla nostra forma mentis, eppure se si analizzano le dinamiche ed i passaggi con cui sono strutturati e studiati i protocolli di sostenibilità CasaClima si può capire quanto di vero ci sia in questa affermazione.

Da tempo l’Agenzia ha studiato protocolli che si rivolgono non solo agli edifici residenziali, ma che sappiano accogliere le complesse e diverse problematiche di edifici con destinazioni d’uso molto diverse tra loro come alberghi, uffici, cantine vinicole e scuole.

I contenuti si sviluppano intorno a tre macro aree, “Natura” , ovvero tutto quanto attiene all’impatto ambientale dell’edificio, “Vita”, che concerne tutti gli elementi che concorrono al comfort dei fruitori e “Trasparenza”, che riguarda la gestione ambientale.

Prima di analizzare gli altri aspetti, soffermiamoci sulla “Trasparenza”, perché l’Agenzia rinnova ogni due anni la certificazione già ottenuta, solo se è stata rispettata la condizione di “corretta gestione ambientale”. Cosa comporta, dunque, una gestione ambientale consapevole e a basso impatto? Sicuramente è d’obbligo il monitoraggio di tutti i consumi energetici e idrici, del corretto smaltimento dei rifiuti e dell’uso limitato di sostanze chimiche. Tuttavia, per poter funzionare nel modo più efficace, questa attitudine deve essere rivolta non solo alla dirigenza ma anche ai fruitori dell’edifici, siano essi lavoratori o ospiti. La loro formazione ad applicarsi in uno stile di vita che sia rispettoso nei confronti dell’ambiente deve andare di pari passo con l’ausilio di strategie che permettano loro di assumere comportamenti “ambientalmente virtuosi” in modo quasi automatico e senza difficoltà. Un esempio è la presenza di un ricovero per le biciclette nei luoghi di lavoro, per incentivare l’uso di questo mezzo ecologico, oppure l’assenza di bibite in lattina o plastica o di stoviglie monouso nei luoghi di ristorazione. Senza parlare della raccolta differenziata informata che permette agli utenti di essere parte attiva di questo sistema.

Natura” è a sua volta suddivisa in tre sotto temi: “Energia”, che riguarda l’efficienza energetica dell’edificio, la risoluzione dei ponti termici, la verifica dei sistemi di ombreggiamento, le prestazioni estive dell’involucro e l’indice di emissione di CO2. “Terra”, che indica i criteri da tenere in considerazione per valutare l’impatto ambientale dei materiali scelti, e, quindi, il fabbisogno di energia primaria (PEI) che serve per produrre tali materiali, il loro potenziale di acidificazione (AP) e il loro potenziale di effetto serra (GWP). Tutti questi dati vengono tenuti in considerazione per calcolare l’indice di qualità ecologica dell’edificio che deve essere inferiore o uguale ai 300 punti. “Acqua”, è, invece, la sfera relativa all’indice di impatto idrico WKW che tiene conto del mantenimento naturale del ciclo idrico naturale e dell’efficienza nel suo uso, dei dispositivi idraulici installati, del grado di impermeabilizzazione delle superfici esterne, di infiltrazioni e smaltimento in loco delle acque reflue.

“Vita” contiene nei suoi sotto capitoli “Comfort” e “Ambiente” tutti i requisiti che rendono la “vita” all’interno dell’edificio gradevole e, soprattutto, di qualità. Infatti è proprio alla qualità che si guarda per concepire questi spazi, che si tratti di comfort luminoso ed acustico o di qualità dell’aria, priva di VOC e gas radon e con ricambi controllati.

Per rendere più esplicativo il passaggio “dalla teoria alla pratica”, prendiamo in considerazione due esempi concreti e analizziamo come in tali casi si siano applicati e sviluppati questi criteri.

Partiamo da un protocollo “Work & Life” che riguarda la categoria “uffici” e, nella fattispecie, la LignoAlp, sede della Damiani Holz & CO a Bressanone. L’edificio ha raggiunto lo standard CasaClima Gold con un’efficienza dell’involucro < 10 kWh/m2a e un’emissione in atmosfera di 9 kgCO2/m2a. In questo progetto si è puntato soprattutto su tre aspetti principali: mostrare la versatilità compositiva, estetica e strutturale del materiale legno, utilizzare materiali ecologici e sfruttare le energie rinnovabili. I risultati raggiunti parlano da sé, ma è nei dettagli che si intuisce la ricerca dell’eccellenza. Ogni solaio è, infatti, realizzato con una tecnica costruttiva diversa, dal Brettstapel, al multistrato ad una reinterpretazione del soffitto a cassettoni in chiave moderna.

LignoAlp – pacchetto del solaio Brettstapel con micro fresature dalla funzione fono assorbente

Questa diversificazione viene utilizzata non solo per fare sfoggio di maestria nella lavorazione del legno, ma anche per migliorare acusticamente i diversi ambienti di lavoro, utilizzando micro fresature per garantire un alto grado di fono assorbimento. Lo stesso discorso vale per le lamelle che costituiscono la decorazione delle facciate: estetica da un lato, funzionalità dall’altro visto che vengono utilizzate anche come schermatura solare.

Nel caso del “Aqualux Hotel”, albergo termale sul lago di Garda, è lo stesso genius loci a suggerire le strategie da adottare. Si sfrutta, infatti l’acqua di falda per l’impiantistica, due pompe geotermiche utilizzate sia per il riscaldamento che la climatizzazione estiva mediante un impianto radiante a soffitto, coadiuvato da termoconvettori incassati a pavimento. Il tema ”acqua” è il nocciolo centrale intorno a cui ruota tutta la progettazione di questo “ClimaHotel”, sia per l’indice di impatto idrico, sia perché il cuore di un albergo termale sono proprio le piscine. Quattro vasche interne e quattro esterne, le cui pareti e solai contro terra sono stati isolati. Di notte le due grandi vasche esterne vengono coperte e si abbassa la temperatura dell’acqua per ridurre il fenomeno di evaporazione, le due piccole, invece, vengono completamente svuotate.

2_coppa Whirlpool

Coppa Whirlpool – particolare delle piscine interne

Per quanto riguarda le piscine interne, è il sistema di ventilazione a gestire il fenomeno dell’evaporazione notturna. L’aria umida in uscita dalle piscine fornisce anche calore alla VMC dotata di un recuperatore di calore ad alta efficienza. Quasi la metà del fabbisogno di acqua calda sanitaria è coperto grazie alla presenza di collettori solari piani che si estendono su una superficie di 140 mq. E’ stato previsto anche un sistema di recupero delle acque piovane che, raccolte in serbatoi, servono per l’irrigazione delle zone verdi, progettate per la regolazione del microclima.

Se volessimo, quindi, riassumere in due parole la logica che emerge dai protocolli di sostenibilità CasaClima, potremmo sfruttare il motto che campeggia all’interno dell’Aqualux, “think sustainable”, pensate sostenibile.

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