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Il microlamellare, legno ingegnerizzato con elevate prestazioni strutturali

Sebbene sia ancora poco diffuso in Italia, il microlamellare garantisce elevate prestazioni strutturali. Vediamo perch

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Tra le varie tipologie di legno ingegnerizzato, il microlamellare, o LVL, appartiene alla famiglia degli stratificati di piallacci, è costituito da strati di sfogliato sovrapposti con fibra parallela e incollati fra loro.

Elementi in microlamellare collegati tra loro

Il principio concettuale del prodotto è piuttosto simile a quello del legno lamellare; la differenza principale è lo spessore del materiale da ricomporre, che risulta nettamente inferiore rispetto a quest’ultimo.

Nel caso del microlamellare, si possono presentare strutture più snelle di quelle in legno lamellare, grazie alle elevate prestazioni strutturali, così come le strutture di fondazione possono risultare meno massicce, in virtù del minor peso della struttura che vi insiste.

Strutture snelle in microlamellare, Neighbourhood Centre, Copenhagen, Dorte Mandrup Arkitekter Aps, 2001

L’aspetto inusuale del materiale, “a righe sottili” quando viene osservato di costa, e simile a quello del compensato quando è posto frontalmente, ha affascinato numerosi architetti, che hanno colto la vera essenza del prodotto, esaltandone ulteriormente il carattere innovativo, trasponendo l’innovazione del prodotto a quella dell’intero organismo edilizio che lo contiene.

Microlamellare di faggio dell’azienda Pollmeier

I sistemi costruttivi che si basano su prodotti innovativi in legno ingegnerizzato sono sicuramente molto interessanti.

Oltre ai più noti sistemi in legno lamellare, con il microlamellare si ha un prodotto a uso strutturale poco impiegato nel mercato italiano, più utilizzato nel Nord Europa, negli Stati Uniti, nel Canada, nell’Australia e in Nuova Zalanda.

La prima produttrice del microlamellare è stata, all’inizio degli anni Sessanta, una storica azienda americana. In Europa il microlamellare compare invece agli inizi degli anni Ottanta, in Finlandia, ed è noto con il nome commerciale Kerto®. Viene immesso sul mercato con 3 diverse tipologie a seconda dell’orientamento dei piallacci nel piano in modo da ottenere elementi per solai, elementi per travi o architravi, elementi per montanti e traversi del sistema costruttivo a telaio.

In America è conosciuto come Parallam® (Parallel Strand Lumber, PSL). Altra variante ulteriore è l’Intrallam (Laminated Strand Lumber, LSL). Si tratta di un pannello simile all’OSB, ma con strand più lunghi, che possono essere incollati in senso solo longitudinale, per la produzione di travi; oppure le scaglie possono essere incollate in entrambe le direzioni del piano, formando dei pannelli con comportamento bidirezionale ideali per solaio o pareti.

Il microlamellare ancora non ha trovato una grande diffusione nel mercato italiano, e viene poco considerata l’esistenza di questo prodotto innovativo, erroneamente visto come un materiale semplicemente alternativo al lamellare, con l’aggravante di essere più costoso. Tuttavia, il microlamellare presenta caratteristiche strutturali molto superiori a quelle del legno lamellare e offre ottime garanzie di stabilità.

La lavorazione prevede la produzione di fogli sottili dello spessore di 3,2 mm che si riducono a 3 mm dopo la fase di pressatura. Dopo un’accurata selezione dei fogli, questi ultimi vengono tagliati in strisce successivamente incollate fra loro e nuovamente pressate a caldo.

È possibile raggiungere larghezze di 250 cm e lunghezze di 23 m a seconda dei produttori.

Lo spessore dei piallacci di soli 3 mm rende interessante questa tecnologia che consente di impiegare materiali di partenza di piccole dimensioni provenienti da legno di conifere, normalmente di abete rosso e solo ultimamente di legno di latifoglie.

La novità riguarda l’introduzione sul mercato italiano del microlamellare di faggio, che può essere prodotto sia in forma unidirezionale (travi) che bidimensionale (pannelli), gli elementi sono levigati finemente in modo da poterli impiegare a vista.

La dimensione ridotta del materiale di partenza è senz’altro un pregio, ma rappresenta tuttavia anche una criticità. Infatti è necessario un elevato quantitativo di colla per unire le piccole sfoglie che compongono il materiale stesso.

Il tema dei collanti chimici normalmente a base di formaldeide rappresenta sicuramente l’argomento che dovrà essere indagato con maggiore attenzione dalle aziende, per ridurre progressivamente l’impatto sull’ambiente e sulla salute delle persone.

Sarebbe utile per i progettisti, che debbono compiere delle scelte consapevoli, valutare i dati relativi all’impatto ambientale del prodotto, analizzato secondo l’approccio del Life Cycle Assessment (LCA) ovvero durante l’intero ciclo produttivo.

Le prospettive di mercato per i prodotti innovativi sono incoraggianti, ma è necessario un lavoro profondo, da parte soprattutto degli architetti, di reinterpretazione del legno, che attinga dalla tradizione millenaria per potersi poi riaffrancare verso modelli nuovi e veramente innovativi, in grado di rispondere alle esigenze sempre più complesse che il mondo richiede.

Da un punto di vista legislativo l’LVL è inquadrato dalla norma UNI EN 14374:2005, “Strutture in legno LVL – Requisiti”. La norma definisce i requisiti per le applicazioni strutturali, i metodi per la valutazione della conformità e del contenuto della marcatura CE da applicare sui prodotti.

L’autore


Davide Maria Giachino

È architetto, si laurea presso il Politecnico di Torino, dove ha svolto attività di docenza a contratto presso il Laboratorio di Innovazione Tecnologica e di Tecnologie Ecocompatibili per la Facoltà di Architettura per l’Ambiente e il Paesaggio di Mondovì (Cuneo), fino al 2011. Collabora con il Corso di Laurea Magistrale in Architettura, “Atelier: Il progetto sostenibile” e con il Corso di Laurea in Architettura, “Atelier: Costruire nel costruito”. Nel 2002 fonda presso l’Environment Park (Parco Scientifico Tecnologico per l’Ambiente) a Torino lo studio Element che gli consente di sviluppare a pieno la passione per l’architettura sostenibile e l’ecodesign, indagando in particolare le tematiche relative ai sistemi costruttivi in legno e alle tecnologie a secco.

Riferimenti Editoriali


Legno – Manuale per progettare in Italia

Il volume presenta una panoramica sulla normativa italiana e i requisiti necessari per la sostenibilità, oltre a informare sulle caratteristiche del materiale e la progettazione di strutture in legno avvalendosi della collaborazioni di esperti al livello nazionale.

Autore:   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno:

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