Il Premio Scarpa 2013 al giardino botanico sul fiordo islandese | Architetto.info

Il Premio Scarpa 2013 al giardino botanico sul fiordo islandese

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Fondato agli inizi del secolo scorso, il giardino botanico Skrudur è situato sulla riva di uno dei fiordi a nord dell’Isola, una collocazione eccezionale a pochi km dal circolo polare artico. Adagiato su un declivio che guarda a sud-ovest verso la lingua d’acqua del Dýrafjörður, è circondato alle spalle dalla cortina di montagne dai fianchi mossi dall’erosione glaciale e a valle da un terreno brullo che digrada verso la riva del fiordo.

Insieme alla scuola, alla chiesa e alla fattoria di Núpur, l’orto rappresenta una sfida lanciata dalla comunità insediatasi più di cento anni a condizioni ambientali estreme e secondo istanze di miglioramento sociale: coltivare la terra e aver cura di un processo indirizzato alla conoscenza, al benessere, all’educazione, all’elevazione sociale. Fu infatti per iniziativa del reverendo Sigtryggur Guðlaugsson che Skrudur fu aperto nel 1909, pochi anni dopo aver avviato, insieme al fratello Kristinn, un programma di educazione mirato al riscatto da condizioni agricole arretrate, ispirato alle idee del pastore danese Nikolai Frederik Severin Grundtvig (1783-1872) diffuse anche in Islanda. Le idee di questa figura di pedagogo sono riscontrate anche a Kongenshus Mindepark, luogo danese al quale è stato dedicato il Premio Scarpa nel 2004.

L’orto è stato gestito secondo le modalità tipiche di chi opera in condizioni di particolare asperità climatica: tracciare un perimetro, dissodare il suolo ed elevare un recinto di protezione, educare e convogliare in questo piccolo mondo elementi utili (terra, acqua, piante) che al di là di questo fragile confine verrebbero travolti dalle forze della natura.

“In una terra dell’estremo nord”, si legge nella nota che accompagna la premiazione, “forgiata da rivolgimenti tumultuosi e da vaste manifestazioni della natura, imbattersi in un recinto esile, introvabile, sopravvissuto a più di un secolo di storia, può sembrare il gesto di affezione di chi, partito per un paese lontano, cerca ancora di riconoscersi, nonostante tutto, nell’immagine familiare di un giardino che richiama la propria storia, le proprie coordinate di partenza. Il recinto di Skrudur, infatti, presenta in forme rudimentali e incerte, molti richiami a un ordine che appartiene al giardino tradizionale. Ma il principio in virtù del quale esso s’in­sedia è assai più forte dei modesti mezzi espressivi con i quali si manifesta al suo interno”.

Dopo una fase di relativo abbandono negli ultimi decenni del Novecento, Skrudur ha ripreso a vivere e continua, oggi, a rinnovarsi grazie alle cure di un gruppo di uomini e donne che l’ha restituito nel 1996 alle visite e alla coltivazione. Il Premio a Skrudur avrà un suo momento di apice a Treviso venerdì 10 e sabato 11 maggio, nella serie di attività previste in occasione della cerimonia di consegna del Premio, alla presenza della delegazione islandese.

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