Isolamento di tetti alla fiorentina e murature esistenti: i consigli di Francesco Sulli | Architetto.info

Isolamento di tetti alla fiorentina e murature esistenti: i consigli di Francesco Sulli

Durante Klimahouse Toscana sono stati realizzati sul campo due 'test' pratici: un prototipo di tetto 'alla fiorentina' e un intervento di isolamento su muratura esistente. Ce li spiega entrambi il geom. Francesco Sulli, consulente CasaClima

Il Geometra Francesco Sulli coordina gli artigiani CasaClima nella posa delle rete di armatura e finitura a intonaco
Il Geometra Francesco Sulli coordina gli artigiani CasaClima nella posa delle rete di armatura e finitura a intonaco
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L’edizione 2016 di KlimaHouse Toscana ha affrontato, tra i tanti temi, quello del risanamento energico del patrimonio esistente anche attraverso workshop dimostrativi (riuniti nel progetto Klimahouse Academy). Il più importante ha presentato dal vivo, lungo i tre giorni di evento, la costruzione di un prototipo di struttura secondo gli standard previsti dalla certificazione CasaClima. Al confine tra tradizione e innovazione, vecchio e nuovo, molti sono i suggerimenti emersi in merito alla messa in opera di una copertura tradizionale coibentata (nello specifico un tetto toscano ‘alla fiorentina’), di un isolamento esterno e interno su muratura esistente e di un infisso. Abbiamo intervistato, a tal proposito, il geometra Francesco Sulli, coordinatore delle attività dell’Academy sul piazzale della Stazione Leopolda e consulente CasaClima per la Toscana.

Quali sono i punti di forza di una copertura tradizionale opportunamente coibentata?
Una copertura tradizionale, come il tetto toscano ‘alla fiorentina’, può essere opportunamente coibentata seguendo piccoli accorgimenti che permettono di combinare le esigenze architettoniche di tipo vincolistico (presenti in una città d’arte come Firenze) con le prestazioni energetiche CasaClima, senza alterare le tradizionali caratteristiche del centro storico. In linea con gli edifici circostanti, un tetto di questo tipo presenta infatti uno spessore ridotto della linea di gronda (12-13 cm), nonostante lo spessore nettamente più elevato del pacchetto isolante, necessario per raggiungere un livello elevato di comfort energetico.

Dove posizioniamo il pannello isolante in un tetto ‘alla fiorentina’?
La soluzione ottimale consiste nel nascondere il pannello isolante all’interno dello spessore di quello che viene comunemente chiamato ‘falso travicello’, ovvero l’unica struttura che fuoriesce rispetto al piano di facciata per circa 40-70 cm (lunghezza standard in territorio toscano). Nello specifico l’isolante (che può essere ad esempio lana di roccia) e il falso travicello poggiano su un tavolato, disposto sopra ad una struttura di travetti ancorata al cordolo perimetrale attraverso viti specifiche. Per dare uniformità alla superficie, è inoltre necessario un ulteriore strato di isolante che corre sopra a quello appena descritto e va battere sulla parte sommitale della linea di gronda.

Il prototipo di tetto toscano ‘alla fiorentina’ costruito a KlimaHouse Toscana 2016

Il prototipo di tetto toscano ‘alla fiorentina’ costruito a KlimaHouse Toscana 2016

Che funzione ha la guaina traspirante e impermeabilizzante?
In primo luogo questa guaina ha la funzione di tenuta al vento e all’acqua per evitare il passaggio d’aria all’interno dell’isolante (anche se si utilizza un isolante particolarmente compatto, negli interstizi si possono comunque creare dei passaggi d’aria). In secondo luogo la guaina deve essere traspirante per permettere al vapore residuo nell’intradosso di uscire rapidamente verso l’alto senza incontrare resistenza (un isolante fibroso come la lana di roccia ha infatti una buona permeabilità al vapore).

Stratigrafia del tetto ‘alla fiorentina’

Stratigrafia del tetto ‘alla fiorentina’

Perché è indispensabile il tetto ventilato specialmente ove il clima è mediterraneo?
La camera di ventilazione, costituita da travicelli disposti con interasse di circa 50 cm, è una tecnica passiva di raffrescamento. Posizionando una griglia sulla linea di gronda per permettere all’aria di entrare e una griglia sul colmo per facilitarne la fuoriuscita, si innesca un movimento convettivo dell’aria utile soprattutto nella fase estiva quando il manto di copertura si surriscalda e rischia di trasmettere il calore verso l’interno. La creazione di una camera d’aria particolarmente ventilata crea infatti una separazione netta tra lo strato d’isolante e il manto di tegole e coppi propensi all’insolazione.

Quali sono i passaggi da seguire per la messa in opera di un cappotto su muratura esistente?
Preparazione e applicazione del collante sulla superficie dell’isolante con una spatola dentata; posa dei pannelli isolanti dal basso verso l’altro in maniera regolare e planare accostando bene le lastre per evitare fughe visibili; fissaggio meccanico dell’isolante attraverso tassellatura (il tipo di tassellatura dipende dal tipo di isolante e dalla struttura della muratura esistente); stesura della rasatura e inserimento di una rete di armatura (senza annegarla completamente nello strato appena applicato); stesura dell’intonaco di finitura a grana fine.

Quale materiale è preferibile per l’isolamento a cappotto?
Possono essere impiegati diversi tipi di isolanti, non vi è una scelta univoca poiché dipende dalle caratteristiche del contesto e dell’edificio. Si possono utilizzare sia materiali di origine naturale come la lana di roccia o la fibra di legno, sia prodotti artificiali come il polistirene espanso (EPS) o estruso (XPS) e il poliuretano. In linea di massima gli isolanti naturali sono più traspiranti, aumentano la sfasamento termico, proteggono maggioramene dal caldo e sono più resistenti al fuoco; quelli artificiali sono più resistenti all’acqua e alle sollecitazioni meccaniche, sono più facili da posare e isolano maggiormente dal freddo. Sicuramente nella parte inferiore della parete a contatto con il terreno è meglio utilizzare un pannello XPS, essendo idrofugo.

Pannelli isolanti in lana di roccia e pannelli in polistirene estruso XPS © KlimaHouse

Pannelli isolanti in lana di roccia e pannelli in polistirene estruso XPS © KlimaHouse

Come si può risolvere il ponte termico in corrispondenza del davanzale?
Nel caso di ristrutturazione edilizia, le soglie e i davanzali possono essere riposizionati utilizzando finte strutture in materiale isolante che risolvono completamente il problema del ponte termico (una soglia passante in qualsiasi altro materiale crea infatti una grande discontinuità). Sostituendo la vecchia soglia con un isolante ad alta densità (XPS o lana di roccia) opportunamente inclinato e rasato, si evita quindi il ponte termico ed è eventualmente possibile sormontare l’isolante con una soglia architettonica di materiale tradizionale come cotto o pietra serena.

Quali sono gli accorgimenti necessari per isolare internamente una muratura esistente?
Isolare una parete nella sua faccia interna è generalmente sconsigliabile, ma in alcuni casi rappresenta una scelta obbligata. Questa soluzione va incontro a problematiche dovute alla formazione di condensa interstiziale tra l’isolante e la muratura ma seguendo alcuni accorgimenti è possibile evitare il fenomeno. Innanzitutto è meglio optare per un materiale isolante che presenta la caratteristica di trattenere a lungo il vapore acqueo senza deteriorarsi per rilasciarlo nel periodo estivo (sfasamento termico).

Rasatura © KlimaHouse

Rasatura © KlimaHouse

Il calcio silicato e la fibra di legno sono i due materiali consigliati, rasati e incollati con preparati a base di calce. In secondo luogo è necessario effettuare una verifica alla condensa interstiziale utilizzando software dinamici in grado di valutare lo smaltimento di umidità nell’arco della giornata o del mese. In caso di mancato riassorbimento bisogna procedere al posizionamento di una barriera al vapore nella faccia interna dell’isolante. Nella provincia di Firenze, applicando un isolante del tipo sopra descritto con spessore variabile tra 5-8 cm, il problema della condensa interstiziale è abbastanza raro.

 

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