Kengo Kuma: con Hikari 'energia positiva' per Lione | Architetto.info

Kengo Kuma: con Hikari ‘energia positiva’ per Lione

Il progetto completato nel quartiere Confluence di Lione ha realizzato tre edifici a uso misto che producono più energia di quanta ne consumano e sono l’avanguardia di Lyon Smart Community

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Un nuovo isolato a energia positiva ha appena visto la luce nel quartiere Confluence di Lione: è Hikari ed è il compimento di un progetto che il giapponese Kengo Kuma ha concluso con il supporto di investitori nipponici e francesi.

Dopo l’apertura, a fine 2014, del nuovo e atteso Musée des Confluences degli austriaci Coop Himmelb(l)au, procede quindi il processo di realizzazione dell’imponente Projet Confluence, il progetto di recupero e rigenerazione urbana di ex aree industriali dismesse fra i più grandi d’Europa che dagli anni novanta sta trasformando l’area meridionale della città, in corrispondenza della confluenza dei fiumi Saona e Rodano. Recupero che ha già visto la realizzazione di significativi interventi progettati da grandi nomi dell’architettura francese e internazionale come Mvrdv, Herzog & de Meuron, Massimiliano Fuksas e Christian de Portzamparc.

Inaugurato a metà settembre, l’intervento di Kuma (GUARDA LA NOSTRA INTERVISTA) è il primo tassello completato del più ampio masterplan firmato da Herzog & de Meuron e porta a compimento un processo iniziato, come la buona prassi pubblica dei processi transalpini impone, con un concorso bandito nel 2011 dalla Città di Lione e Grand Lyon per la progettazione dell’îlot P affidata al raggruppamento nippo-francese composto dall’immobiliare Bouygues Immobilier, SLC Pitance e Kengo Kuma appoggiato ai locali CRB architectes.

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Hikari, letteralmente “luce” in giapponese, è un complesso a destinazione mista residenziale, commerciale e terziaria composto da tre edifici che prendono il nome dei tre punti cardinali verso cui sono rivolti: Higashi (“est”), 5.263 mq di uffici distribuiti su 7 piani, Minami (“sud”), 3.400 mq suddivisi tra 32 unità residenziali, e Nishi (“ovest”), 2.246 mq di uffici su 5 piani sul cui tetto sono realizzate anche 4 ville urbane. A questi si aggiungono 1.000 mq di spazi commerciali, parcheggi e aree verdi affacciati ai limiti della nuova darsena.

È il primo isolato a energia positiva costruito in Francia, la cui realizzazione si deve a volontà e capitali pubblici e privati messi a disposizione da investitori nipponici e francesi tra cui Toshiba e Cofely Axima. Inserito non a caso all’interno di un’area moderna e in forte sviluppo, utilizza il quartiere Confluence come vetrina internazionale per esporre un intervento pilota illustrativo delle potenzialità del progetto Lyon Smart Community, avviato da Grand Lyon insieme all’agenzia pubblica giapponese Nedo (New Energy and industrial technology Development Organization) e Toshiba.

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Fonte foto: Kengo Kuma (Baptiste Lobjoy)

Le scelte, sia progettuali che tecnologiche, che caratterizzano l’intervento, e contribuiscono a dargli la connotazione che i promotori intendono verificare con risultati sul campo, sono molte. A partire dalla gestione della luce naturale, portata all’interno degli edifici dalle ampie aperture dei fronti a sud, affaccio principale di tutto il complesso. A meridione, e alla nuova darsena, guarda il fronte principale di Minami, costituito da vetrate pressoché continue e ampi terrazzi chiusi a loro volta da vetrate su cui sono posizionate celle fotovoltaiche.

Pannelli fotovoltaici invisibili dalla strada ricoprono anche i tetti piani di tutti e tre gli edifici.
Tutto l’isolato è alimentato, per il riscaldamento e la fornitura di energia elettrica, da due centrali, una a cogenerazione a olio di colza progettata per coprire ogni anno l’80% dei fabbisogni elettrici stimati e il 90% del riscaldamento, e una fotovoltaica per la restante parte del fabbisogno.

Il raffrescamento, soprattutto di uffici e spazi commerciali, è invece garantito da un impianto geotermico e da una macchina ad assorbimento ad alimentazione indiretta proveniente dall’impianto a cogenerazione in cui è utilizzato per la prima volta un gas refrigerante ad alte prestazioni appena brevettato da Toshiba.

Sistemi domotici avanzati, anche negli appartamenti dove per l’utente finale è possibile interagire con parametri come la concentrazione di anidride carbonica nell’aria e la luminosità interna, permettono infine di tenere sotto controllo le prestazioni complessive degli edifici e i loro consumi nel tempo, ottenendo al contempo una migliore gestione energetica, l’ottimizzazione dei bilanci e la minimizzare degli sprechi.

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