La diagnosi energetica del Museo del Castello Estense di Ferrara | Architetto.info

La diagnosi energetica del Museo del Castello Estense di Ferrara

Nell'ambito di un progetto Unesco, è stato realizzato il progetto di diagnosi energetica del Museo del Castello Estense di Ferrara, un caso-studio modello per il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici vincolati. Il video

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L’efficienza energetica degli edifici storici vincolati può essere migliorata attraverso progetti legati a nuove tecnologie quali termografie, prove termoflussimetriche, mappatura delle condizioni di temperatura, umidità e velocità dell’aria interne. Non si tratta di ipotesi generiche ma di casi concreti, come dimostra quanto accaduta al Museo del Castello Estense di Ferrara nelle scorse settimane. Nell’ambito del progetto Ex.PO AUS (Sviluppo delle potenzialità dei Siti Unesco dell’Adriatico), la Provincia di Ferrara ha commissionato il progetto di diagnosi energetica (Energy Audit) nell’edificio del Museo. L’iniziativa è stata coordinata dal “Green Lab” di Brescia in collaborazione con Newatt s.r.l., e ha coinvolto in prima persona i tecnici di Anit, l’associazione per l’isolamento termico e acustico.

Grazie a un’accurata analisi è stato possibile definire le caratteristiche tecnologiche degli elementi costruttivi e ottenere utili indicazioni sulle zone in cui si verificano condizioni di scarso comfort per gli occupanti. É stato inoltre possibile realizzare un modello numerico dell’edificio per stimare il consumo delle sole aree adibite a museo e simulare degli interventi di efficientemente energetico (per ciascun intervento è stata valutata la riduzione dei consumi energetici e il rapporto costi/benefici). Nel video di seguito viene descritto l’intervento in pochi minuti.

Gli interventi proposti per il Museo del Castello Estense di Ferrara hanno dovuto considerare i vincoli di carattere architettonico e funzionale legati ad un bene sottoposto a vincolo, oltre alla mera fattibilità tecnica e economica.  Sono state dunque proposte azioni mirate, come la compartimentazione dell’edificio non essendo ben definito il confine tra zone riscaldate e non climatizzate, l’implementazione di un sistema di tele-controllo degli impianti e la sostituzione dei terminali di emissione più obsoleti per migliorare le condizioni di comfort in alcuni spazi dove l’asimmetria radiante crea problemi per il benessere degli occupanti.

Sono state inoltre individuate possibili forme di finanziamento, quali il ricorso a fondi europei, l’affidamento dei lavori a delle ESCO e l’accesso agli incentivi statali del conto energia termico. Il museo del Castello Estense si prefigura come modello per definire l’approccio all’efficientamento energetico degli edifici pubblici storici vincolati, una strada che dev’essere perseguita anche per stimolare i privati a fare altrettanto sul proprio patrimonio.

Prendendo spunto dal lavoro svolto sono state redatte le “Linee guida sull’uso di tecnologie basate su energie rinnovabili e volte al risparmio energetico all’interno di edifici storici tutelati ed adibiti a fruizione pubblica di beni culturali”, che intendono definire una metodologia base per affrontare questa sfida.

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