La guida del vivaista alla scelta della piante per il verde in città | Architetto.info

La guida del vivaista alla scelta della piante per il verde in città

Dagli esperti di florovivaismo, un vademecum pratico per la scelta delle piante per il verde urbano

Veduta alberatura
Veduta alberatura
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Sul tema della qualità del materiale florovivaistico molto è stato scritto, tant’è che esistono master e figure professionali ad hoc, spesso agronomi specializzati nel ruolo di buyer e che si pongono a monte della catena florovivaistica ma, nonostante questo, non ci sono manuali ufficiali che trattino il tema così come non ci sono parametri universalmente riconosciuti per stabilire la qualità delle piante, per la quale ci si attiene spesso ai noti parametri agronomici e ai manuali di fitopatologia.

Ad ogni modo, è possibile dare delle utili linee guida generali nella scelta delle piante in vaso e in zolla che si possono riassumere in cosiddetti “Consigli del vivaista” per il verde urbano.

Le alberature non devono presentare su tronco, radici e chioma interruzioni di integrità: ferite, tagli, spaccature, concrescenze di varia natura, grosse cicatrici di taglio. È molto importante valutare l’equilibrio e la regolarità dello sviluppo della chioma rispetto alle radici e al fusto (un vaso troppo grande rispetto alla dimensione della pianta potrebbe significare che è in fase di attecchimento perché rinvasata da poco così come un vaso troppo piccolo significa spesso che il substrato deve essere rinnovato).

Alberi equilibrati e ben impalcati, devono aver subito almeno due trapianti nel tempo e non si può prescindere dall’accurata conoscenza a monte delle specie che si acquistano, poiché bisogna sempre tenere presente come queste si presentano nel loro habitat naturale. Una pianta di prima grandezza non può essere utilizzata in aree pubbliche anguste, dove ci possa essere il problema di danni radicali agli edifici e al manto stradale. Lo sviluppo della pianta in vaso allevata in vivaio è diverso rispetto a quello in piena terra; normalmente c’è la tendenza generale a fare sesti di impianto più stretti del dovuto, a vantaggio del pronto effetto ma a scapito delle buone pratiche agronomiche.

Il parametro fondamentale per la valutazione del prezzo di offerta è la circonferenza della pianta che si misura a 100 cm di altezza dal colletto. Gli alberi possono essere richiesti anche a ceppaia, in questo caso i parametri importanti sono l’altezza e la larghezza della chioma compresi i vari rinvasi effettuati negli anni (minimo tre).

Se vengono richieste piante in zolla per il prezzo più basso, a parità di dimensione della pianta, si deve tener presente che l’epoca migliore per la messa a dimora va da novembre ad aprile. Si prediligono piante in contenitore, per evitare problemi di attecchimento e per avere la possibilità di mettere a dimora la pianta tutto l’anno.

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Quercus ilex

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Cinnamomum camphora

Le piante formate devono avere rami ben distribuiti e regolari.

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Laurus nobilis

Le siepi vanno scelte tenendo conto delle dimensioni da raggiungere e della manutenzione che richiedono, devono avere un apparato radicale sviluppato in modo equilibrato e con un folta chioma senza difetti visivi, composta da ramificazioni che seguono il portamento della specie.

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Fioriera pronto effetto

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Fioriera pronto effetto

Gli arbusti vanno acquistati in vaso e dovrebbero avere 5/6 rami liberi.

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Fioriera pronto effetto

Indicazioni legate alla destinazione d’uso dell’area da realizzare:
• nella realizzazione di un parco, in cui siano presenti aree pedonali, è consigliabile scegliere alberature lungo i camminamenti che garantiscano ombra nelle ore assolate e spazi liberi a prato per lo svago e per le attività all’aperto; per zone non calpestabili (aiuole, rotonde) sono consigliabili piante fiorite, scelte in modo che con i periodi di fioritura si riesca a coprire la gran parte delle stagioni e che richiedano semplice manutenzione. Se non è prevista una manutenzione ordinaria, meglio optare per piante sempreverdi o comunque perenni rispetto a quelle stagionali;
• meglio evitare piante che producano bacche o frutti velenosi o con parti velenose in quanto, trattandosi di aree urbane, potrebbero costituire un pericolo per i cittadini;
• se gli spazi sono limitati, meglio non utilizzare piante che con lo sviluppo radicale possano comportare danni a cose o persone (radici troppo grandi spesso diventano un vero e proprio ostacolo alla percorrenza ciclabile e pedonale);
• in spazi vasti e aperti, considerare la possibilità di creare dei nuclei boschivi, ben distribuiti tra loro e anche rispetto alle aree edificate;
• in aree molto assolate usare piante sempreverdi; in aree piuttosto buie usare piante spoglianti;
• scegliere piante che abbiano una maggiore capacità di assorbimento di CO2 e di rilascio di O2 per contrastare l’incidenza dell’inquinamento urbano. A tale proposito esistono alberi che sono particolarmente efficaci nel fissare le polveri sottili nell’aria;
• evitare in ambito urbano tutte le piante che possono dare problemi di allergie;
• evitare tutte le piante che presentano spine o aculei;
• assicurare una manutenzione ordinaria del verde urbano, senza la quale perderebbe efficacia qualunque buona progettazione. Potremmo dire, infatti, che l’incidenza della manutenzione sulla buona riuscita di un’area a verde, pubblica o privata che sia, è spesso più alta di quanto si possa pensare ed è fondamentale nei primi tre anni dalla realizzazione.

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