La perlite espansa come materiale termo - fonoisolante | Architetto.info

La perlite espansa come materiale termo – fonoisolante

Indicata negli interventi in cui un fattore importante è la resistenza al fuoco, la perlite espansa si presenta sfusa o in pannelli. Ecco le sue proprietà

perlite espansa
image_pdf

Come quasi tutti prodotti di origine minerale anche la perlite, derivata dalla riolite, è un materiale incombustibile e particolarmente indicato negli interventi in cui un fattore importante è la resistenza al fuoco.
La perlite espansa, dalle buone proprietà isolanti termiche e acustiche, può essere utilizzata sfusa come riempimento oppure in pannelli da utilizzarsi, per esempio, per l’isolamento delle coperture.

Processo produttivo
La perlite è un minerale di origine vulcanica in tonalità dal grigio al rosa. La sua struttura cellulare è microporosa con all’interno una percentuale pari al 2÷6% di acqua fissata chimicamente e imprigionata nella massa della roccia. Si tratta di un silicato complesso naturale di alluminio, sodio e potassio, dalla composizione chimica variabile.
La roccia viene frantumata e ridotta in granuli, quindi posizionata in forni di espansione a una temperatura di 1.000 °C. Sottoposta a questo shock termico l’acqua inglobata evapora ed espande le pareti vetrose del granulo dando origine a un granulato microalveolare, le cui cavità chiuse e non comunicanti tra loro e con l’esterno, determinano il potere isolante e l’impermeabilità all’acqua del materiale stesso. Il materiale rigonfia a un volume pari a 15÷20 volte quello originario, trasformandosi così in un prodotto leggerissimo, inorganico, stabile e chimicamente neutro (pH 6,5÷7,5), privo di metalli pesanti, chimicamente inerte, imputrescibile, inattaccabile da parassiti, roditori e insetti, resistente al fuoco, molto poroso e dotato di elevata traspirabilità (granulometria fino a 2 mm).
Per garantire migliori caratteristiche di idrorepellenza e insensibilità all’acqua la perlite espansa può essere trattata con prodotti come il silicone, la paraffina e il silicato di potassio. La resistenza a compressione può essere aumentata utilizzando soluzioni a base bituminosa. Per la produzione di pannelli termoisolanti viene miscelata a fibra di vetro, fibre cellulosiche, bitume e amido, quindi essiccata e tagliata.

 

Perlite_01

Caratteristiche tecniche
Grazie alla sua struttura alveolare la perlite è un buon isolante termico; le sue cavità ottenute con l’espansione le conferiscono una densità di 30÷150 kg/m2. Dal punto di vista termoisolante l’azione della perlite è generalmente doppia rispetto a quella dell’argilla espansa, altro materiale dalle caratteristiche e impieghi similari.
La perlite è traspirante e capace di regolare l’umidità (buona conduttività capillare), pur essendo ogni singolo granulo impermeabile all’acqua e al vapore. Da sottolineare anche le buone proprietà fonoassorbenti.
Trattandosi di un materiale di tipo inorganico la perlite è immarcescibile e inattaccabile da parassiti; incombustibile e in caso di incendio non emette fumi o vapori tossici. Nel caso in cui il prodotto venga trattato con bitume o resina attraverso l’impermeabilizzazione e il rivestimento la classe di infiammabilità diviene la 1 o addirittura 2. Sottoposto a fiamma o ad alte temperature il silicone, spesso utilizzato per l’idrorepellenza, libera gas tossici mentre dal bitume provengono idrocarburi policiclici aromatici.

Perlite_tab01

Utilizzi e applicazioni
La perlite espansa viene commercializzata sul mercato come:

  • granulato leggero in sacchi per l’isolamento termoacustico delle intercapedini di pareti, solai, coperture e cavedi per il passaggio delle tubazioni degli impianti;
  • carica granulare isolante impastata con acqua e calce idraulica per il composto cementizio di sottofondi e massetti continui;
  • materiale sciolto isolante a secco sotto pavimento continuo, per intonaci con resistenza al fuoco, per strati di compensazione e nelle intercapedini tra le travi portanti della copertura;
  • materiale di alleggerimento nella realizzazione di strati di finitura e nella confezione di malte e intonaci leggeri e ignifughi, con proprietà termo e fonoisolanti;
  • materiale di alleggerimento impiegato nella produzione di blocchi, lastre e altri elementi costruttivi;
  • strato drenante e di ancoraggio degli strati impermeabili nella stratigrafia dei giardini pensili.

L’uso della perlite espansa in forma granulare presuppone la scelta della dimensione granulometrica riguardo all’impiego previsto, la stesura continua e uniforme del materiale negli ambiti di contenimento per evitare la formazione di ponti termici e un’adeguata protezione tramite teli o carta oleata per evitare dispersioni.
Quando associata a cemento e a resine saponose come materiale di alleggerimento la perlite dà luogo a un calcestruzzo alleggerito in cui si producono ridotte dilatazioni e contrazioni durante il rapido essiccamento.
A base di perlite si realizzano anche pannelli con buona resistenza alla compressione e insensibili all’umidità, appositamente studiati per coperture piane come supporto diretto per la posa di membrane impermeabili (bituminose e sintetiche).
Tali pannelli vengono prodotti con l’aggiunta di leganti e aggregati fibrosi organici o inorganici come per esempio fibra di vetro, fibra di cellulosa, leganti asfaltaci e mediante trattamenti di spalmatura di bitume ossidato e pellicola in polipropilene.

Posa in opera
La perlite espansa viene messa in opera a secco o miscelata con altre componenti.
Nel primo caso, utilizzata come termoisolante e riempimento nelle intercapedini, viene posata manualmente o tramite insufflaggio dei granuli sfusi a pressione.
Nei solai e nelle coperture piane è importante che il materiale sia distribuito uniformemente, che sia lasciato assestare e, al fine di distribuire maggiormente i carichi e evitare fessurazioni in superficie, che sia ricoperto da un getto di calcestruzzo con l’impiego di una rete elettrosaldata fine. Se insufflata nelle intercapedini, invece, è necessario esercitare una pressione dall’alto per favorirne la distribuzione e infine chiudere accuratamente l’intercapedine per evitare fuoriuscite del materiale stesso.
In alternativa la perlite espansa può essere miscelata con malta o cemento per intonacature. Durante la stesura è consigliabile l’utilizzo di una rete elettrosaldata al fine di evitare fessurazioni nella fase di asciugatura dei getti.
Nel rivestimento di coperture piene i pannelli vengono applicati mediante fissaggio meccanico o incollaggio con bitume o collanti bituminosi.

Incidenza energetica ed ecologia
Il dispendio globale di energia per ottenere la perlite espansa rientra nei livelli medi se confrontato con la capacità coibentante del materiale.
Il trasporto della materia prima, dovuto ai percorsi decisamente lunghi da affrontare, è incidente; così come il procedimento di espansione ad alta temperatura, determinato da un consumo di energia fossile mediamente alto. Il dispendio energetico e l’inquinamento ambientale per l’estrazione sono limitati nel caso in cui non venga alterato in maniera pesante e irreversibile il contesto ambientale.
La perlite espansa è un prodotto naturale e atossico derivato da un processo di lavorazione che comporta unicamente trasformazioni fisiche senza sviluppo ed emissioni di sostanze nocive o inquinanti.
Potrebbero sorgere problemi per la salute nella gestione delle acque di rifiuto, per i disturbi da rumore e per le polveri fini sollevate le quali non presentando una struttura fibrosa sono però meno problematiche rispetto ad altri materiali.
La perlite utilizzata pura non presenta problemi rilevanti dal punto di vista sanitario. Problematiche, invece, sono le perliti trattate con olio siliconico, il cui processo produttivo provoca notevole inquinamento ambientale, o con bitume, che libera nell’ambiente solventi e idrocarburi policiclici aromatici (IPA o PAH). Tra le sostanze più pericolose contenute nel bitume c’è il benzopirene, classificato come sostanza cancerogena. A scopo di prevenzione, è preferibile evitare l’utilizzo di perlite espansa bitumata per coibentare ambienti interni. Si tratta di un materiale molto resistente agli agenti atmosferici, fisici e organici, ha una durata quasi illimitata.
Il materiale granulare sfuso è riutilizzabile e può essere posto in opera senza ulteriori lavorazioni purché venga tolto con cautela dalla precedente utilizzazione. È riciclabile unicamente come inerte per calcestruzzo. Può essere smaltito nelle discariche specifiche per scarti di materiali da costruzione. Risulta essere più problematico lo smaltimento di perlite trattata con bitume.

Perlite_tab2

Copyright © - Riproduzione riservata
La perlite espansa come materiale termo – fonoisolante Architetto.info