Legno lamellare: caratteristiche tecniche e normativa di riferimento | Architetto.info

Legno lamellare: caratteristiche tecniche e normativa di riferimento

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Il legno lamellare è ormai ampiamente diffuso e conosciuto anche in Italia, dove è giunto un po’ più tardi che in altri Paesi, intorno agli anni Sessanta. L’evoluzione molto intensa che ha visto è legata in particolare all’industria chimica del mondo dei collanti e delle macchine operatrici a controllo numerico. Ma quali sono le principali caratteristiche tecniche legate al materiale e riferite al suo impiego in edilizia?

Trave in legno lamellare

Per la produzione del legno lamellare incollato vengono impiegate principalmente le conifere quali l’abete rosso, l’abete bianco, il pino e il larice. Alcune aziende per ampliare l’offerta producono lamellare con legni più pregiati di latifoglia come il rovere, il faggio, il frassino, la quercia, la robinia e il castagno, ma aumentano considerevolmente i costi, e si tratta comunque di prodotti non disponibili a catalogo.

La qualità prestazionale del legno lamellare è determinata in linea di massima da tre fattori:

  • la qualità delle lamelle,

  • la corretta esecuzione del giunto a dita (finger join),

  • la posizione delle lamelle all’interno dell’elemento.

Il giunto a pettine, come per le travi KVH®, rispondeva alla norma UNI EN 385:2003, ritirata il 12 settembre 2013 e ora richiamata dalla nuova norma EN 14080:2013, che determina le modalità di esecuzione del giunto, elemento determinante per ottenere delle lamelle continue. Le macchine a controllo numerico e la qualità degli impianti di lavorazioni influiscono sull’esecuzione del giunto.


Le dimensioni

Lo standard dello spessore delle lamelle varia da 32 mm a 40 mm, fino a un massimo di 45 mm. Spessori inferiori possono essere impiegati per la realizzazione di travi curvilinee. La larghezza standard b delle lamelle aventi uno spessore d = 40 mm, in base alla classe di servizio, risulta, per la classe 3, b ≤ 250 mm, e, per la classe 1, b ≤ 300 mm.

Le dimensioni delle travi standard in legno lamellare variano a seconda del produttore, in genere esistono diverse modalità di reperimento degli assortimenti: da quelli più consueti pronti a magazzino, a quelli che necessitano di essere semplicemente commissionati, a quelli fuori serie da produrre su specifica richiesta del progettista.

Queste le misure standard:

  • la larghezza standard minima è pari a 60 mm, ed è multipla di 20 mm; la larghezza massima è pari a 240 cm;

  • le altezze standard sono multiple di 20 mm fino ad altezze di 160 mm, e di 40 mm per altezze superiori, fino a 1280 mm;

  • le lunghezze variano invece da 6 a 24 m, ma sono molto vincolate dalla disponibilità dei mezzi di trasporto comuni che movimentano normalmente travi non superiori ai 13,50 m, per non incorrere nei trasporti eccezionali che implicano elevati costi economici.


La resistenza meccanica

Per quanto concerne la classe di resistenza, si ricorda che quella reperibile sul mercato in modo diffuso è la GL 24h mentre normalmente le classi che richiedono maggiori prestazioni come la GL 28c.

La normativa di riferimento

Le novità normative più importanti sono presenti in tema di legno lamellare nella nuova Norma EN 14080:2013 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Europea (OJEU 2014/C 259/1) con un periodo di coesistenza di un anno (08.08.2015). Al termine di tale periodo, la EN 14080:2013 diventerà l’unico riferimento per la marcatura CE del legno lamellare, sostituendo la EN 14080:2005.

Le principali novità della EN 14080:2013 sono le seguenti:

  • dopo un lungo periodo di vuoto normativo è ora possibile marcare CE le travi Duo/Trio (bilama-trilama);

  • non è prevista dalla norma la marcatura CE per il lamellare di latifoglia, che dovrà al termine del periodo di coesistenza seguire l’iter del Benestare Tecnico Europeo (ETA);

  • relativamente all’inserimento della classe di resistenza a trazione (T), nella norma sono indicati i valori caratteristici delle tavole per la determinazione dei profili resistenti degli elementi finiti;

  • per l’incollaggio, la nuova norma definisce meglio la correlazione tra la specie legnosa e il relativo adesivo.

Si ricorda inoltre che il 14 novembre 2014 sono state approvate le nuove NTC 2014 con la revisione del cap. 11; prima della conversione in decreto interministeriale e della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale l’iter è ancora lungo.

L’autore


Davide Maria Giachino

È architetto, si laurea presso il Politecnico di Torino, dove ha svolto attività di docenza a contratto presso il Laboratorio di Innovazione Tecnologica e di Tecnologie Ecocompatibili per la Facoltà di Architettura per l’Ambiente e il Paesaggio di Mondovì (Cuneo), fino al 2011. Collabora con il Corso di Laurea Magistrale in Architettura, “Atelier: Il progetto sostenibile” e con il Corso di Laurea in Architettura, “Atelier: Costruire nel costruito”. Nel 2002 fonda presso l’Environment Park (Parco Scientifico Tecnologico per l’Ambiente) a Torino lo studio Element che gli consente di sviluppare a pieno la passione per l’architettura sostenibile e l’ecodesign, indagando in particolare le tematiche relative ai sistemi costruttivi in legno e alle tecnologie a secco.

Riferimenti Editoriali


Legno – Manuale per progettare in Italia

Il volume presenta una panoramica sulla normativa italiana e i requisiti necessari per la sostenibilità, oltre a informare sulle caratteristiche del materiale e la progettazione di strutture in legno avvalendosi della collaborazioni di esperti al livello nazionale.

Autore:   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno:

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