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Linoleum: un rivestimento rigenerante e naturale

Utilizzato per pavimenti e rivestimenti di superfici verticali è composto da materie prime di origine vegetale. Tutte le informazioni utili

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Il linoleum, capostipite dei pavimenti resilienti, è una materia prima rinnovabile (rigenerabile) di origine vegetale. Per la produzione di questo tipo di isolante si utilizzano olio di lino, resine naturali, farina di legno, farina di sughero, pigmenti colorati calandrati su tessuto di juta naturale. 

Generalità e processo produttivo

Il linoleum è composto da materie prime di origine naturale ed è da non confondere con i pavimenti vinilici o in gomma. Si tratta di un rivestimento robusto, dalle apprezzabili caratteristiche tecniche ed estetiche.
Alla base del processo di produzione del linoleum vi è l’ossidazione dell’olio di lino, ingrediente principale dell’impasto, ricavato dalla pressatura dei semi della pianta di lino.
Tramite cottura l’olio di lino viene a contatto con l’aria calda che favorisce il passaggio di stato di materia da liquido a solido. Industrialmente il processo viene indotto in celle nelle quali sono disposte, in alto, file di asticelle di ferro alle quali sono appese tele di cotone che scendono fino a 50 cm dal suolo. L’olio viene versato ogni giorno sopra queste tele. Al contatto con l’aria riscaldata a circa 40 °C e costantemente ricambiata, gli strati successivi di olio si agglomerano ai due lati della tela; dopo circa 4 mesi, gli strati raggiungono uno spessore di 2÷3 cm ed è possibile raccogliere la linoxina prodotta. Quest’ultima viene triturata e fusa con l’aggiunta di resine di origine naturale quali gomma di kauri, di colofonia (vegetale) e di copale (mineralizzata) per ottenere un legante detto “cemento di linoleum” che deve essere depositato per 2 mesi prima di poter essere utilizzato. L’aggiunta di tali resine conferisce al linoleum eccezionale robustezza e flessibilità.
Dopo il periodo di riposo il cemento viene miscelato con polvere di sughero, farina di legno e materie coloranti per formare la pasta di linoleum. Le proporzioni della miscela, la natura e il colore di tale pasta determinano le proprietà che distingueranno le diverse qualità di linoleum come il suo grado di elasticità e la sua tinta.
La farina di legno viene utilizzata per la sua eccezionale capacità di amalgamarsi con i diversi pigmenti; macinata finemente consente di realizzare delle superfici estremamente lisce aumentando la resistenza dell’impasto.  L’aggiunta di farina di sughero è in grado di conferire maggiore elasticità, resistenza all’abrasione e garantire buone capacità isolanti. Il successivo inserimento nella miscela di pigmenti sbiancanti e coloranti di tipo naturale rischiara la scura sostanza base del linoleum e determinare colorazioni varie e vivaci.
In potenti calandre la pasta di linoleum viene poi compressa tra cilindri riscaldati e schiacciata su una banda di tela di juta, materiale di supporto ottenuto da fibre di origine vegetale, per formare il linoleum uniforme, granuloso, variegato o marmorizzato. Le tele vengono poi portato in essiccatoi dove restano sospese a temperature elevate per diverse settimane; poi, una volta raggiunte la fermezza, la durezza e la solidità desiderate vengono arrotolate in unità da 26÷30 m. La fase di stagionatura del linoleum che consente la completa emissione di componenti allergizzanti è determinante per la qualità del prodotto finito.
È inoltre importante evidenziare che il linoleum è un materiale capace di rigenerarsi nel tempo grazie al continuo processo di ossidazione.

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Caratteristiche tecniche

Il linoleum è un materiale inerte, esente da emissioni nocive, dalle buone capacità isolanti termo-acustiche, elastico, facilmente pulibile, resistente e di costo relativamente contenuto.
La sua particolare caratteristica battericida che inibisce la crescita dello Staphilococcus Aureus (batterio che spesso contamina gli spazi interni) è dovuta alla continua ossidazione dell’olio di lino che avviene per tutto il suo ciclo di vita.
Maneggevole e durevole possiede buone proprietà igieniche. Ha una durata fisica di oltre vent’anni, è facile da pulire e di semplice manutenzione. Se posato a regola d’arte, ponendo attenzione al fondo e al tipo di colla impiegati è un materiale difficilmente infiammabile.

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Utilizzi e applicazioni

Il linoleum viene prodotto in formato telo di altezza 2 m con lunghezze che variano dai 20 ai 30 m, e spessori di 2 cm, 2,5 cm, 3 cm e 4 cm. Si tratta di un materiale utilizzato essenzialmente come rivestimento dei pavimenti e in alcuni casi come rivestimento delle superfici verticali. Commercializzato in molteplici colorazioni, si presta a varie tipologie di ambienti (abitazione, commerciale, industriale) e garantisce differenti opzioni estetiche legate alla possibilità di eseguire disegni e intarsi.
Può essere posato su sottofondi piani, solidi, asciutti e privi di fessurazioni; nel caso di asfalto colato, pavimenti continui con fondo applicato o sottofondi in legno è necessario spatolare gli stessi con uno spessore di almeno 2 mm se si impiegano per la posa collanti a dispersione.
È possibile applicare il linoleum su sottofondi che hanno inserito il riscaldamento a pavimento: il coefficiente di isolamento termico è talmente basso da essere praticamente insignificante per l’esercizio dell’impianto stesso.

Posa in opera

Poiché il linoleum reagisce con cambiamenti dimensionali in caso di umidità troppo elevata dell’aria, del sottofondo o del collante è indispensabile prestare attenzione alla fase di posa in opera. Quando viene trasferito negli ambienti da pavimentare è necessario accertarsi che il materiale non sia esposto alla luce diretta del sole.  A questo punto il linoleum compie l’acclimatazione; si adatta cioè all’umidità ambientale e alle temperature dominanti. Durante i lavori di posa è importante considerare non soltanto la temperatura ambientale, ma anche quella del sottofondo che deve raggiungere almeno 15 °C e l’umidità relativa dell’aria che non deve essere maggiore del 65% (ideale tra il 40 e il 60%).
Il taglio dei teli avviene mediante coltelli o lame a gancio e differenziato a seconda del tipo di taglio. L’incollaggio viene effettuato a tutta superficie con una spatola. Una volta disposti sul letto di colla umido si procede alla fregatura o rullatura dei teli e dopo la presa si chiudono i giunti con saldatura manuale o automatica.
Una volta posato l’usura produce un effetto di sfarinamento, da controllare mediante periodiche stesure di olio di lino, da lasciare essiccare per alcune ore così che polimerizzi per ossidazione creando uno strato superficiale che impedisce la formazione di graffi, scalfitture e fessure conseguenti a riparazioni. In alternativa si applicano delle cere mineralizzate di tipo protettivo dopo la posa.
Per mantenere integre le caratteristiche funzionali del linoleum è indispensabile che sia rispettato un programma di pulizia e manutenzione appropriato.

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Incidenza energetica e ecologia

Trattandosi di materie prime facilmente reperibili e autorigeneranti si può ben definire che il consumo globale di energia per ottenere il linoleum sia modesto.
Senza dubbio tra le fasi che consentono di ottenere il prodotto finito quelle di raccolta ed estrazione sono meno influenti, contrariamente al trasporto di materie prime e al processo produttivo (ossidazione dell’olio di lino e miscelazione con altre sostanze) che incidono maggiormente sul dispendio di energia primaria.
A questo punto è importante precisare che affinché il linoleum sia ecocompatibile la scelta delle materie prime deve ricadere su essenze vegetali coltivate in zone controllate che garantiscono e favoriscono la rigenerazione delle stesse. Inoltre i pigmenti per le differenti colorazioni non devono contenere metalli pesanti.
Spesso per la posa è necessario valutare la qualità degli appretti e colle che spesso contengono solventi policloroprenici nocivi per la salute. Nella fase produttiva le sostanze allergizzanti contenute nell’olio di lino possono contribuire al manifestarsi di fenomeni allergici da parte degli addetti. Poiché le componenti del linoleum sono quasi totalmente innocue lo smaltimento dello stesso è esente da problematiche di tossicità. Tuttavia il materiale non è riciclabile se non come inerti per limitati utilizzi.
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