Milano 'buon esempio' per il parco agricolo salvato dall'ecomostro | Architetto.info

Milano ‘buon esempio’ per il parco agricolo salvato dall’ecomostro

wpid-23772_monlueecomostroparco.jpg
image_pdf

265mila metri quadri di verde restituiti alla città di Milano negli stessi luoghi dove un tempo sorgeva uno dei grandi simboli degli scempi urbanistici degli ultimi decenni di storia italiana: l’ex Albergo Monlué, lo scheletro da 180mila metri cubi di cemento mai ultimato nella zona del parco Agricolo Sud. Una ‘buona notizia’ sul fronte del recupero del paesaggio urbano ed extra urbano, degna di nota anche per i tempi contenuti dell’operazione (150 giorni).

Per questa iniziativa la città di Milano è stata premiata da Legambiente con il riconoscimento nazionale “Sterminata bellezza”, per un “intervento capace di promuovere sviluppo sostenibile, partecipazione e sensibilità pubblica verso i valori del paesaggio, una buona pratica riproponibile anche in altri contesti europei”, come si legge nella motivazione.

La costruzione dell’ex albergo Monlué – sette piani e 300 stanze – era stata avviata nel 1989, grazie a una normativa molto permissiva e derogatoria adottata per i Mondiali di calcio di Italia ‘90. I lavori si erano però arenati, impedendo così di terminare l’edificio in tempo per i Mondiali. Venuto meno il presupposto per usufruire della deroga normativa, l’intero immobile era diventato abusivo ed è rimasto in stato di degrado e abbandono per 23 anni, causando problemi alla stessa sicurezza degli abitanti della zona.

Palazzo Marino decreta l’abbattimento nel novembre 2011. Da lì in avanti, le operazioni vengono compiute nel tempo ‘record’ di 150 giorni, anche grazie all’accordo tra il Comune e Beni Stabili Siiq, proprietario della struttura, che ha sostenuto interamente gli oneri della demolizione, a fronte di un cambio di destinazione d’uso su un altro immobile a Milano.

Alcune immagini dell’abbattimento (fonte: Comune di Milano)

Successivamente all’abbattimento, le aree sono stati sottoposte a riqualificazione, destinandole all’attività agricola, al rafforzamento naturalistico delle sponde fluviali e alla riconnessione con il quartiere di Ponte Lambro, mediante la creazione di una rete di percorsi ciclopedonali in fase di attuazione e di un parco pubblico lungo via Vittorini aperto lo scorso dicembre, con quasi duecento nuove piante, un’area giochi per i bambini, un’area cani, percorsi per camminare e andare in bicicletta.

Di rilievo il processo di progettazione della riqualificazione dell’area, frutto di un lungo percorso di partecipazione e condivisione con i cittadini, tramite il consiglio di zona locale e il laboratorio di quartiere di Ponte Lambro. L’impianto naturalistico dell’area è stato elaborato da un team che coinvolge gli agricoltori, Ersaf, Politecnico di Milano, Legambiente, Parco Agricolo Sud Milano, Wwf Sud Milanese. A conferma dell’attenzione all’ambiente del progetto, anche il recupero di 850 tonnellate di materiale ferroso dalla demolizione dell’ecomostro.

La zona com’è oggi (fonte: Comune di Milano)

Copyright © - Riproduzione riservata
Milano ‘buon esempio’ per il parco agricolo salvato dall’ecomostro Architetto.info