Orti urbani: Brooklyn Grange, 11 ettari per la Grande Mela | Architetto.info

Orti urbani: Brooklyn Grange, 11 ettari per la Grande Mela

La riconversione dei tetti di due edifici a New York ha dato vita a un enorme progetto di agricoltura urbana

Brooklyn Grange, a one acre urban farm on top of industrial 6 story industrial building in the Long Island City neighborhood of Queens.
Brooklyn Grange, a one acre urban farm on top of industrial 6 story industrial building in the Long Island City neighborhood of Queens.
image_pdf

Brooklyn Grange è un la realizzazione di un progetto di agricoltura urbana tra i più ampi al mondo, avviato a New York dall’omonima società che ha convertito a campo di coltivazione i tetti piani di due edifici, nel Queens e a Long Island City.
Il concetto alla base dell’attività è piuttosto semplice: impiantare in un contesto urbano un’attività produttiva da sempre “suburbana”, la fattoria che coltiva verdure, ortaggi e frutta, sfruttando le superfici riconvertite dei tetti degli edifici. L’idea non è nuova. In Europa se ne discute da oltre e dieci anni e particolarmente attiva è la Germania, che nella sola Berlino ha realizzato più di 10 interventi, e molti esempi si stanno sviluppando nel mondo, dal Lula Farms di Montreal alla Beacon Food Forest di Seattle, passando per il brasiliano Deu Horta Na Telha.

L’esperienza newyorchese, avviata nel 2010, è una delle realizzazioni più estese al mondo (recupera per la coltivazione una superficie che arriva quasi a coprire 11 ettari distribuiti sui due edifici che utilizza), operativa in un contesto urbano importante e significativo sotto molti punti di vista.
Brooklyn Grange llc coltiva, utilizzando uno strato di terreno di 25 cm irrigato dalla raccolta di acque piovane, molte varietà di verdure che vengono vendute prevalentemente in mercati, negozi e società di catering nell’ambito della città di New York, e gestisce anche un alveare con cui produce miele. Cerca di dimostrare nella pratica la sostenibilità, soprattutto economica, di un’attività produttiva sostenibile prima di tutto dal punto di vista ambientale, proponendola come strada possibile e concreta per il futuro delle città. A questo nel tempo si sono affiancate altre attività, come la consulenza nella progettazione e realizzazione di tetti a orto e giardino e pareti verdi e la formazione attraverso corsi e workshop pubblici e privati per sensibilizzare la popolazione verso questo tema e veicolare la conversione dei terrazzi e delle superfici esterne degli edifici.
Il primo intervento realizzato è Flagship Farm. Reso possibile dalla raccolta di una somma iniziale finanziata da privati, prestiti, raccolte fondi mirate e crowdfunding sul web, ha recuperato l’esteso tetto di un grande edificio a Long Island City, lo Standard Motor Products Building costruito nel 1919 come Karpen Furniture Factory lungo il Northern Boulevard. Il complesso, sei piani fuori terra di architettura industriale da riconvertire accanto ai binari della ferrovia, è stato completamente rinnovato e rifunzionalizzato in un centro multi servizi e ha destinato il suo tetto all’agricoltura urbana, resa possibile grazie allo studio Bromley Caldari architects che, da anni attivo nella realizzazione di interventi similari, si è occupato di seguire tutti gli aspetti tecnologici e strutturali presentati dall’intervento.

apiary_Brooklyn Grange Farm

La seconda “fattoria urbana” di Brooklyn Grange, Brooklyn Navy Yard, fa invece utilizzo della copertura dell’edificio 3 dello storico omonimo cantiere navale chiuso alla fine degli anni sessanta. Di dimensioni più ridotte, l’intervento di riconversione, forte della positiva esperienza di Flagship, è stato in larga parte finanziato dal programma Green Infrastructure Stormwater Management del Dipartimento di protezione ambientale ed è operativo dal 2012.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Orti urbani: Brooklyn Grange, 11 ettari per la Grande Mela Architetto.info