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Perche’ il legno lamellare e’ ancora prediletto dai progettisti

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Il legno lamellare, nonostante la sua età, resta, tra i materiali in legno ingegnerizzato, un prodotto interessante per i progettisti per le possibilità che offre di realizzare vari tipi di strutture in legno.

Il lamellare ha consentito ai progettisti di superare i limiti convenzionali delle strutture in legno, legate alla dimensione degli alberi, e poi delle strutture reticolari composte, offrendo anche la possibilità di realizzare schemi statici estremamente complessi e articolati.

Ingegneria e natura

Certamente l’immagine del lamellare ha portato a modificare molto l’essenza primitiva del legno, in quanto prodotto ingegnerizzato “artificiale”, ma ha anche aperto le strade al settore delle grandi opere, prima di dominio esclusivo dell’acciaio o del cemento armato.

In una prima fase della storia moderna, il lamellare è stato accolto dal mondo progettuale come un prodotto che poteva sostituire in taluni casi il cemento armato, banalizzando pesantemente l’architettura. Venivano riciclati schemi e modelli precedenti, spesso male adattati alla nuova tecnologia emergente.

Oggi la sostenibilità dell’architettura, da un lato, e le macchine a controllo numerico, dall’altro, consentono di recuperare l’essenza del legno lamellare nella sua vera natura; i progettisti inventano nuove formule espressive, nuovi nodi di connessione e modelli statici arditi.

Sede della Tamedia a Zurigo, Shigeru Ban, 2013 (LEGGI DI PIU’ SUL PROGETTO)

Nodi di connessione a secco uniti con bulloni di faggio

Molti affermati studi di progettazione a livello internazionale utilizzano ormai diffusamente il legno lamellare nei propri lavori di prestigio, anche integrandolo con altri materiali innovativi ricomposti, come ad esempio il microlamellare o l’LVL (Laminated Veneer Lumber).

È il caso dell’audace struttura per manifestazioni sportive Prisme di Copenhagen, dove alla struttura principale di travoni in legno lamellare è accostata una struttura portante di facciata realizzata con travi in LVL, alla quale è ancorato l’inusuale rivestimento in policarbonato.

Travoni in lamellare nella struttura per manifestazioni sportive Prismen, Dorte Mandrup Arkitekter B&K + Architecten & Stadtplanner, Copenhagen, 2006

Perché il lamellare resta interessante?

Gli standard energetici sempre più rigidi e che richiedono alti profili prestazionali hanno trovato nel legno un alleato fedele.

La copertura ad esempio − una delle parti dell’involucro più delicate − trova oggi nella tecnologia del legno una strada aperta. I tetti che contemplano nella stratigrafia una struttura in legno risultano più performanti di quelli tradizionali in laterocemento, dove è necessario implementare l’isolamento termico per una pari prestazione. Oggi sono molti gli interventi di edilizia tradizionale, con struttura in c.a. a telaio, che si completano con una copertura in legno lamellare, sfruttando anche le potenzialità di prefabbricazione offerte dal cosiddetto tetto pretagliato.

Edificio in cemento armato completato da una copertura in legno lamellare

Ma perché si sceglie il legno lamellare? I motivi sono da ricercare soprattutto nella velocità di posa, nella possibilità di sfruttare le valenze espressive del legno lasciato a vista, nella risoluzione agevolata dei ponti termici e dei valori di trasmittanza termica previsti per normativa. La bassa densità del legno va poi di solito compensata con un’implementazione della massa degli isolanti, che andranno selezionati con uno studio dettagliato del pacchetto stratigrafico.

L’autore


Davide Maria Giachino

È architetto, si laurea presso il Politecnico di Torino, dove ha svolto attività di docenza a contratto presso il Laboratorio di Innovazione Tecnologica e di Tecnologie Ecocompatibili per la Facoltà di Architettura per l’Ambiente e il Paesaggio di Mondovì (Cuneo), fino al 2011. Collabora con il Corso di Laurea Magistrale in Architettura, “Atelier: Il progetto sostenibile” e con il Corso di Laurea in Architettura, “Atelier: Costruire nel costruito”. Nel 2002 fonda presso l’Environment Park (Parco Scientifico Tecnologico per l’Ambiente) a Torino lo studio Element che gli consente di sviluppare a pieno la passione per l’architettura sostenibile e l’ecodesign, indagando in particolare le tematiche relative ai sistemi costruttivi in legno e alle tecnologie a secco.

Riferimenti Editoriali


Legno – Manuale per progettare in Italia

Il volume presenta una panoramica sulla normativa italiana e i requisiti necessari per la sostenibilità, oltre a informare sulle caratteristiche del materiale e la progettazione di strutture in legno avvalendosi della collaborazioni di esperti al livello nazionale.

Autore:   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno:

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