Premio architettura sostenibile 2015: la scuola di Architetti senza Frontiere | Architetto.info

Premio architettura sostenibile 2015: la scuola di Architetti senza Frontiere

Al Premio di architettura sostenibile Fassa Bortolo 2015 si piazza in 2a posizione ex aequo il progetto di scuola secondaria realizzato da Architetti senza Frontiere per un villaggio in Cambogia

© Bernardo Salce
© Bernardo Salce
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E’ stata assegnata alla scuola secondaria situata nel villaggio di Roong in Cambogia, la medaglia d’argento ex aequo dell’XI edizione del Premio Internazionale Architettura Sostenibile, ideato e promosso dall’azienda Fassa Bortolo insieme al Dipartimento di Architettura dall’Università di Ferrara e vinto dal progetto di recupero di un magazzino in Giappone.

La scuola in Cambogia rappresenta un contributo dell’organizzazione no-profit Architetti senza Frontiere (ASF Italia Onlus), dediti a progetti educativi e sanitari nelle zone più povere e svantaggiate del pianeta.

La scuola secondaria sorge in un’area agricola interessata da una forte trasformazione industriale e dista circa 50 km da Phnom Penh, capitale della Cambogia.

L’approccio seguito dal team di architetti, guidato dal presidente di ASF Italia, Camillo Magni, è stato molto pragmatico. Il disegno della nuova scuola è concepito infatti come un volume semplice e lineare che si avvale di una serie di principi sostenibili, quali il calcolo dei flussi e dei movimenti d’aria, lo studio solare per il corretto ombreggiamento delle aule, l’utilizzo di materiali e tecnologie della tradizione locale e una piena fattibilità costruttiva che impiega la manodopera locale non specializzata.

La scuola secondaria nel villaggio di Roong, Cambogia © Bernardo Salce

La scuola secondaria nel villaggio di Roong, Cambogia © Bernardo Salce

Dal punto di vista tipologico l’edificio si compone di un unico corpo edilizio il linea lungo 62,8 metri e largo 10,2 metri e ospita sei classi adiacenti l’una all’altra, distribuite da un ampio porticato che funge da corridoio. Ampio 3 metri e alto 5 metri, il porticato rappresenta il luogo d’incontro e di socialità, protetto contro le intemperie e dalla luce solare. Funge da filtro microclimatico che regola il flusso d’aria tra interno ed esterno: le aule godono infatti di ventilazione naturale incrociata grazie alla presenza di diaframmi permeabili in bambù che sostituiscono la muratura in più punti. Ogni pannello, alto 3,6 metri e lungo 1,7 metri, si compone di una serie di culmi di bambù, disposti ad intensità variabile per favorire una corretta relazione visiva tra gli studenti e l’esterno. Se il diaframma posto tra aule didattiche e corridoio è stato smaterializzato, quello che definisce la permeabilità tra scuola e cortile si compone di una sequenza variabile di paramenti murari, che invita a godere degli spazi comuni, due piazze aperte che interrompono la successione delle aule.

Il team di ASF, assieme alle associazioni Architecture for Humanity e Building Trust International, ha sperimentato le potenzialità dei materiali locali (il 75% dei materiali proviene dal luogo) e ha seguito in prima persona tutte le fasi di costruzione.

Individuata la materia prescelta, ovvero terra cruda e bambù, sono stati realizzati i primi elementi con processi di lavorazione “industrializzati” e facilmente replicabili da una manodopera non specializzata. I mattoni in terra cruda, di dimensioni 30x15x10 cm, sono stati plasmati con una cassaforma in ferro che ha permesso di ottenere 16 mattoni alla volta. Posati con una malta cementizia, sono stati irrigiditi verticalmente da ferri di 8 mm collegati alle fondazioni. Queste ultime, a plinti e travi rovesce, sperimentano in sostituzione della rete elettrosaldata, una rete in fibre di bambù posata all’interno del massetto e appoggiata su un foglio di poliuretano che gestisce il contatto con il suolo. L’intonaco esterno in terra è stato addizionato con cemento e pigmenti colorati mentre quello interno è un intonaco di calce.

La scuola in fase di costruzione © Bernardo Salce

La scuola in fase di costruzione © Bernardo Salce

La copertura utilizza una struttura portante con travi in bambù su cui poggia una ondulina in fibrocemento spessa 12 mm (nonostante il clima tropicale questo materiale è più efficiente del metallo), l’intradosso è invece rivestito da foglie di palma intrecciate. Le 28 travi, lunghe circa 11 metri su tre appoggi, disegnano una falda unica orientata a nord e ciascuna trave si compone di tre culmi di bambù connessi tra loro con barre filettate. Anche la copertura favorisce la ventilazione naturale, di tipo verticale con fuoriuscita di aria calda, grazie all’altezza di colmo che raggiunge i 5 metri.

La progettazione della scuola, costata circa 64.000 euro, prevede due ulteriori ampliamenti: una futura espansione con laboratori didattici (accanto ai servizi igienici) e una struttura distaccata adibita a residenza professori.

Scheda del progetto

Progettisti: Architetti senza Frontiere (ASF Italia Onlus)

Gruppo di progettazione: Camillo Magni, Elisabetta Fusarpoli, Paolo Garretti, Filippo Mascaretti, Marta Minetti, Sabrina Suma, Marco Tommaseo

Location: villaggio di Roong, provincia di Takeo, Cambogia

Dimensioni: 740 mq

Realizzazione: 2014

Costo: 64.000 euro

Collaboratori: Architecture for Humanity, Building Trust International

Direzione del cantiere: Marta Minetti, Elisabetta Fusarpoli

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