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Premio Sostenibilità 2015: i vincitori

Consegnati a conclusione della Settimana della Bioarchitettura e della Domotica, sono progetti esemplari del progettare e costruire green

“Casa Insieme” di San Felice sul Panaro
“Casa Insieme” di San Felice sul Panaro
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L’edizione 2015 della Settimana della Bioarchitettura e della Domotica, manifestazione annuale organizzata dall’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile di Modena interamente dedicata alle soluzioni sostenibili per le costruzioni e la città, si è conclusa con la premiazione di vincitori e menzionati all’edizione 2015 del Premio Sostenibilità, che ogni due anni seleziona progetti esemplari del progettare e costruire green. Valutata da una giuria quest’anno composta da Michele Zanelli, Marcello Balzani, Paolo Tartarini e Giulio Lorenzini, questa edizione aggiunge alle tradizionali categorie di partecipazione la menzione speciale “Green industries”, aprendosi all’importante ambito dell’edilizia produttiva e riconoscendo le proposte più innovative.

Un complesso assistenziale, una scuola e la trasformazione di un edificio risalente al XVII secolo: gli interventi premiati tra i 38 partecipanti sono eterogenei.

Nella categoria Ex-novo residenziale si impone il complesso “Casa Insieme” di San Felice sul Panaro, in provincia di Modena. Inaugurato il 2 aprile, realizza una rete di micro residenze per l’assistenza domiciliare agli anziani e ai disabili parzialmente autosufficienti attraverso la costruzione di edifici in legno piccoli e sostenibili, resi necessari dai danni, anche sociali, generati dagli eventi sismici del maggio 2012.

Il progetto nasce in seno a Confindustria Modena che, attraverso l’Asp-Azienda pubblica di servizi alla persona dei comuni modenesi dell’area nord, ha dato un supporto concreto al sistema di welfare locale e proposto al contempo un nuovo modello di sostegno sociale: le residenze sono infatti composte da 6 minialloggi dotati ognuno di loggia privata per un massimo di 12 persone, a cui si affiancano servizi e spazi comuni e un alloggio per un operatore fisso che dà loro assistenza, creando un contesto domiciliare protetto ma autonomo, controllato e in grado di rispondere ai bisogni in tempi brevi.

Una scuola per l’infanzia con asilo nido certificata Leed Platinum a San Bonifacio (Verona) vince la categoria Ex-novo non residenziale. Qualificazione del demolito Centro Polifunzionale del bambino Scuola dell’infanzia “Paolo Crosara” della Fondazione Oasi, il nuovo edificio, a due piani progettato da Maria De Rossi, è dimensionato per ospitare un totale di 240 bambini. Demolizione e ricostruzione di una struttura preesistente, ripropone l’assetto originario in muratura impostandolo su una struttura in legno, sistema che ha permesso di completare i lavori pochi mesi di cantiere (3 per l’asilo nido, 4 per la scuola d’infanzia).

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La scuola per l’infanzia con asilo nido certificata Leed Platinum a San Bonifacio

È stato progettato in ottica di riduzione al minimo dell’impatto ambientale, tramite l’utilizzo di materiali locali e biocompatibili, massimizzazione dell’efficienza energetica e della qualità ambientale, grazie all’impianto fotovoltaico, ai pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria, al riscaldamento a pannelli radianti e alle unità di trattamento aria efficienti, e riduzione dei consumi, attraverso una gestione efficiente delle acque e un impianto di illuminazione che si regola in funzione della luminosità esterna e della presenza di persone.

Fra le partecipazioni di progetti ex-novo le menzioni sono state due: un edificio residenziale a Marano sul Panaro (Modena) e “Working in the nature” di Varese.

L’intervento all’interno dell’ex refettorio di Sant’Illaro a Faenza (Ravenna) è il progetto vincitore tra le ristrutturazioni e i restauri (che menziona la riqualificazione di palazzo San Nicolao a Milano e la ricostruzione di uno stabilimento della Manifattura Modenese di Novi di Modena danneggiato dal terremoto). Agisce, ricavandone spazi per uffici, su un edificio risalente al XVII secolo utilizzato come refettorio a servizio del convento annesso alla chiesa di Sant’Illaro. Opera degli architetti Paolo Rava e Rita Burbassi e del designer Daniele Carroli, per la giuria interviene efficacemente da un punto di vista energetico sul sistema edificio-impianto, garantendo le prestazioni di un involucro ben isolato attraverso l’azione su parametri del sistema energetico come l’irraggiamento e i regimi estivo e invernale e un sistema a pompa di calore con ventilazione forzata.

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L’intervento all’interno dell’ex refettorio di Sant’Illaro a Faenza (Ravenna)

Lo stabilimento produttivo dell’azienda specializzata in sistemi avanzati al servizio della produzione di macchine per l’agricoltura e l’industria Comer Industries di Reggiolo (Reggio Emilia), opera di un gruppo multidisciplinare di progettisti, si aggiudica infine la nuova menzione “Green Industries”, grazie soprattutto all’efficiente gestione energetica, attuata attraverso sistemi domotici di regolazione del comfort e impianti diversificati per le diverse zone di un edificio con trasmittanze dell’involucro paragonabili a quelle dell’edilizia residenziale.

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Stabilimento Comer Industries di Reggiolo (Reggio Emilia)

 

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