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Protocolli di certificazione ambientale: a cosa servono?

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“Sostenibile” è ormai l’aggettivo che si associa più spesso alla parola “costruzione”. Ma affinché non resti solo un aggettivo ma diventi una realtà, verificata da esperti del settore, sono stati sviluppati i cosiddetti “Protocolli di valutazione della sostenibilità energetico-ambientale degli edifici” o “Green rating systems”. Leed, Breeam, Itaca, Dgnb, Hqe, Casaclima Nature sono fra i nomi dei protocolli attualmente più diffusi a livello nazionale e internazionale. Il più “anziano” è il protocollo Breeam, nato nel Regno Unito nel 1990, e il più “giovane” è il Casaclima Nature, nato in Italia nel 2010.

Tutti hanno un obiettivo comune: garantire l’applicazione di strategie di riduzione dell’impatto ambientale nel progetto e nella costruzione di edifici o gruppi di edifici. L’aspetto che caratterizza tutti i protocolli è la forte attenzione all’efficienza energetica, area tematica che ha maggior peso sulla valutazione globale, e all’estensione della valutazione dell’impatto ambientale a tutto il ciclo di vita dell’edificio: dalla culla alla tomba. Inoltre un edificio può essere definito sostenibile soltanto se la riduzione del suo impatto ambientale è stata ottenuta senza ridurre la qualità della vita degli utenti finali: tutti i protocolli prestano grande attenzione agli aspetti legati alla qualità dell’ambiente interno.

Tutti i sistemi di certificazione prevedono una verifica del progetto, e, nella maggior parte dei casi, della costruzione, che viene effettuata da una parte terza: un team di esperti di sostenibilità totalmente estranei al progetto e alla sua realizzazione a garanzia della qualità del costruito.

Sono inoltre disponibili protocolli dedicati alla valutazione della sostenibilità nella gestione e manutenzione dell’edificio: un edificio può essere progettato e costruito per essere sostenibile, ma lo è realmente soltanto se anche l’utente è sostenibile.

L’ampia diffusione che stanno ottenendo i protocolli porta con sé la richiesta da parte del mercato di nuove professionalità. In particolare, il mercato è sempre più alla ricerca di consulenti accreditati, cioè di esperti di costruzione sostenibile in generale e in grado di accompagnare il team di progettazione e costruzione o gestione e manutenzione verso l’ottenimento della certificazione di sostenibilità; di esperti nella simulazione dinamica della prestazione energetica degli edifici; di esperti nel commissioning di impianti tecnici e involucro.

Proprio grazie alla simulazione dinamica si sta diffondendo sempre più una valutazione globale della prestazione energetica degli edifici, in grado di tenere conto di tutti gli usi energetici, delle reali condizioni di utilizzo e delle condizioni al contorno, giorno per giorno. Il modello così creato è anche utile per ottimizzare la gestione del sistema edificio-impianto durante la fase di esercizio: il confronto del consumo previsto, attraverso un modello calibrato con condizioni al contorno reali, e il consumo realmente rilevato permette di valutare l’efficacia delle strategie di gestione e manutenzione attuate.

Il commissioning è un’altra attività che garantisce ulteriormente la qualità delle realizzazioni: attraverso un attento collaudo funzionale, che valuta dalla posa in opera dei sistemi indagati fino al loro funzionamento reale durante i primi mesi di esercizio, viene garantito che l’effettivo funzionamento dei sistemi rispetti le attese della committenza e i requisiti del progetto.

Vista l’elevata diffusione internazionale di tali sistemi di certificazione, un edificio sostenibile certificato è in grado di attrarre investitori e tenant internazionali, che spesso cercano standard di alto livello.

Non sempre però risulta necessario portare a termine il processo di certificazione: i protocolli, infatti, contengono indicazioni relative alla buona pratica progettuale e costruttiva, di conseguenza possono essere utilizzati da committenza, progettisti e costruttori anche solo come linee guida per una costruzione sostenibile.

Un altro importante utilizzo che può essere fatto di questi protocolli è un loro inserimento all’interno di allegati energetici/ambientali ai Regolamenti edilizi con requisiti cogenti o volontari, cioè legati a meccanismi premianti. Il mondo della pubblica amministrazione si sta muovendo proprio in questa direzione: si vedano i criteri minimi ambientali in tema di edilizia e le numerose attività di formazione dei tecnici su temi legati ai protocolli stessi.

Anche gli istituti di credito stanno iniziando a riconoscere l’ottenimento di una certificazione di sostenibilità dell’edificio come garanzia di qualità del progetto per l’erogazione di finanziamenti. Sono stati infatti creati pacchetti di finanziamento dedicati a tutte quelle costruzioni che ottengono una o più certificazioni di sostenibilità energetico-ambientale tra le più diffuse a livello nazionale e internazionale.

L’autore


Federica Ariaudo

Architetto e dottore di ricerca in Innovazione tecnologica per l’ambiente costruito presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino, Federica Ariaudo è Leed AP BD+C. Collabora con l’ufficio Csr (Corporate social responability) – Sostenibilità ambientale del Gruppo bancario Intesa Sanpaolo per la gestione energetica dell’ampio patrimonio edilizio, con particolare riferimento al Sistema di Gestione Ambiente ed Energia. È consulente Reale Mutua Assicurazioni in ambito Green Procurement e Buro Happold per la certificazione Leed NC del nuovo centro direzionale Intesa Sanpaolo di Torino. È stata consulente GBC Italia per attività di sviluppo di documentazione a supporto della diffusione di pratiche di audit energetici e miglioramento dell’efficienza energetica in edifici esistenti. Membro del Comitato tecnico scientifico di Gbc Italia, è auditor per verifiche di terza parte per gli schemi Iso 50001 (Sistema di Gestione Energia) e Uni 11352 (Esco). Si occupa di formazione nell’ambito della sostenibilità energetico-ambientale.

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