Protocolli di certificazione ambientale, Breeam: come funziona la procedura | Architetto.info

Protocolli di certificazione ambientale, Breeam: come funziona la procedura

Il Nave de Vero a Marghera, primo centro commerciale in Italia a ottenere la certificazione Breeam
Il Nave de Vero a Marghera, primo centro commerciale in Italia a ottenere la certificazione Breeam
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Per ottenere la certificazione Breeam di un edificio, il gruppo di progettazione è chiamato ad affrontare due momenti di valutazione e certificazione: la valutazione della documentazione di “design” che porta all’ottenimento di un “interim certificate” e la valutazione della documentazione di “construction” che porta all’ottenimento del certificato.

Esiste anche la possibilità di avvalersi di una fase di pre-assessment opzionale, che può essere di supporto al gruppo di progettazione per determinare fin dalle prime fasi progettuali i crediti e il livello di certificazione obiettivo. La certificazione finale è rilasciata dall’ente preposto (BRE Global) a seguito di revisione positiva del report di validazione prodotto da un professionista accreditato (Breeam Assessor) attraverso schemi di certificazione terza del personale (Ukas).

 

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I livelli di certificazione

Gli edifici vengono valutati e certificati secondo i livelli: “Pass”, “Good”, “Very good”, “Excellent”, “Outstanding”.

Per ottenere la certificazione è comunque necessario rispettare gli standard minimi previsti, che possono variare in funzione della destinazione d’uso dell’edificio e del livello di certificazione che si intende raggiungere.

 

La Food Court del centro commerciale

 

 

 

Professionalità coinvolte

Rispetto a un processo di progettazione e costruzione tradizionale, un processo certificato Breeam prevede normalmente la presenza delle seguenti figure aggiuntive:

  • Breeam Assessor, cioè un soggetto indipendente e imparziale, formato e certificato da parte terza, che ha il compito di verificare il rispetto dei requisiti dei crediti perseguiti dal team di progettazione e costruzione
  • Breeam AP, cioè di un esperto, formato e certificato da parte terza, in costruzione sostenibile e nella gestione del processo di certificazione (figura non obbligatoria ma consigliata e premiata con 1 punto)
  • energy modeler, cioè esperto in simulazioni dinamiche della prestazione energetica dell’edificio
  • specialist commissioning manager, cioè persona terza al processo che verifica durante tutte le fasi di progettazione e costruzione, e in alcuni casi durante il primo periodo di esercizio, che vengano rispettati pienamente i requisiti della committenza per quanto riguarda le prestazioni degli impianti

Tutti gli attori coinvolti nel processo di progettazione e costruzione di edifici sostenibili devono lavorare in modo “integrato”. A tal proposito i protocolli Breeam premiano questo processo con 2-9 punti all’interno dell’area tematica dedicata ed è richiesto il rispetto di uno standard minimo.

 

 

 

Peculiarità rispetto ad altri protocolli

La particolarità dei protocolli Breeam è legata alla possibilità di attribuire un determinato peso alle aree di valutazione, sulla base del contesto di applicazione. In particolare, la versione International NC 2013 prevede che il primo progetto oggetto di certificazione in un determinato paese provveda a determinare, con l’aiuto di esperti locali, una pesatura appropriata in modo che il numero di punti necessari per ottenere un determinato di livello di certificazione sia calato sullo specifico contesto di applicazione. Un’altra peculiarità è la possibilità di utilizzare uno standard nazionale o locale di riferimento per dimostrare le prestazioni richieste.

Rispetto agli altri protocolli maggiormente diffusi, Breeam presta grande attenzione anche alla sicurezza dell’utente (sul luogo di lavoro, nell’accesso all’edificio, nella qualità dell’acqua che utilizza).

 

 

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L’autore

Federica Ariaudo

Federica Ariaudo è architetto e dottore di ricerca in “Innovazione tecnologica per l’ambiente costruito” presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino. E’ LEED AP BD+C ed Esperto Gestione Energia (certificato SECEM ai sensi della UNI CEI 11339). Collabora con l’ufficio CSR (Corporate Social Responability) – Sostenibilità ambientale del Gruppo bancario Intesa Sanpaolo per la gestione energetica dell’ampio patrimonio edilizio, con particolare riferimento al Sistema di Gestione Ambiente ed Energia. E’ stata consulente Reale Mutua Assicurazioni in ambito Green Procurement. E’ consulente Buro Happold per la certificazione LEED NC del nuovo centro direzionale Intesa Sanpaolo di Torino. E’ stata consulente GBC Italia per attività di sviluppo di documentazione a supporto della diffusione di pratiche di audit energetici e miglioramento dell’efficienza energetica in edifici esistenti. E’ membro del Comitato Tecnico Scientifico di GBC Italia. E’ auditor per verifiche di terza parte per gli schemi ISO 50001 (Sistema di Gestione Energia) e UNI 11352 (ESCO). Si occupa di formazione nell’ambito della sostenibilità energetico-ambientale.

 

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