Protocolli di certificazione ambientale, Breeam: temi, tipologie e applicazioni | Architetto.info

Protocolli di certificazione ambientale, Breeam: temi, tipologie e applicazioni

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The Crystal a Londra: progettato da Wilkinson Eyre, è uno degli edifici più ‘green’ al mondo anche grazie alla certificazione Breeam Outstanding.

Dopo aver tracciato il quadro generale sui protocolli di certificazione ambientale e aver analizzato nel dettaglio il Leed, parliamo dei temi, tipologie e applicazioni del Breeam (Building Research Establishment Environmental Assessment Method). (LEGGI ANCHE: La procedura per il protocollo Leed)

Come nasce il Breeam

Il BRE (Building Research Establishment), ente privato inglese di ricerca, formazione e verifica dell’ambiente costruito, attivo dal 1972, con sede a Watford, inizia a lavorare sul primo protocollo volontario di valutazione e certificazione della sostenibilità nel 1988. La prima versione del protocollo Breeam, finalizzata alla valutazione della sostenibilità degli edifici per uffici, è stata lanciata nel 1990.

Dal 2006 il BRE è affiancato dal BRE Global che gestisce il marchio Breeam.

Dal 2008 i protocolli “International” espandono l’applicabilità della certificazione Breeam anche fuori dai confini del Regno Unito.

Le revisioni continue dei protocolli vengono lanciate in seguito ad una consultazione degli stakeholder e di esperti del settore e del mercato delle costruzioni al fine di rappresentare garanzia di elevato livello di qualità del costruito, correttezza ed imparzialità.

Diffusione

Secondo gli ultimi dati disponibili (fonte: Breeam – greenbooklive -, aggiornati al 13 ottobre 2014), nel mondo, sono oltre 250.000 gli edifici certificati Breeam dal 1990 ad oggi e più di 1.000.000 gli edifici certificazione registrati (cioè in corso di certificazione).

In Italia, gli edifici attualmente certificati Breeam sono 19 (a partire dal 2008, data di lancio dei protocolli International).

Campi di applicazione

Attualmente i protocolli Breeam International, ossia applicabili al di fuori del Regno Unito e in quei paesi dove non è presente un protocollo contestualizzato (National Scheme Operators) consentono:

  • La certificazione della sostenibilità di nuove costruzioni, secondo Breeam New Construction 2013, con destinazioni d’uso “standard” quali residenziale (senza limiti minimi di dimensione), uffici, industriale, vendita al dettaglio/centro commerciale, ristorazione, e “non standard” quali edifici istituzionali e spazi aggregativi (come biblioteche, teatri, ospedali, stazioni di polizia, carceri, centri sportivi), alberghi, “gusci” di edifici. Per questi ultimi è necessario coinvolgere il BRE Global per includere nell’assessment requisiti specifici per la tipologia di edificio in questione (“Bespoke Assessment”)

  • La certificazione della sostenibilità di grandi ristrutturazioni di edifici con le stesse destinazioni d’uso di cui sopra. È in fase di sviluppo un protocollo dedicato (Breeam for Refurbishment) e attualmente può essere utilizzato il protocollo per nuove costruzioni

  • La certificazione della sostenibilità di quartieri (Breeam Communities) con metodologia “Bespoke”, cioè dialogo diretto con BRE per una customizzazione del protocollo UK caso per caso

  • La certificazione della sostenibilità nella gestione di edifici esistenti (Breeam In Use International) ad esclusione di quelli a destinazione residenziale

Aspetti affrontati

Ogni protocollo valuta diversi aspetti appartenenti alle seguenti aree tematiche, con particolare riferimento al protocollo per nuove costruzioni (NC 2013):

  • Gestione, dedicata alla valutazione della sostenibilità del processo (integrazione, commissioning), nelle pratiche costruttive, negli impatti sul sito legati alle attività da costruzione e alla valutazione del livello di coinvolgimento degli stakeholder nel processo e delle analisi di costo del ciclo di vita (LCC) e della pianificazione dell’esercizio dell’edificio

  • Salute e benessere, dedicata alla valutazione della sostenibilità delle scelte progettuali volte a migliorare il comfort visivo, la qualità dell’aria interna, il comfort termico, la qualità dell’acqua, le prestazioni acustiche, la sicurezza degli accessi all’edificio, la qualità della vista verso l’esterno, la salubrità dei materiali di finitura

  • Energia, dedicata alla valutazione dell’efficienza energetica dell’edificio e dei suoi componenti, del sistema di monitoraggio dei consumi energetici, alla valutazione della scelta di tecnologie a basse emissioni climalteranti

  • Trasporti, dedicata alla valutazione della sostenibilità delle scelte progettuali volte a migliorare l’accessibilità ai sistemi di trasporto pubblico, limitare gli spostamenti degli occupanti grazie alla presenza dei principiali servizi nelle zone limitrofe all’edificio, incentivare l’uso di modalità di trasporto a minor impatto ambientale rispetto a quelle tradizionali, incentivare l’attività di telelavoro (per edifici residenziali)

  • Risparmio idrico, dedicata alla valutazione della sostenibilità dei consumi idrici e dell’efficienza delle apparecchiature idriche installate, dei sistemi di monitoraggio dei consumi stessi, delle perdite e della loro prevenzione

  • Materiali, dedicata alla valutazione della sostenibilità delle scelte progettuali volte a ridurre l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita dell’edificio, incentivare l’approvvigionamento responsabile delle materie prime, massimizzare la vita utile di tutti gli elementi dell’edificio

  • Rifiuti, dedicata alla valutazione della sostenibilità nella gestione dei rifiuti da costruzione e di esercizio, delle scelte progettuali atte a massimizzare l’utilizzo di materiali riciclati e minimizzare il numero di sostituzioni delle finiture interne da parte degli utenti finali, per sole ragioni estetiche

  • Utilizzo del suolo ed ecologia, dedicata alla valutazione della sostenibilità della scelta del sito di progetto, delle analisi di valore ecologico del sito e conseguenti azioni di protezione e incremento del valore ecologico, delle strategie di incremento della biodiversità

  • Inquinamento, dedicata alla valutazione della sostenibilità delle scelte progettuali atte a minimizzare l’impatto dei refrigeranti sull’ambiente, le emissioni di NOx, il dilavamento superficiale dovuto alle acque meteoriche, l’inquinamento luminoso e acustico

  • Innovazione nella progettazione, permette di ottenere fino a 10 punti per prestazioni eccedenti i requisiti richiesti da determinate schede BREEAM o a seguito di scelte progettuali ritenute innovative dall’ente BRE Global

L’autore


Federica Ariaudo

Federica Ariaudo è architetto e dottore di ricerca in “Innovazione tecnologica per l’ambiente costruito” presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino. E’ LEED AP BD+C ed Esperto Gestione Energia (certificato SECEM ai sensi della UNI CEI 11339). Collabora con l’ufficio CSR (Corporate Social Responability) – Sostenibilità ambientale del Gruppo bancario Intesa Sanpaolo per la gestione energetica dell’ampio patrimonio edilizio, con particolare riferimento al Sistema di Gestione Ambiente ed Energia. E’ stata consulente Reale Mutua Assicurazioni in ambito Green Procurement. E’ consulente Buro Happold per la certificazione LEED NC del nuovo centro direzionale Intesa Sanpaolo di Torino. E’ stata consulente GBC Italia per attività di sviluppo di documentazione a supporto della diffusione di pratiche di audit energetici e miglioramento dell’efficienza energetica in edifici esistenti. E’ membro del Comitato Tecnico Scientifico di GBC Italia. E’ auditor per verifiche di terza parte per gli schemi ISO 50001 (Sistema di Gestione Energia) e UNI 11352 (ESCO). Si occupa di formazione nell’ambito della sostenibilità energetico-ambientale.

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