Protocolli di certificazione ambientale, Itaca: come funziona la procedura | Architetto.info

Protocolli di certificazione ambientale, Itaca: come funziona la procedura

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Sede della multinazionale farmaceutica Crom Source a Verona, progettata da Carlo Ferrari e Alberto Pontiroli di Archingegno e realizzata secondo il protocollo Itaca

Dopo aver descritto che cos’è il protocollo di certificazione ambientale Itaca e qual è il suo campo principale di applicazione, entriamo nel vivo della procedura di questo protocollo tutto italiano. Principio fondamentale dell’SBMethod su cui si basa il Protocollo Itaca è la quantificazione, attraverso un punteggio di prestazione, del livello di sostenibilità di una costruzione rispetto alla prassi costruttiva tipica della regione geografica di riferimento, definita come benchmark.

Per ogni criterio viene effettuata una valutazione del livello di sostenibilità su una scala che va da -1 punto a +5 punti.

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Il punteggio finale viene calcolato come media ponderata del punteggio ottenuto per ogni criterio rispetto al peso del criterio sull’area di valutazione di appartenenza e rispetto al peso dell’area di valutazione sul totale delle aree di valutazione. Il Protocollo Itaca prevede quindi l’aggregazione dei punteggi dei criteri attraverso una somma pesata, in modo da ottenere un valore finale che consente la classificazione dell’edificio su una scala da -1 a +5. I punteggi finali espressi dal Protocollo Itaca sono 3:

  • qualità della localizzazione

  • sostenibilità dell’edificio

  • punteggio complessivo

Il punteggio complessivo permette di raggiungere i seguenti livelli:

  • sufficiente

  • discreto

  • buono

  • molto buono

  • ottimo

  • aureo

Attualmente, a seguito dell’entrata in vigore del Regolamento Tecnico RT-33 in data 9 novembre 2013, i passi per l’ottenimento della certificazione di sostenibilità secondo il Protocollo Itaca, per la fase di progettazione e costruzione, sono i seguenti:

  1. invio di richiesta preventivo a iiSBE Italia da parte del richiedente e/o del valutatore per conto del richiedente. Il costo della certificazione è variabile, in funzione della/e destinazione/i d’uso dell’edificio e della sua superficie

  2. al momento dell’accettazione del preventivo fornito da iiSBE Italia e del pagamento della quota di registrazione del progetto, vengono inviati al richiedente gli strumenti di valutazione (il Protocollo Itaca di riferimento e relativo manuale d’uso, il software di normalizzazione e aggregazione-Sna, il modello Relazione di valutazione e Relazione di corrispondenza)

  3. calcolo degli indicatori e compilazione da parte del valutatore per conto del richiedente, della Relazione di valutazione e sottomissione della stessa all’Organismo di ispezione (Odi)

  4. verifica della Relazione di valutazione da parte dell’Odi e emissione del Rapporto di ispezione per il progetto con notifica al Registro Protocollo Itaca, a meno di richiesta di eventuali integrazioni al valutatore

  5. validazione ed iscrizione nel Registro dell’attestato Protocollo Itaca fase di progetto

  6. compilazione da parte dell’ Odi della Lista di controllo contenente gli elementi dell’edificio oggetto di verifica

  7. redazione della Relazione di corrispondenza da parte del referente tecnico nominato dal committente sulla base della Lista di controllo

  8. visite ispettive da parte dell’Odi per verificare la corrispondenza tra la costruzione e il progetto (Relazione di valutazione)

  9. visita ispettiva finale e verifica della Relazione di corrispondenza da parte dell’Odi con emissione del Rapporto di ispezione fase di realizzazione

  10. validazione ed iscrizione nel Registro dell’attestato Protocollo Itaca fase di realizzazione

Professionalità coinvolte

Attualmente non sono richieste figure professionali atipiche e non è prevista la figura del certificatore. È consigliabile comunque la presenza di un esperto Protocollo Itaca all’interno del gruppo di progetto.

Ai sensi del Regolamento Tecnico RT-33 di Accredia, le figure coinvolte nel processo di certificazione della sostenibilità saranno le seguenti:

  • professionista incaricato dal committente per la predisposizione di una specifica Relazione di valutazione

  • Organismo di ispezione, accreditato Accredia in conformità alle prescrizioni di cui al RT-33 che verificherà la Relazione di valutazione, emetterà un Rapporto di ispezione fase di progetto, verificherà la corrispondenza della costruzione rispetto al progetto esecutivo e alla relativa Relazione di valutazione ed emetterà un Rapporto di ispezione

  • Ispettore Protocollo Itaca (professionista che ha partecipato al corso di formazione organizzato dal Comitato promotore Protocollo Itaca, della durata di 60 ore, e che ha superato l’esame finale con esito positivo)

  • Registro Protocollo Itaca trasmetterà l’attestato Protocollo Itaca sia per la fase di progetto sia per la fase di realizzazione

Peculiarità rispetto agli altri protocolli

La particolarità dei Protocolli Itaca rispetto agli altri protocolli di certificazione della sostenibilità ambientale è l’ideazione e la gestione del protocollo e del meccanismo stesso da parte di un ente pubblico, composto da referenti delle Regioni. Inoltre il Protocollo Itaca è stato interamente sviluppato in Italia, per quanto riguarda i criteri e le aree di valutazione. Resta di matrice internazionale soltanto il metodo di quantificazione della performance globale. Il Protocollo Itaca affronta il tema dell’esposizione degli occupanti ai campi magnetici in più rispetto ai protocolli Leed e Breeam, e non prevede criteri specifici per la valutazione della sostenibilità del processo di costruzione, se non una verifica tramite visite ispettive che invece non sono previste ad esempio per il protocollo Leed.

L’autore


Federica Ariaudo

Federica Ariaudo è architetto e dottore di ricerca in “Innovazione tecnologica per l’ambiente costruito” presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino. E’ LEED AP BD+C ed Esperto Gestione Energia (certificato SECEM ai sensi della UNI CEI 11339). Collabora con l’ufficio CSR (Corporate Social Responability) – Sostenibilità ambientale del Gruppo bancario Intesa Sanpaolo per la gestione energetica dell’ampio patrimonio edilizio, con particolare riferimento al Sistema di Gestione Ambiente ed Energia. E’ stata consulente Reale Mutua Assicurazioni in ambito Green Procurement. E’ consulente Buro Happold per la certificazione LEED NC del nuovo centro direzionale Intesa Sanpaolo di Torino. E’ stata consulente GBC Italia per attività di sviluppo di documentazione a supporto della diffusione di pratiche di audit energetici e miglioramento dell’efficienza energetica in edifici esistenti. E’ membro del Comitato Tecnico Scientifico di GBC Italia. E’ auditor per verifiche di terza parte per gli schemi ISO 50001 (Sistema di Gestione Energia) e UNI 11352 (ESCO). Si occupa di formazione nell’ambito della sostenibilità energetico-ambientale.

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