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Protocolli di certificazione ambientale, Leed: come funziona la procedura?

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L’interno di Villoresi Est, il primo autogrill d’Italia certificato Leed Gold (LEGGI IL PROGETTO COMPLETOLA PERFORMANCE ENERGETICA)


Per ottenere la certificazione Leed di un edificio, il gruppo di progettazione è chiamato a produrre la documentazione richiesta per tutti i crediti relativi alla fase di “design” (in numero preponderante rispetto al totale) e a sottometterla ai revisori di Usgbc attraverso il portale Leed on line.

Tale sottomissione può essere effettuata congiuntamente a quella di “construction” ma anche separatamente, in base alla complessità del progetto e alle esigenze della committenza e del gruppo di progettazione/costruzione. La documentazione di “construction” riguarda prevalentemente le fasi di gestione del cantiere e approvvigionamento dei materiali.

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Generalmente l’esito della revisione da parte di Usgbc viene comunicato entro i 25 giorni lavorativi successivi alla sottomissione da parte del gruppo di progettazione/costruzione e, nel caso di crediti in sospeso, è possibile sottoporre ulteriore documentazione di chiarimento senza costi aggiuntivi. 

In seguito al ricevimento dell’esito finale delle sottomissioni relative ai crediti di “design” e di “construction” verrà confermata la certificazione e il relativo livello sulla base del punteggio raggiunto: 40 punti “certificato”, 50 punti “silver”, 60 punti “gold” e 80 punti “platinum” (i punti a disposizione sono 110).

Professionalità coinvolte

Rispetto a un processo di progettazione e costruzione tradizionale, un processo certificato Leed prevede normalmente la presenza delle seguenti figure aggiuntive:

  • Leed Ap, cioè di un esperto, certificato da parte terza, in costruzione sostenibile e nella gestione del processo di certificazione (figura non obbligatoria ma consigliata e premiata con 1 punto)

  • energy modeler, cioè esperto in simulazioni dinamiche della prestazione energetica dell’edificio

  • commissioning authority, cioè persona terza al processo che verifica durante tutte le fasi di progettazione e costruzione, e in alcuni casi durante il primo periodo di esercizio, che vengano rispettati pienamente i requisiti della committenza

Tutti gli attori coinvolti devono lavorare in modo “integrato”. A tal proposito i protocolli Leed premiano questo processo con 1 punto all’interno dell’area tematica dedicata.

Peculiarità rispetto ad altri protocolli

L’attenzione alle specifiche esigenze del territorio attraverso l’area tematica priorità regionali è una peculiarità dei protocolli Leed che al momento non si trova in altri protocolli. Inoltre il protocollo Leed pone grande attenzione alla scelta dei materiali e alle loro caratteristiche certificate. Tale aspetto è stato ulteriormente approfondito nella versione Leed V4.

L’autore


Federica Ariaudo

Federica Ariaudo è architetto e dottore di ricerca in “Innovazione tecnologica per l’ambiente costruito” presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino. E’ LEED AP BD+C ed Esperto Gestione Energia (certificato SECEM ai sensi della UNI CEI 11339). Collabora con l’ufficio CSR (Corporate Social Responability) – Sostenibilità ambientale del Gruppo bancario Intesa Sanpaolo per la gestione energetica dell’ampio patrimonio edilizio, con particolare riferimento al Sistema di Gestione Ambiente ed Energia. E’ stata consulente Reale Mutua Assicurazioni in ambito Green Procurement. E’ consulente Buro Happold per la certificazione LEED NC del nuovo centro direzionale Intesa Sanpaolo di Torino. E’ stata consulente GBC Italia per attività di sviluppo di documentazione a supporto della diffusione di pratiche di audit energetici e miglioramento dell’efficienza energetica in edifici esistenti. E’ membro del Comitato Tecnico Scientifico di GBC Italia. E’ auditor per verifiche di terza parte per gli schemi ISO 50001 (Sistema di Gestione Energia) e UNI 11352 (ESCO). Si occupa di formazione nell’ambito della sostenibilità energetico-ambientale.

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