Protocolli di certificazione ambientale, Leed: temi, tipologie e applicazioni | Architetto.info

Protocolli di certificazione ambientale, Leed: temi, tipologie e applicazioni

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Building 03, sede di Sap Italia nell’Energy Park di Vimercate (Monza e Brianza, di Garretti Associati con Lombardini22 per gli impianti), è certificato Core & Shell Platinum

Dopo aver descritto a livello generale a cosa servono i protocolli di certificazione ambientale per la sostenibilità, analizziamo la prima delle tipologie, il Leed. Usgbc (Us Green Building Council) nasce negli Stati Uniti nel 1993 in risposta all’esigenza, da parte del mondo delle costruzioni, di elaborare un sistema in grado di valutare il livello di sostenibilità di un edificio e/o di un gruppo di edifici. Nasce così un comitato, costituito da professionisti e aziende del settore (tra cui architetti, grandi gestori di immobili, grandi amministratori di patrimoni, avvocati,ambientalisti, industriali), dedicato allo studio di tale strumento.

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Il primo protocollo pilota di certificazione della sostenibilità Leed è lanciato nel 1998. Questa versione è stata successivamente migliorata e aggiornata fino ad arrivare alle attuali in uso: Leed 2009 e Leed V4 che, lanciataa novembre 2013, farà sparire a partire dal 27 giugno 2015 LEED 2009 (sarà comunque possibile portare acertificazione con questa versione tutti i progetti registrati entro tale data).

I sistemi Leed vengono aggiornati in modo da essere sempre allineati con l’evoluzione del mercato delle costruzioni, delle tecnologie e dei processi di progettazione e costruzione. Ció al fine di poter sempre garantire una certificazione di qualità della costruzione sostenibile.

In Italia, l’associazione no profit Green Building Council Italiacon sede a Rovereto (Trento), ad aprile 2010 ha lanciato una versione di Leed 2009 in italiano, adattando il protocollo americano alla realtàdel nostro paese. Il protocollo in versione italiana, dedicato alle nuove costruzioni e/o ristrutturazioni rilevanti, è stato pienamente approvato e riconosciuto da USGBC.

I campi di applicazione

Il primo protocollo Leed lanciato, maggiormente conosciuto e diffuso, è quello dedicato alla nuova costruzione e ristrutturazione di edifici industriali, terziari, residenziali (di almeno quattro piani abitabili). Successivamente è stato lanciato un protocollo dedicato alla valutazione del livello di sostenibilità della gestione e manutenzione degli edifici esistenti (Leed Existing Buildings:Operations & Maintenance) che si inserisce perfettamente nel quadro di strumenti di supporto all’implementazione della riqualificazione energetica del patrimonio esistente richiesta dalla direttiva europea 2012/27/Ue.

Per le scuole, le strutture ospedaliere e gli spazi dedicati alla vendita, Usgbc ha creato versioni riviste del protocollo dedicato a nuove costruzioni e ristrutturazioni rilevanti, che pongono l’attenzione su aspetti maggiormente significativi per queste destinazioni d’uso.

Il protocollo Leed Core & Shell rappresenta una certificazione parziale di edifici lasciati al rustico: valuta infatti la sostenibilità del “guscio” e dei principali impianti tecnologici. Solitamente se ne consiglia l’utilizzo nei casi in cui il committente sia diverso dall’utilizzatore finale, spesso non unico e in affitto. Tale certificazione è complementare a quella ottenibile seguendo il protocollo Leed Commercial Interior, che valuta la sostenibilità degli interni, solitamente richiesta dagli utilizzatori finali, in affitto.

Esistono due protocolli Leed dedicati alla costruzione di quartieri e piccole residenze sostenibili, ma si tratta di strumenti difficilmente applicabili alla realtà italiana. Per questi motivi GBC Italia ha recentemente lanciato il protocollo Gbc Quartieri e Gbc Home, appositamente studiati per la realtà italiana.

L’ultimo protocollo lanciato da GBC Italia, ancora in fase pilota, è Gbc Historic Building (LEGGI l’intervista alla responsabile del protocollo Paola Boarin). Tale protocollo ha come obiettivo la valutazione della sostenibilità degli interventi di conservazione, recupero, manutenzione e integrazione di edifici storici, nel rispetto e ella tutela del valore storico-testimoniale e culturale. Ai fini dell’applicazione del protocollo Gbc Historic Building, per edificio storico si intende un manufatto edilizio che costituisce “testimonianza materiale avente valore di civiltà”. In questo senso, gli edifici che possono essere valutati devono essere riconducibili all’interno dell’ultimo ciclo storico concluso, che per la zona europea coincide con l’industrializzazione edilizia (prevalentemente edifici realizzati prima del 1945).

Aspetti affrontati

Ogni protocollo valuta diversi aspetti appartenenti alle seguenti aree tematiche:

  • Processo integrato

  • Siti sostenibili, dedicata alla valutazione della sostenibilità nella protezione del sito, analisi del sito, progettazione degli spazi verdi, gestione delle acque meteoriche, limitazione dell’effetto isola di calore urbano e dell’inquinamento luminoso

  • Localizzazione e trasporti, dedicata alla valutazione della sostenibilità nella scelta del sito e dei sistemi di trasporto per l’accesso all’edificio

  • Gestione delle acque, dedicata alla valutazione del contenimento del consumo di acqua e della sostenibilità nella scelta di tecnologie innovative

  • Energia & atmosfera (area tematica con maggiore peso), dedicata alla valutazione del consumo energetico complessivo dell’edificio e delle emissioni in ambiente, con particolare riferimento alla valutazione della riduzione della domanda di energia, all’applicazione del processo di commissioning e allo sfruttamento di fonti rinnovabili di energia

  • Materiali & risorse, dedicata alla valutazione della sostenibilità nella gestione dei rifiuti e nella scelta dei materiali, con particolare riferimento all’utilizzo di materiali provenienti da un raggio definito dal sito di progetto, con contenuto di riciclato, riciclabili, approvvigionati responsabilmente, dotati di Life Cycle Assessment e/o Environmental Product Declaration, non contenenti sostanze tossiche

  • Qualità dell’ambiente interno, dedicata alla valutazione della sostenibilità del comfort termico, visivo, acustico e della qualità dell’aria dell’ambiente interno

  • Innovazione nella progettazione/gestione

  • Priorità regionali

Nel protocollo Gbc Historic Building è presente un’area tematica aggiuntiva, denominata Valenza storica. Tale area è dedicata alle indagini conoscitive della preesistenza in ambito analisi dei materiali presenti, del degrado e compatibilità con i nuovi materiali previsti, analisi delle strutture ed energetica, reversibilità dell’intervento programmato, piano di manutenzione futura.

L’autore


Federica Ariaudo

Architetto e dottore di ricerca in Innovazione tecnologica per l’ambiente costruito presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino, Federica Ariaudo è Leed AP BD+C. Collabora con l’ufficio Csr (Corporate social responability) – Sostenibilità ambientale del Gruppo bancario Intesa Sanpaolo per la gestione energetica dell’ampio patrimonio edilizio, con particolare riferimento al Sistema di Gestione Ambiente ed Energia. È consulente Reale Mutua Assicurazioni in ambito Green Procurement e Buro Happold per la certificazione Leed NC del nuovo centro direzionale Intesa Sanpaolo di Torino. È stata consulente GBC Italia per attività di sviluppo di documentazione a supporto della diffusione di pratiche di audit energetici e miglioramento dell’efficienza energetica in edifici esistenti. Membro del Comitato tecnico scientifico di Gbc Italia, è auditor per verifiche di terza parte per gli schemi Iso 50001 (Sistema di Gestione Energia) e Uni 11352 (Esco). Si occupa di formazione nell’ambito della sostenibilità energetico-ambientale.

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