Quando la bioarchitettura coniuga eco-materiali e recupero | Architetto.info

Quando la bioarchitettura coniuga eco-materiali e recupero

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A pochi passi da Milano, immerso nel verde di un’area protetta nel cuore del parco del monte Pillerone, a 450 metri d’altitudine e vicino al fiume Trebbia, nasce un centro per seminari residenziali interamente realizzato seguendo i dettami della bioarchitettura.

Costruito sul progetto di Carlo Pedrazzini e dell’architetto Mauro Bertamè, MiriPiri è il risultato di un restauro conservativo di un borgo rurale eseguito attraverso l’uso di materiali ecologici nell’osservanza dello stile tipico della bioarchitettura. 

Grazie all’utilizzo di materiali ecocompatibili come sasso, legno, calce stagionata, sughero bruno e laterizio bio, e grazie agli infissi in rovere con doppi vetri basso emissivi, la struttura garantisce un impatto ambientale minimo. Ma non solo: l’efficacia termica è stata integrata con fonti energetiche rinnovabili quali il solare e un impianto termico a biomasse.  

Non solo la scelta dei materiali, ma anche l’attenzione al recupero, fanno di MiriPiri un’eccellenza della bioarchitettura eco-responsabile. La pavimentazione del piano terreno è stata interamente realizzata in parquet ricavato dall’intaglio di travi preesistenti, le porte esterne sono di recupero, completate da cerniere e serrature originali risalenti al 1600-1700. Anche le inferriate presenti al piano terra sono state realizzate con materiali di recupero per limitare al minimo l’impatto ambientale.

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