Recinzioni per giardini e terrazze: quali tipi e quali caratteristiche? | Architetto.info

Recinzioni per giardini e terrazze: quali tipi e quali caratteristiche?

Quali tipi di recinzioni possiamo utilizzare come elementi di separazione di giardini e terrazze? Le caratteristiche

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Quando, nei giardini e negli spazi aperti in genere, le scelte progettuali prevedono una separazione fisica e funzionale tra gli spazi, senza un brusco distacco, ma garantendo la continuità visiva, possiamo utilizzare le recinzioni come elementi di separazione.
Quali sono i tipi di recinzioni più utilizzati? Quali caratteristiche hanno? Abbiamo già visto i muri le tipicità delle soluzioni in pietra, in mattoni e in calcestruzzo. Vediamo ora le caratteristiche di questi altri possibili elementi di partizione.
Metallo o legno sono senz’altro i materiali più utilizzati.
Il legno si presta molto bene alla realizzazione delle recinzioni in quanto trova una buona integrazione in molti contesti e si relaziona in maniera armonica con l’apparato vegetale. Essendo il legno un materiale molto sensibile all’umidità gli elementi lignei adatti alla realizzazione di recinzioni dovranno presentare particolari caratteristiche di durabilità naturale agli agenti atmosferici o essere sottoposti a trattamenti specifici volti ad aumentarne la resistenza. I pali che reggono la recinzione dovranno essere annegati in basi di calcestruzzo con drenaggi in ghiaia o collegati con staffe di metallo, in modo da essere isolati dal terreno.
Dal punto di vista estetico, la recinzione in legno gioca sul livello di trasparenza e sugli effetti chiaroscurali che si vogliono ottenere attraverso accostamenti di assi di spessori differenti.

Recinzione in doghe di legno inserita nell’impianto vegetale (Foto Daniela Veronesi)

Recinzione in doghe di legno inserita nell’impianto vegetale (Foto Daniela Veronesi)

Questo tipo di soluzione può essere costituita da un semplice elemento decorativo che marca il tracciato o svolgere funzioni di protezione contro il vento o il rumore, mostrando un aspetto più compatto. Anche l’altezza quindi può variare molto. A seconda della lavorazione e della finitura, e in base alla forma degli elementi, l’effetto estetico finale può risultare da rustico a molto ricercato, in una gamma molto ampia di soluzioni.
Possono essere utilizzati inoltre canne di bambù, pannelli costruiti in canne con telaio in legno, graticci, elementi che possono funzionare anche da schermo o setto divisorio all’interno del giardino. La recinzione in legno risulta poi un ottimo supporto per la creazione di pareti verticali costituite da rampicanti.

In maniera analoga possono essere impiegate le recinzioni in metallo. Esse offrono rispetto al legno soluzioni più economiche e durevoli, perdendo però generalmente sul valore estetico e creando talvolta problemi di inserimento paesaggistico non sempre semplici da mitigare. Ma è evidente che il materiale metallico presenta grossi vantaggi legati all’effetto trasparenza dato dalla sua flessibilità, alla possibilità di produzione seriale e alla sicurezza.
Poiché il metallo può essere soggetto a fenomeni di corrosione, questo è un aspetto da prevenire con attenzione, anche per evitare impegnative e costose manutenzioni troppo frequenti. I metalli più utilizzati sono perciò quelli più resistenti alla ruggine. In particolare sono usati alluminio, ferro zincato, ferro battuto, rete metallica plastificata e più raramente la ghisa. Il ferro battuto è la soluzione che presenta il lato estetico più pregevole, necessitando però di lavorazioni molto costose.
Anche le recinzioni in metallo si prestano a essere accostate a elementi vegetali, e se la parte in metallo potrà rendere più netta la linea di recinzione, la parte vegetale potrà dissimulare e coprire la barriera metallica.
Non possiamo naturalmente non considerare anche un altro tipo di recinzioni: le recinzioni vegetali. Possiamo utilizzare elementi vegetali come bordure ma anche come vere e proprie pareti per creare elementi divisori, fondali, ambienti nello spazio del giardino. Potremo utilizzare piante tutte uguali o dare varietà all’insieme; la scelta delle specie sarà determinata poi naturalmente anche dall’ambiente, dalle esigenze climatiche, dalle consociazioni tra le piante.
La siepe è forse la forma più classica di recinzione vegetale. È interessante osservare come un elemento vegetale assuma caratteristiche di elemento architettonico, che si inserisce all’interno del disegno naturale del giardino come segno fortemente antropico. Il verde assume quindi un ruolo compositivo e funzionale che deve essere progettato.
E le recinzioni vegetali devono essere progettate immaginando e considerando anche il loro sviluppo nel tempo: gli elementi vegetali sono vivi, dunque crescono e si trasformano, possono richiedere anche anni prima di arrivare alla forma e alle dimensioni desiderate. Rispetto alle recinzioni costruite con legno, metallo, muratura e altri materiali inerti, le recinzioni vegetali offrono un vantaggio economico, ma richiedono anch’esse dopo il progetto una costante manutenzione e non sono più “facili”, tuttavia rappresentano una soluzione molto interessante sia che le utilizziamo da sole sia che le utilizziamo affiancate alle recinzioni in legno o metallo e anche insieme ai muri.

Recinzione in ferro con bordatura vegetale (Foto Archivio Marsiglilab)

Recinzione in ferro con bordatura vegetale (Foto Archivio Marsiglilab)

Nella scelta della recinzione entrano diversi aspetti che dovremo valutare, come il contesto, le necessità e le richieste della committenza, le esigenze di progetto, le disponibilità economiche e gli effetti estetici che vogliamo ottenere. Potremo quindi effettuare la scelta più adatta conoscendo le caratteristiche delle diverse recinzioni e degli elementi divisori a disposizione, per individuare così la soluzione migliore da realizzare.

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