Rigenerazione urbana: il progetto OrtiAlti a Torino | Architetto.info

Rigenerazione urbana: il progetto OrtiAlti a Torino

Nato nel 2013, OrtiAlti propone un modello di sviluppo collaborativo e partecipativo che sta trasformando i tetti del capoluogo piemontese. La nostra intervista in vista dell'incontro con lo studio a Torino il 13 maggio

Elena Carmagnani ed Emanuela Saporito, titolari di Studio999 e promotrici del progetto OrtiAlti (foto: Leana Cagnotto)
Elena Carmagnani ed Emanuela Saporito, titolari di Studio999 e promotrici del progetto OrtiAlti (foto: Leana Cagnotto)
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Il progetto OrtiAlti è uno dei punti centrali di ROOFdinners, evento-percorso dedicato ai tetti verdi promosso dall’Ambasciata e dal Consolato Generale dei Paesi Bassi insieme all’Ordine degli Architetti di Milano, che avrà anche un tappa torinese il 13 maggio (leggi l’intervista agli organizzatori). OrtiAlti nasce a Torino da un’idea di Elena Carmagnani ed Emanuela Saporito, titolari di Studio999.

Parte da un’idea piuttosto semplice che, prendendo le mosse dalla considerazione che più del 20% delle superfici piane urbane sono costituite da tetti poco o mai utilizzati, si pone l’obiettivo di riconvertire questi spazi in luoghi di produzione alimentare e di socialità collettiva, rendendoli anche un non secondario elemento effettivo di efficientamento energetico degli edifici (per un raffronto con l’esperienza olandese di ROOFlife, leggete l’intervista a Tessa Florence Duste). OrtiAlti, che nel 2015 vince il primo premio al concorso WE-Women for Expo, nasce come spin off di Studio999 e del suo progetto Oursecretgarden, piccolo orto pensile realizzato sul tetto dello studio.

Attivo nel quartiere torinese Borgo Vittoria, OrtiAlti Le Fonderie Ozanam è il progetto pilota avviato con il doppio fine di produrre sul tetto del ristorante gestito dalla cooperativa Meeting Service alcuni dei prodotti poi impiegati nella preparazione dei cibi e mettere a servizio di tutto il quartiere, e delle associazioni attive sul territorio a sostegno del miglioramento della qualità della vita e delle situazioni di difficoltà e disagio, un nuovo spazio per la socialità. Per il futuro OrtiAlti sta lavorando ad altri interventi: il primo è l’OrtoAlto I Viali Carrefour che, previsto nel 2017, realizzerà un orto di 600 mq sul tetto del Carrefour di Nichelino (comune della prima cintura sud di Torino). Abbiamo posto alcune domande alle sue ideatrici per capire meglio come funziona.

Children workshop sul tetto di studio999

Children workshop sul tetto di studio999

Come e perché nasce il progetto OrtiAlti?
OrtiAlti nasce nel 2013 a seguito di un progetto di ricerca scritto in occasione del bando LIFE+2013. Il progetto proponeva di partire dal prototipo di orto di comunità sul tetto, realizzato sul tetto dello studio di architettura STUDIO999 a Torino, per estenderlo alla scala urbana e studiarne gli impatti ambientali, sociali ed economici. A seguito di questa prima concettualizzazione, l’idea di sviluppare l’ortoalto come dispositivo di rigenerazione urbana diventa il centro di un progetto di impresa sociale, presentato per la prima volta al Social Innovation Tournament della European Investment Bank nell’autunno del 2013.

Chi coinvolge e come funziona?
OrtiAlti offre un servizio collaborativo per realizzare gestire e mettere in rete orti di comunità sui tetti degli edifici urbani. Il nostro team parte dalla co-progettazione dello spazio attraverso il coinvolgimento delle comunità che abitano o usano l’edificio in cui si realizza; coordina la realizzazione dell’orto alto attraverso una partnership operativa con cooperative sociali di giardinieri che posano la tecnologia del verde pensile sul tetto; progetta e gestisce insieme al proprietario dell’edificio un piano di comunicazione ed animazione dello spazio, valorizzando l’uso e la produzione di ciascuno spazio in funzione delle caratteristiche d’uso dell’edificio specifico; idea e pianifica un calendario di attività che apra lo spazio alla collettività, facilitando un processo di transizione d’uso dello spazio (da privato a semi-pubblico fino a pubblico). Facilita infine la messa in rete degli ortialti, per lo scambio di prodotti e buone pratiche.

A quali modelli si ispira e quale modello di sviluppo e rigenerazione urbana porta avanti?
OrtiAlti propone un approccio infill al recupero edilizio e un processo collaborativo e cogenerativo alla rigenerazione urbana. Agisce sullo spazio costruito sottoutilizzato delle città, i tetti piani degli edifici, e, attraverso il dispositivo ortoalto, combina effetti positivi ambientali dovuti all’impiego della tecnologia del verde pensile (tecnologia per l’adattamento ai cambiamenti climatici e particolarmente efficace per contrastare isole di calore, inquinamento atmosferico, effetti di dilavamento dovuti all’aumento di superfici impermeabili, consumo energetico e produzione di C02), con effetti positivi di tipo sociale, dovuti all’approccio partecipativo e al modello collaborativo del servizio. Il tutto facilitato dalla funzione produttiva dello spazio verde, che facilita l’attivazione di patiche di innovazione sociale.

A che punto siamo? Dove si localizza?
Stiamo completando il progetto Ortoalto con Le Fonderie Ozanam a Torino, progetto pilota di OrtiAlti, che mette insieme tutte le caratteristiche fondamentali del nostro modo di lavorare.

Fonderie Ozanam - foto: Chiara Zonda

Fonderie Ozanam – foto: Chiara Zonda

Tetto delle Fonderie Ozanam

Tetto delle Fonderie Ozanam

Quali prospettive ci sono nel prossimo futuro?
A Torino OrtiAlti ha avviato numerose progettazioni simili a quella di Le Fonderie Ozanam, che coinvolgono una biblioteca, una scuola d’infanzia, un centro socio-culturale e anche il nuovo centro commerciale di Carrefour a Nichelino. Intanto, OrtiAlti cerca di costruire relazioni operative ed opportunità anche in altri territori, nazionali ed internazionali. A dicembre è entrato nello Scaling Program di Impact Hub Milano e sta cercando di avviare nuove realizzazioni su Milano.

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