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Scegliere le piante acquatiche per progettare specchi d’acqua

Le piante acquatiche: una presenza importante nei giardini con vasche d’acqua. I consigli dell'esperto di outdoor design

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Nei giardini, la realizzazione di specchi d’acqua, bacini, vasche d’acqua si accompagna in modo ottimale alla vegetazione acquatica.

Marsigli 25_FIG 1_Piante acquatiche depuranti in una biopiscina senza pompa di circolazione (Foto e progetto Studio Freilich Landschaftsarchitektur)

Piante acquatiche depuranti in una biopiscina senza pompa di circolazione (Foto e progetto Studio Freilich Landschaftsarchitektur)

Per chiarezza, possiamo indicare come vegetazione acquatica alcuni tipi di piante:
• piante sommerse ossigenanti,
• piante galleggianti,
• piante palustri.

Assolutamente necessaria all’interno di bacini e vasche è la presenza di alghe. In accompagnamento va studiato un sistema di controllo naturale della loro proliferazione attraverso l’inserimento di piante ossigenanti e depuratrici (Myriophyllum, Elodea, Ceratophyllum, Crassula, Stratiotes ecc.). In numero superiore rispetto alle altre, si limiteranno ad arginare il fenomeno delle alghe e delle acque verdi e a svolgere un ruolo di fitodepurazione. Le piante sommerse ossigenanti, vivendo sotto il livello dell’acqua, vengono ancorate a uno strato di terriccio ricoperto da ghiaia posto alla base della vasca.

Le piante galleggianti vivono con le radici immerse nell’acqua e le foglie al di sopra della superficie. Da segnalare tra esse sono Azolla caroliniana e Eichornia crassipes.

Le piante palustri sono piante galleggianti che, nelle vasche artificiali, necessitano di un cestello forato contenente l’apparato radicale. La più nota rappresentante di queste piante è senz’altro la Nymphaea, ma tra le specie palustri si possono citare anche Alisma plantago, Caltha palustris, Iris laevigata, Pontederia cordata, Typha minima.

L’utilizzo di piante galleggianti e ninfee è molto comune. Le ninfee richiedono molta esposizione solare e, a seconda delle specie, si adattano a piccoli stagni o a bacini più ampi.
Ogni tipo di pianta ha un ruolo nell’equilibrio dell’insieme, perciò occorre utilizzare tutte le piante mescolandole sapientemente, e inserire dove necessario le specie vegetali specificamente adatte alla fitodepurazione.

Marsigli 25_FIG 2_Ninfee in una vasca dÔÇÖacqua, Progetto SUN68, Noventa di Piave (VE), C&P Architetti, 2009 (Foto Alessandra Chemollo, Stefano Ferrando)

Ninfee in una vasca d’acqua, Progetto SUN68, Noventa di Piave (VE), C&P Architetti, 2009 (Foto Alessandra Chemollo, Stefano Ferrando)

Le piante acquatiche paludose vanno inserite nel bacino durante il loro periodo vegetativo e vanno poste su terrazzamenti completati da un cordolo che consenta l’installazione delle sacche per lo sviluppo della pianta.

Queste terrazze, appositamente predisposte lungo il bordo dell’invaso, costituiscono l’habitat delle piante palustri o di ripa che si sviluppano soprattutto nella parte epigea (fusto e foglie).
Per avere un buon effetto conviene collocare non più di 2 o 3 piante ogni metro quadrato.

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