Sette pensiline d'autore per un villaggio austriaco | Architetto.info

Sette pensiline d’autore per un villaggio austriaco

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Si trova nel distretto di Bregenzerwald, in Austria, il villaggio di Krumbach. Circa un migliaio di abitanti e un turismo basato sul verde, aria pulita e uno stile di vita sano. Grazie all’iniziativa dell’associazione culturale Kultur Krumbach, è nato il progetto Bus:Stop, che ha ‘prodotto’ una nuova attrazione per i turisti già appassionati del posto. Quest’attrazione ha a che fare con il design, con il “green” e con l’architettura.

Con l’obiettivo di promuovere anche uno scambio di idee interculturale, il villaggio ha infatti “reclutato” sette nomi noti dell’architettura internazionale perché progettassero sette pensiline dell’autobus, in linea con i principi di sostenibilità e in armonia con il paesaggio. Il pagamento? Una vacanza gratis a Krumbach. Gli architetti e le imprese locali hanno fatto da intermediari per le realizzazioni “straniere”, proprio per favorire l’interazione tra team internazionali e know-how e artigianato locale.

Fra i nomi chiamati Sou Fujimoto, Smiljan Radic, il premio Pritzker Wang Shu, Rintala Eggertsson Studio, gli spagnoli Ensamble Studio, Alexander Brodsky e i belgi Architecten de Vylder Vinck Taillieu. Vediamo i progetti realizzati da ciascun architetto nel dettaglio.

La pensilina creata da Sou Fujimoto ricorda una foresta di sottili bastoncini d’acciaio che fanno da supporto una sinuosa scalinata. “Il nostro obiettivo era disegnare una fermata del bus dove le persone potessero incontrarsi, godere del panorama e che fungesse anche da punto di riferimento all’interno del villaggio”. Il design di Fujimoto si rivolge sia a chi usa l’autobus come mezzo di trasporto, sia chi non lo usa. “E’ una foresta trasparente che crea uno scenario interessante in armonia con la natura che lo circonda.

Il vincitore del premio Pritzker Wang Shu in collaborazione con Lu Wenyu di Hangzou di Amateur Architecture Studio, invece, ha usato il legno locale, materiale per eccellenza della regione, per creare una riparo basato sull’idea della camera oscura.

“Molto più che una semplice pensilina, offre riparo, ma è come una lente che mette a fuoco lo scenario, quello che c’è di simmetrico o di statico. La luce solare illumina l’interno e una gentile brezza filtra attraverso le travi che la costituiscono. Lo sguardo si perde fra le montagne.”, commenta Wang Shu.

L’architetto cileno Smiljian Radic si è invece ispirato ai salotti che è facile trovare nelle case locali per realizzare alla fermata Zwing una sorta di scatola di vetro con il soffitto in cemento dipinto di nero e una casina per uccelli in legno appesa all’esterno.

Come spiega lo stesso Radic, “gli spazi urbani sembrano una naturale estensione dei raccolti spazi interni”. Questo progetto punta dunque ad esprimere un certo aspetto domestico e intimo di questo spazio pubblico. Continua l’architetto cileno, spiegando che “è stato preso come modello la classica “Stube”, ne è stata riprodotta l’altezza, i cassettoni del soffitto per rendere la sensazione di familiarità”.

Gli spagnoli Antón García-Abril e Débora Mesa di Ensamble Studio per il loro progetto si sono serviti di placche di legno di quercia impilate non trattato per creare un riparo, ispirandosi alle botteghe locali che mettono ad essiccare il legname in questo modo e incorporando delle panchine. Gli architetti in tal modo hanno fotto propria una pratica locale traducendola in uno spazio architettonico. 

Lo studio belga Architecten de Vylder Vinck Taillieu ha creato una forma ispirata alle cime alpine e agli schizzi dell’artista americano Sol LeWitt. “Un singolo dettaglio di assemblaggio risolve sia la questione estetica sia quella meccanica. Il progetto si rivela a metà strada tra lo scultoreo e l’abitabile”, spiegano dallo studio di architettura.

Il punto scelto dagli architetti norvegesi di Rintala Eggertsson Architects è adiacente a un campo da tennis e il progetto ben si armonizza con la struttura sportiva: si tratta di una pensilina in legno rivestita con assi anch’esse lignee, che si raddoppia in altezza come una panchina per assistere alla partita di tennis.

Infine, s’ispira a un’antica torre la pensilina realizzata da Alexander Brodsky con la parte superiore dotata di finestrelle  e pareti di vetro sui tre lati per riparare l’area per l’attesa del bus. E’ una forma semplice e lineare che assurge a “tipica fermata dell’autobus di Krumbach”, come dichiara lo stesso Brodsky.


Le pensiline sono state inaugurate lo scorso 1˚ maggio e fino al 2 agosto prossimo gli studi e le foto dei progetti saranno esposti presso il Vai Vorarlberger Architektur Institut, nella città di Dornbirn.

Tutte le immagini sono di Adolf Bereuter.

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