Solar Decathlon Usa 2015: vince la casa passiva resiliente verso uragani e alluvioni | Architetto.info

Solar Decathlon Usa 2015: vince la casa passiva resiliente verso uragani e alluvioni

La migliore “casa solare” del Nord America è Su+Re House dello Stevens Institute of Technology, nella gara che ha visto l'Italia trionfare nel 2014

Foto: Stevens Thomas Kelsey/U.S. Department of Energy Solar Decathlon
Foto: Stevens Thomas Kelsey/U.S. Department of Energy Solar Decathlon
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Il 18 ottobre 2015 si è conclusa in California l’edizione 2015 di Solar Decathlon Usa, con la vittoria di Su+Re House dello Stevens Institute of Technology (New Jersey). Secondo piazzamento per GRoW della University at Buffalo (The State University of New York) e terza posizione per Solar Cal Poly della California Polytechnic State University di San Luis Obispo.

La fortunatissima gara nata negli Stati Uniti nel 2002 per la realizzazione di prototipi di case “solari” ha avuto la forza di sviluppare un format globale, grazie alla capacità di sviluppare innovazione e proponendo al contempo progetti formativi e percorsi di ricerca sempre più solidi. E ha gradualmente conquistato il mondo, dando grande soddisfazione anche all’Italia, e saputo coinvolgere, edizione dopo edizione, un numero sempre maggiore di sponsor che hanno incrementato le sinergie tra mondo universitario, mondo della ricerca e mondo della produzione.

Da sempre promossa e supportata dallo Us Department of Energy negli Stati Uniti, dove già dal 2005 è diventata un appuntamento biennale, si è a tal punto consolidata da avere figliato diverse manifestazioni. La prima nasce in Europa nel 2010 e, celebrando anche la vittoria di RhOME for denCity sviluppato dall’Università Roma Tre nel 2014, sta attualmente lavorando a una quarta edizione prevista nel 2017; la seconda è atterrata a Datong (Cina) nel 2013 e prevede una seconda edizione nel 2016 o 2017; la terza terrà invece la sua prima edizione a fine anno a Santiago de Cali (Colombia) e sarà rivolta all’America Latina e ai Caraibi focalizzando la sua attenzione su proposte specificatamente studiate per i climi tropicali; la quarta, e ultima arrivata in questa famiglia sempre più allargata e globale, sarà infine Solar Decathlon Middle East, in previsione a Dubai con una doppia edizione nel 2018 e 2020.

Le regole della competizione, ovunque essa sia organizzata, sono comuni. Le squadre, composte da studenti guidati da docenti e ricercatori, fanno riferimento a un ateneo e devono progettare e poi realizzare, nella settimana finale del concorso, edifici valutati secondo dieci criteri, il decathlon da cui la gara prende il nome.

Nell’assolata Contea di Orange, all’interno dell’Orange County Great Park, luogo in cui la fase finale della competizione statunitense si è spostata abbandonando già dalla scorsa edizione la consueta National Mall davanti al Campidoglio di Washington, il vincitore si è imposto fra un totale di 14 partecipazioni al termine di più di una settimana di lavori, mostra e valutazioni di realizzazioni sempre più sofisticate.

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Foto: Stevens Thomas Kelsey/U.S. Department of Energy Solar Decathlon

Il prototipo di Su+Re House (che è al contempo sustainable + resilient e “sure”, sicuro) nasce per dare una risposta alle problematiche poste al mondo delle costruzioni dai cambiamenti climatici, che stanno portando, nei soli Stati Uniti, inondazioni e uragani sempre più violenti. Vista la provenienza degli studenti, ossia le coste attorno a New York e il New Jersey, è pensata come una casa a basso consumo energetico per le aree sul mare, alimentata dalla fonte rinnovabile del sole e “resiliente” verso le azioni esterne più violente. Premiata dalla giuria con il punteggio più alto nel criterio complessivo Market appeal.

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Foto: Stevens Thomas Kelsey/U.S. Department of Energy Solar Decathlon

Proponendosi con spazi esterni e interni dialoganti e flessibili, la cui progettazione è stata ripagata dalla giuria con il primo posto relativo e un punteggio di 96 punti su 100 nel criterio Architecture e il punteggio massimo nella valutazione della Home Life, è organizzata con due camere da letto, un’ampia area giorno e i relativi locali di servizio in grado di diventare tutt’uno con l’esterno durante l’estate.

Dal punto di vista costruttivo, aspetto la cui valutazione mette Su+Re House di nuovo al primo posto tra tutte le partecipazioni, la resilienza della struttura parte dai solai, costituiti da un sistema reticolare in legno che consente di fare defluire l’acqua in caso di sua penetrazione e rivestiti internamente da un doppio strato anti-acqua di pannelli di sughero e piastrelle di vinile. Il legno è il materiale base anche delle pareti esterne e interne, che abbandonano il tradizionale, e poco resistente all’acqua, cartongesso.

L’isolamento dalle perdite di calore e dall’ingresso dell’acqua, necessario per massimizzare la performance di tutto l’insieme, è garantito dall’attenta sigillatura dei giunti e dalla sostituzione del localmente consueto Fiberglass con pannelli rigidi di isolante.

La maggiore ermeticità possibile in caso di necessità è garantita dai particolari sistemi di chiusura a prova di tempesta e allagamento delle aperture che, quando non utilizzati, fungono anche da elementi ombreggianti su cui sono posati pannelli solari sottili e flessibili che alimentano il sistema di produzione di acqua calda sanitaria. Il sistema di produzione di energia elettrica è in grado di funzionare anche in caso di black out della rete elettrica cittadina, alla quale è collegata.

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Foto: Stevens Thomas Kelsey/U.S. Department of Energy Solar Decathlon

Progettata seguendo gli standard PassivHaus in larga e rapida diffusione negli Stati Uniti, Su+Re House rientra all’interno dei limiti da questo imposti: una richiesta di calore per il riscaldamento e per il raffrescamento inferiore ai 15 kWh/mq/a, un fabbisogno di energia primaria inferiore a 120 kWh/mq/a e una tenuta all’aria di 0,6 ricambi d’aria all’ora a una pressione di 50 Pa.

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