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Verde pensile estremo: come scegliere i substrati

Architetti e giardinieri spesso sbagliano la scelta dei substrati per il verde pensile estremo tecnologico e per il verde urbano. I consigli dell'esperto di settore

Giardino pensile condominiale (realizzazione di Gardenalto snc, substrati per verde pensile di Vulcaplant srl)
Giardino pensile condominiale (realizzazione di Gardenalto snc, substrati per verde pensile di Vulcaplant srl)
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Diamo qualche idea costruttiva positiva che aiuterebbe sicuramente a fare realizzazioni migliori riguardo ai substrati per il verde pensile estremo, nonché per il verde urbano.
Non c’è una sola strada che sia giusta e tutto il resto è sbagliato, stiamo sempre argomentando su problematiche scientifiche influenzate da miriadi di fattori naturali; come ampiamente spiegato, non stiamo parlando di matematica, quindi ci vuole conoscenza di base e buon senso, poi se gli obiettivi da raggiungere sono ottenuti con un materiale piuttosto che con un altro, non è importante, ripetiamo che non c’è una sola formula vincente, è anche il bello di questa materia.

I substrati per verde pensile devono, e qui si sottolinea devono, essere porosi, con buone capacità ritentive, un pH stabile, una buona CSC, una ottima permeabilità, poco colloidale, giusta presenza di sostanza organica, assenza quasi totale di sostanze tossiche o nocive, il che si traduce con substrati a base completamente composta da minerali (vedere anche norma UNI 11235:2015).
Molti continuano a essere ancora scettici sui substrati minerali, ma l’agronomia in tal senso non è un frutto di opinioni, diciamo che su certi punti siamo tutti concordi che la porosità, la ritenzione, la capacità di scambio e tutti gli altri parametri importanti di un substrato si possono ottenere in così pochi centimetri, come del resto è un verde pensile, solo attraverso una base stabile nel tempo, non decomponibile.

Pertanto più la base è minerale, quindi stabile e non soggetta al continuo inevitabile processo di umificazione a cui vanno incontro i substrati organici, più saremo sicuri di lavorare su un substrato a cui fare affidamento nel tempo per tantissimi anni senza rischiare di vederlo calare, modificare sia fisicamente che strutturalmente, come viceversa va incontro un substrato organico o un terreno agrario naturale.

In questi ultimi 10 anni ho sentito raccontare da architetti e giardinieri le cose più disparate tra le quali c’era addirittura la fertilità propria del lapillo vulcanico e della pomice; le radici delle piante, vere menti degli organismi vegetali a noi di interesse pratico, hanno bisogno di aria e porosità per radicare, crescono rapidamente e più fitte in substrati ben areati e drenanti che in terreni pesanti e asfittici, ma questo è un parametro fisico, non di fertilità.

Tornando al verde pensile e tecnico in genere, non dimentichiamo che il substrato dovrà avere anche, come già accennato, una buona fertilità o comunque una buona capacità ad accogliere i microrganismi componenti la flora microbica giusta per un substrato, in grado poi di trasformare i concimi e le componenti organiche in elementi nutritivi solubili e assimilabili, dai peli radicali e quindi trasportati a tutti gli organi vitali della pianta per favorirne i vari aspetti della crescita, della fioritura e della fruttificazione.

Giardino pensile su hotel Royal Carlton di Bologna

Giardino pensile su hotel Royal Carlton di Bologna (realizzazione di Latifoglia, substrati per verde pensile di Vulcaplant srl)

Il substrato migliore dovrà dunque avere la capacità di mantenere queste caratteristiche il più inalterate e il più a lungo possibile nel tempo.
I substrati di base minerale sono la chiave del successo delle realizzazioni estreme e tecnologiche in genere; ovviamente anche in questo campo bisogna fare delle distinzioni tra substrato e substrato, infatti pur essendo essi nettamente migliori e più idonei a questo tipo di verde, ci sono degli elementi minerali che vanno calibrati in giusti rapporti per ottenere i risultati sperati; quindi minerali tendenzialmente polverosi vanno limitati per ridurre i rischi di intasamento della porosità, della riduzione dell’aria disponibile e utile all’accrescimento radicale.

Di seguito, l’esempio di giardino pensile sulle scuole di Montelupo Fiorentino (realizzazione di Dolfi, substrati per verde pensile di Vulcaplant srl)

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