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Verde urbano come valore aggiunto: i consigli dei vivaisti

Il verde in città può davvero diventare un valore aggiunto per la cittadinanza. A patto di coinvolgere concretamente il florovivaista

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Il verde in città, inteso come elemento di arredo permanente, va rapportato alle esigenze reali dell’utenza pubblica attraverso un’analisi che, al contrario dell’approccio tradizionale, abbia il fine di far acquisire allo spazio progettato un valore aggiunto di grande importanza per la cittadinanza da un punto di vista paesaggistico, sensoriale e culturale. Questo obiettivo può essere conseguito attraverso una scelta consapevole delle specie vegetali da introdurre, partendo dalla conoscenza delle esigenze pedoclimatiche dell’areale in cui si opera, non trascurando gli altrettanto importanti aspetti estetici, ludici e di rappresentanza.

La parola chiave in tutto il processo che va dall’idea progettuale alla realizzazione tecnica dello spazio a verde è dunque la “conoscenza”, che non deve competere solo ai tecnici coinvolti ma anche alla singola amministrazione pubblica fino al fruitore finale, il cittadino. La cultura e il sapere per temi a volte lontani dall’uso quotidiano, come l’utilizzo delle singole specie, delle loro esigenze, delle loro differenze, è un traguardo molto importante da conseguire anche al solo fine di raggiungere uno spirito critico obbiettivo, per poter apprezzare un intervento sul territorio realizzato nel migliore dei modi.

In questo processo di conoscenza il vivaista dovrebbe avere un ruolo di assoluto rilievo.
La promozione della cultura del verde diventa sempre più necessaria e attuale, alla luce dei moderni orientamenti dell’ecologia e della green economy, verso spazi da realizzare sempre più ecosostenibili. In questo scenario, il vivaista diventa così l’anello di giunzione tra i progettisti e i fruitori finali, interfacciandosi con entrambi come un valido supporto tecnico.
Nell’ambito del verde in città, va inoltre considerato un altro aspetto determinante dal punto di vista economico, quello turistico. L’Italia, con il suo straordinario patrimonio culturale, attira ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondo ma non si riesce a dare la giusta importanza al contributo che il verde può dare per esaltare il territorio, come cornice a monumenti, palazzi e piazze, oltre che per riqualificare zone degradate o non fruite.

Spesso si considera il verde come puro ornamento laddove invece rappresenta il fulcro stesso del paesaggio e l’anima del territorio.
Per gli appalti pubblici, il vivaista entra nel merito della fornitura delle piante richieste nel capitolato di gara solo nella fase finale di preventivo, facendo riferimento al progetto realizzato a monte dal progettista, quando sono state già determinate tutte le specie vegetali da utilizzare nella quantità e nelle dimensioni. Al contrario, sarebbe auspicabile che il vivaista potesse guidare i criteri di scelta varietale delle singole piante, orientando il progettista e il suo team nella fase preliminare del progetto, al fine di apportare quel riscontro tecnico legato all’esperienza acquisita dopo anni di osservazioni ed esperimenti in loco. Questa collaborazione si tradurrebbe così in un verde di qualità, ben strutturato e ben integrato e che resiste nel tempo.

Infatti, spesso accade che i clienti finali si facciano guidare nelle scelte dal valore estetico delle singole piante, trascurando altri aspetti altrettanto importanti quali l’integrazione territoriale, l’adattabilità delle piante scelte alle caratteristiche pedo-climatiche dell’areale di impianto, la contestualizzazione e, non ultimo, l’aspetto della manutenzione futura, visto che proprio grazie agli interventi programmati si riesce a dare continuità e validità all’idea progettuale iniziale, mantenendo un verde di qualità. Anche la pianta più bella, infatti, se non trova le giuste condizioni agronomiche, avrà una resa molto più bassa rispetto alle aspettative, sia in termini di portamento che di stato vegetativo.

Alla luce di questa considerazione, nella fase progettuale, gli aspetti da rilevare sono i seguenti:

  • le piante presenti in forma spontanea sull’area di interesse, per individuare le varietà adatte a quel tipo di areale geografico;
  • le caratteristiche climatiche e l’esposizione ai venti;
  • l’approvvigionamento idrico;
  • la tipologia e la qualità del terreno che abbiamo a disposizione (es. arido o argilloso), in modo da valutare l’eventualità di apporti nutrizionali, correzione del pH e regimazione delle acque.

A questo punto si stila la lista delle piante previste nel progetto e qui interviene la figura del vivaista, determinante per valutare, a seguito della verifica di tutta la lista iniziale, la loro reperibilità e la disponibilità nei tempi di consegna richiesti, operazione che spesso richiede un’attenta analisi di mercato che cerca di soddisfare le richieste quantitative del cliente, conciliandole con quelle qualitative.

Dopo la scelta delle singole specie, si passa finalmente alla fase operativa e si procede con l’acquisto delle piante in vivaio; in questo caso sono molte le problematiche che il vivaista può trovarsi ad affrontare soprattutto quando i tempi di realizzazione sono vicini, considerando che, quando si tratta di una sistemazione a verde in ambito pubblico, particolare attenzione va prestata all’omogeneità della fornitura e i parametri da rispettare sono diversi rispetto a quelli che si seguono per le opere private per le quali ha un valore diverso dell’aspetto estetico. In base alla tipologia di opera pubblica da realizzare, in prima istanza, si valuta dunque la correttezza o meno della scelta delle specie introdotte, poi si passa all’analisi delle reperibilità e dei tempi di consegna e, infine, si valutano i costi di fornitura e realizzazione, dando le opportune alternative per non trascurare la qualità del materiale da fornire.

Cercando di ridurre al minimo i costi, si può intervenire o fornendo piante in zolla, da piantumare però nel periodo giusto, o ricorrendo a piante di dimensioni inferiori, sempre nel pieno rispetto degli standard di qualità richiesti.
In definitiva, coinvolgere la figura del vivaista sin nelle fasi iniziali di progetto diventa fondamentale perché, grazie alle sue competenze tecniche, agronomiche e commerciali può dare un contributo significativo nella scelta delle piante, verificando l’utilizzo delle specie più idonee, la disponibilità e reperibilità, riuscendo ad abbassare i costi e garantendo le buone riuscita e la qualità dello spazio verde realizzato.

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