Il Cnappc aderisce al D Day lanciato dall'Ance | Architetto.info

Il Cnappc aderisce al D Day lanciato dall’Ance

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Leopoldo Freyrie, presidente degli architetti italiani, è intervenuto nel corso della Conferenza degli Ordini provinciali, sottolineando che “non sono più tollerabili i ritardi, anzi i mancati pagamenti della Pubblica Amministrazione ai professionisti e alle imprese che si trovano a fronteggiare, sia pure da angolature diverse, le conseguenze della crisi economica”. Per tali ragioni il Cnappc aderirà al D Day indetto dall’Ance per il prossimo 15 maggio, anche in qualità di componente degli Stati Generali delle Costruzioni.

I ritardi dei pagamenti da parte della P.A. sono arrivati ormai a una media di 180 giorni, un fatto grave “soprattutto perché si somma a quella relativa all’estrema difficoltà, se non impossibilità, di accesso al credito ed inasprisce il pesante  tributo che i 150 mila architetti stanno pagando all’attuale situazione economica”, continua Freyrie.

Il mercato della progettazione attuale è enormemente contratto, in quanto è sceso negli ultimi anni del 30%, riflettendo le gravi difficoltà del settore edilizio e provocando, oltre all’aumento delle tasse, una riduzione dei fatturati e la chiusura degli Studi professionali di medie e piccole dimensioni.

Preoccupante anche la norma contenuta nella “delega fiscale”, secondo la quale i professionisti singoli o associati dovrebbero compilare bilanci per competenza e non per cassa. “La proposta del Governo, non ancora chiarita, permetterebbe – come avviene per le società – di scaricare fiscalmente tutte le spese, ma costringerebbe i professionisti a pagare l’Iva all’emissione della fattura, ancorché quest’ultima non ancora pagata dal cliente: situazione che sarebbe insostenibile considerati i tempi medi di pagamento dei privati e della PA”, afferma il presidente degli architetti italiani.

Ne risultano particolarmente colpiti soprattutto i giovani architetti, che rappresentano il 40% degli iscritti al Consiglio Nazionale. Freyrie definisce quello che sta accadendo “un danno irreparabile, innanzitutto alla loro dignità di professionisti, ma procura anche una grave perdita al nostro Paese, privato di talenti ai quali dovrebbe, invece, essere affidata la difesa e la valorizzazione di quello che sarà il futuro paesaggio italiano.”

 

C.C.

 

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