Il Cnappc sul terremoto: "basta con la politica dell'emergenza" | Architetto.info

Il Cnappc sul terremoto: “basta con la politica dell’emergenza”

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Dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, arriva la reazione al secondo disastro sismico italiano in una settimana. Secondo il Cnappc, infatti, è ora di dire “basta” con la politica dell’emergenza e mettere in sicurezza il territorio. “Gli effetti del sisma che ha colpito l’Emilia Romagna sono eventi annunciati, così come lo sono stati quelli causati dal terremoto dell’Aquila, e così come lo erano tanti altri che hanno causato dall’inizio del secolo  scorso 4 mila morti e oltre 200 miliardi di euro di danni, solo dal 1949”.

Gli architetti italiani sostengono che al primo posto fra gli obiettivi deve esservi la salvaguardia della vita dei cittadini e dei lavoratori. Il pessimo stato del patrimonio edilizio italiano, attualmente, non è predisposto a sostenere simili eventi. “L’Italia è stata per lo più urbanizzata dal dopoguerra agli anni 80 con tecniche costruttive che rendono le abitazioni avviate al fine vita, non in grado di reggere un terremoto e che  consumano energia quanto otto centrali nucleari”, spiega il Cnappc.

Il Consiglio nazionale insiste dunque ancora una volta sul rendere subito obbligatorio il “libretto dell’edificio”, connesso a un database nazionale, in modo che ogni cittadino italiano conosca il livello di sicurezza delle abitazioni in cui vive e quello dei luoghi in cui lavora. Al censimento dello stato di sicurezza deve seguire un programma, almeno ventennale, di rigenerazione degli abitati, con incentivi e contributi per renderli sicuri e, allo stesso tempo, capaci di risparmiare energia.

Infine, per affiancare nell’emergenza e dare supporto alle popolazioni così duramente colpite dal sisma è stato attivato presso la Federazione degli Ordini degli Architetti dell’Emilia Romagna, il Coordinamento degli Architetti italiani, che sta offrendo il proprio  contributo alle attività della protezione civile, partecipando alle ispezioni per certificare l’agibilità degli edifici. Sono dieci le squadre di architetti già scese in campo, mentre il Coordinamento Operativo lavora costantemente per programmare gli accertamenti che saranno eseguiti nelle prossime settimane.

C.C.

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