Il colibrì di Iacchetti | Architetto.info

Il colibrì di Iacchetti

wpid-4430_untitled.jpg
image_pdf

Le fiere invernali incardinate sul design dell’oggettistica sono un fiume di articoli dozzinali e di scarso interesse progettuale. Il nuovo prodotto di Giulio Iacchetti, pur non risollevando le sorti creative di quelle manifestazioni, è stato immediatamente individuato come uno dei pochi modelli meritevoli di interesse da parte dei media e del pubblico. Del resto, Iacchetti colpisce sempre il bersaglio, anche quando si tratta di un esile tagliacarte in acciaio dalle forme sinuose.

È stato battezzato Uselen (“uccellino”) e ricalca le forme di un colibrì. Le prime foto di promozione mostrano anche i prototipi in legno che, in progress, hanno accompagnato Giulio nel perfezionamento dell’idea. Quelle prove, eseguite dalla stessa mano del designer, ci ricordano gli oggetti del design scandinavo anni ’50. Ma, si sa, Giulio rifugge dagli apriorismi formali: Uselen è il frutto di un raffinato e abilissimo controllo delle curve, dove la lama deve aprire la busta in un colpo solo e l’impugnatura deve essere stabile.

L’oggetto è la novità di spicco di Alessi. Del resto, non ci deve stupire il fatto che sia quel’azienda, regina dell’acciaio, a editare un modello capace di sopravvivere alle mode.

{GALLERY}

Copyright © - Riproduzione riservata
Il colibrì di Iacchetti Architetto.info