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Il nuovo aeroporto di Citta’ del Messico

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Città del Messico punta ad avere l’aeroporto più sostenibile al mondo: è questa infatti la caratteristica saliente della proposta che ha vinto il concorso internazionale di idee per progettare il nuovo hub della capitale messicana, annunciata nei giorni scorsi.

Si tratta del progetto nato dalla collaborazione tra due super-studi di progettazione, Foster + Partners e Fr-Ee, lo studio del grande architetto messicano Fernando Romero, insieme alla Netherlands Airport Consultants (Naco).

Con la sua superficie prevista di circa 555mila metri quadri, lo scalo sarà uno dei più grandi al mondo. La proposta punta a rivoluzionare i parametri tradizionali della progettazione degli aeroporti: l’hub sarà infatti racchiuso da un involucro a griglia leggero, caratterizzato da una forma fluida che comprenderà sia le pareti che il tetto in un unico volume, evocando le sensazioni associate al volo.

Secondo Norman Foster, è la prima volta che viene ‘rotto’ il modello imposto dall’aeroporto di Stansted nel 1990, che a sua volta reinventava il modo di progettare gli aeroporti. L’esperienza di questo nuovo hub sarà unica per i passeggeri, e potenziata da una struttura estremamente flessibile che permetterà di effettuare modifiche all’interno e di aumentarne la capacità.

Per il progetto verrà utilizzato meno materiale ed energia di quanto preveda un raggruppamento tradizionale di edifici. Grazie al suo rivoluzionario design, i passeggeri dovranno percorrere distanze più brevi e non dovranno utilizzare tunnel sotterranei o treni interni per spostarsi tra i vari punti dell’hub.

La scala monumentale dell’aeroporto – ampio 100 metri, tre volte in più lo standard di un aeroporto tradizionale, con un punto massimo da 170 metri – trae ispirazione dal simbolismo e alla tradizione architetturale messicana. La struttura leggera in vetro e acciaio e la notevole altezza della volta sono pensate per le complesse condizioni del terreno di Città del Messico: grazie alla sua struttura pre-fabbricata, potrà essere costruito rapidamente, senza bisogno di grandi impalcature.

L’intero edificio sarà servito dal di sotto, liberando il tetto da condutture e tubature e lasciando libera alla vista la pelle della struttura. Questaì sfrutterà la luce del sole, raccoglierà l’acqua piovana, capitalizzerà l’illuminazione diretta e garantirà nuovi standard acustici. Il tutto, secondo i parametri indicati dallo standard di certificazione Leed Platinum. Si stima che per gran parte dell’anno, la temperatura dell’edificio funzionerà al 100% utilizzando l’aria esterna, con l’impiego di riscaldamento o raffrescamento addizionale solo in minima se non nulla parte.

I lavori partiranno all’inizio dell’anno prossimo e dovrebbero terminare nel 2018. Di seguito, il video ufficiale che presenta il progetto.

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