Il nuovo Museo Archeologico di Milano | Architetto.info

Il nuovo Museo Archeologico di Milano

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In cantiere la ricostruzione di un percorso archeologico che dalla preistoria, la protostoria passando attraverso l’Egitto, le culture Mediterranee, Mesopotamia ed Etruschi, giunga al Mondo Greco e Mondo Romano. Il progetto prevede anche la ricostruzione del Tempio di Iside di Medinet-Madi oltre ad uffici, aule conferenze e servizi per il pubblico.

Il progetto, curato dall’architetto David Chipperfield, vincitore del concorso internazionale, è collocato nell’ex area industriale Ansaldo, dove è prevista la creazione della cosiddetta “Città delle Culture”, un grande polo museale comprendente il Nuovo Museo Archeologico, il Centro delle Culture Extraeuropee, il CASVA (Centro di Studi sulle Arti Visive), il Laboratorio di marionette tradizionali dei F.lli Colla.

Il nuovo centro culturale sarà caratterizzato da corpi dalle forme squadrate rivestite in zinco e da una struttura centrale in cristallo illuminata 24 ore su 24, la cui geometria si presenta evidentemente diversa da quella degli altri volumi.

L’istituzione progettata rappresenterà un nuovo importante polo museale nel quale confluiranno migliaia di opere provenienti dalle attuali sedi espositive e dai depositi. Suddivise fra la sede di corso Magenta e quella del Castello Sforzesco, le collezioni del Museo Archeologico a Milano, analogamente a tutti i musei archeologici delle capitali europee, propongono un quadro delle collezioni molto ampio sia in termini cronologici, dalla paleoantropologia all’Alto Medioevo, sia in termini geografici, con ricchi settori etruschi, greci, fino al mondo del Gandhara. {GALLERY}

Il Centro delle Culture Extra-Europee dovrà diventare il museo capo-sistema, di una rete di entità analoghe e diffuse sul territorio, formatesi con i lasciti di personaggi che al ritorno da paesi lontani donarono le curiosità raccolte.
Sull’area della ex mensa aziendale e di alcuni edifici limitrofi sorgerà il Centro delle Culture Extraeuropee individuata come sede di un nuovo Museo per la documentazione sulle culture extraeuropee che comprenderà anche le collezioni delle Raccolte d’Arte Applicata. La struttura prevederà la stretta integrazione fra funzioni museali e attività culturali e troverà il suo fulcro nelle collezioni extraeuropee delle Raccolte d’Arte Applicata, formate a partire dalla seconda metà dell’Ottocento e per tutto il Novecento e oggi interamente custoditi nei depositi del Castello Sforzesco e non visibili per mancanza di spazi espositivi in quella sede. Oltre tremila opere provenienti da Medio Oriente, India, Cina, Giappone, America Precolombiana, armi e strumenti musicali etnografici e una collezione islamica di ceramiche frutto di donazioni di missionari, viaggiatori e collezionisti milanesi.
Il nuovo museo sarà strutturato in quattro zone distinte, ma ben collegate: zona esposizione, zona conservazione, zona uffici e zona per il pubblico che fruisce delle attività culturali.

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