Il piano che va fortissimo | Architetto.info

Il piano che va fortissimo

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Nel rinnovare il disegno degli strumenti musicali, è più facile pensare al Rock e al Pop come terreno di possibili evoluzioni tecnologiche e semantiche. La bizzarria è forse il risultato più immediato e pertinente: che non ricorda, a partire dai primi anni ’70, le chitarre acustiche dei Kiss, dei Van Halen o di Ozzy Osbourne, magari sfracellate sul palco nel delirio del concerto?

Colori acidi, geometrie astruse e decorazioni fulminanti (e da fulminati…) non sono certamente i caratteri del nuovo pianoforte da concerto di Bösendorfer. L’azienda viennese, che nel settore occupa un posto di vera eccellenza, ha affidato il progetto del Grand Piano al dipartimento di design della Audi.

Sembra strano che un tema legato alla classicità venga sviluppato da un brand che guarda al futuro attraverso gli occhi della tecnologia e del rigore disegnativo. Eppure sono proprio questi ultimi due aspetti a contrassegnare quel nuovo modello di pianoforte. Un gioco di trasversalità che non mette in crisi nessuno dei due interlocutori. Anzi, l’innovazione espressa da Audi e l’immortalità di un brano musicale convergono in uno strumento tipologicamente nuovo, elegante pur nell’uso delle “trasgressive” strutture in acciaio cromato.

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