Il restauro delle mura di Cittadella, 11 interventi e 19 anni di lavori | Architetto.info

Il restauro delle mura di Cittadella, 11 interventi e 19 anni di lavori

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In occasione del Salone del Restauro di Ferrara sono stati proclamati i vincitori della quarta edizione del premio internazionale Domus Restauro e Conservazione, organizzato dall‘Università di Ferrara e supportato da Fassa Bortolo e diviso in due sezioni, opere realizzate e tesi di laurea. La medaglia d’oro è stata assegnata ex-equo a tre progetti, selezionati su oltre 150 partecipanti da 17 diverse nazioni: la realizzazione dello Spazio Archeologico di Daroca (Spagna), il restauro del torchio e mulino di Baresi, Bergamo, progetto dell’architetto Leonardo Angelini e il restauro delle mura di Cittadella (Padova) dell’architetto Patrizia Valle.

Analizziamo in dettaglio il restauro delle mura di Cittadella. Si tratta di un progetto di portata molto ampia, avente come obiettivo, oltre che il restauro materiale dei manufatti risalenti al XII-XIII secolo, anche la ri-animazione di una struttura urbana che aveva lentamente perso fruibilità dopo anni di abbandono. Articolato in undici diversi interventi – tra restauro delle mura, restauro di strutture edilizie ad esse connesse e nuovi interventi in relazione funzionale ad esse -, i lavori sono terminati nel 2013. Si è lavorato sia sulla ricucitura dei paramenti murari, integrando, in accordo con la Soprintendenza, ove mancanti, che sul recupero del camminamento di ronda che è ora possibile percorrerne tutto il perimetro.

Avviato concretamente nel 1994, il progetto d’intervento era suddiviso in quattro fasi, coincidenti con i settori del sistema fortificato: come è noto, le mura di Cittadella presentano un perimetro pressoché circolare, con le porte di accesso orientate verso i quattro punti cardinali. L’intervento ha preso avvio dalla constatazione di uno stato di degrado avanzato del monumento, caratterizzato da dissesti statici diffusi, da crolli generalizzati dell’apparato sommatale, a livello del cammino di ronda e delle merlature, e dal progressivo deterioramento delle murature.

© San Marco Terral Italia

Il progetto, dopo una preliminare fase di studi e ricerche diagnostiche, finalizzate al restauro, si è sviluppato attraverso un percorso critico, teso al mantenimento del profilo raggiunto dal monumento e a rallentamento del degrado, eliminando, quanto più possibile, le patologie diagnosticate. Il restauro si è sviluppato attraverso un consolidamento statico e un’accurata revisione delle malte, intonaci e laterizi, utilizzando materiali e procedure costruttive compatibili e più possibile simili a quelli utilizzati storicamente.

La reintegrazione dei paramenti murari – in particolare nel settore sud-est, dove a causa dei crolli la discontinuità delle mura era molto accentuata, 2005-2013), la costruzione di una nuova scala (nel settore nord-ovest, 2003), il restauro dei torrioni di Porta Vicenza (2003-2011), Porta Treviso (2006), Porta Padova (2007-2009) e della Rocca di Porta Bassano (2006) e quello della Casa del Capitano (2001-2003) hanno visto un ampio uso di mattoni, acciaio Corten, vetro e legno. In particolare, quest’ultimo intervento ha vinto nel 2001 il Premio Cento Città della Compagnia San Paolo di Torino, evento che ne ha permesso il recupero, oltre che la prosecuzione del restauro delle mura nel settore nord-ovest.

© San Marco Terral Italia

Segno di particolare cura di attenzione al dettaglio, l’utilizzo di mattoni dai cromatismi simili a quelli originali, per alcuni interventi della fornace San Anselmo mentre per altri sono della San Marco-Terreal Italia, allettati, assieme su uno strato di malta a base di calce idraulica naturale Hd System, a basso tenore di sali idrosolubili.

La giuria del premio Domus Restauro e Conservazione, composta da Giovanni Carbonara, professore ordinario di Restauro Architettonico, Sapienza Università di Roma, Fernando Vegas, professore dell’Università Politecnica di Valencia, Spagna, Francesco Scoppola, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria, Riccardo Dalla Negra, professore ordinario di Restauro Architettonico, Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara, e Marcello Balzani, professore associato, direttore del Centro Diaprem-Università di Ferrara, ha motivato la sua scelta sottolineando come “All’opera di restauro, volta al recupero degli elementi significativi delle mura urbane nella loro attuale consistenza materica, si uniscono infatti i due interventi ‘reintegrativi’ finalizzati, da un lato, a garantire l’accessibilità dei luoghi, dall’altro a ‘risolvere’ una lacuna architettonica, nel rispetto dei princìpi conservativi, attraverso un utilizzo commisurato del linguaggio contemporaneo. Ne scaturisce un insieme sapientemente equilibrato, anche dal punto di vista paesaggistico.”

L’autore


Julian Adda

Julian Adda, architetto, editore, collabora dal 2003 con il Giornale dell’Architettura ed altre testate on-line. Ha svolto attività didattica presso lo Iuav di Venezia.

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