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Azioni a catena

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La possibilità di trasformare un elemento d’arredo o di decorazione mediante la manipolazione dell’utente costituisce uno dei temi più intriganti del design. È stato sempre più facile raggiungere dei risultati curiosi nel settore del mobile, mentre nel lighting sono gli aspetti tecnico-impiantistici a creare vincoli e fissità.

Ma oggi sono proprio le tecnologie, paradossalmente, a colmare quel ritardo e a permettere soluzioni di grande respiro. La luce diviene materia fluida in modo completo. Le nuove lampade possono essere plasmate innanzitutto grazie alle sorgenti che stanno soppiantando progressivamente le incandescenti e le alogene, ovvero il LED e le fluorescenti. Anche le scelte costruttive, basate sui tagli laser e su materiali innovativi, aprono nuovi orizzonti comportamentali e tipologici.

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Sebbene le esperienze più pirotecniche spettino alle aziende nostrane, stavolta coinvolgiamo nei nostri discorsi Triode, un brand francese con showroom nel cuore di Parigi. Il suo debutto e assai recente – del 2007 – ma si è subito distinta per una collezione contemporanea, dinamica e un po’ sognante. L’atteggiamento produttivo di Triode si fonda sul fatto di contrastare la banalizzazione e sul fatto di privilegiare la serie limitata.

Con la lettera “T”, seguita da un numero distintivo, viene denominata una collezione di apparecchi luminosi caratterizzati dalla ripetizione modulare di “pastiglie” in policarbonato interconnesse da cerniere in acciaio spazzolato. Questo tipo di assemblaggio permette tantissime configurazioni e, per questo, un gran numero di tipologie: una piattaforma consente la soluzione da tavolo e da muro, con un numero variabile di dischi.

Variano anche i colori. All’utente il compito di approprioarsene.

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