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Il lampione solare che rileva il terremoto

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Chi ha avuto la sfortuna di essere coinvolto in un terremoto, potrebbe confermare come una delle più grosse difficoltà sia l’immediata mancanza di luce, che può avere molte cause, dall’interruzione del collegamento elettrico alla enorme nube di polvere che si innalza. Innovatori già da molti anni nel settore dell’energia sostenibile, gli ingegneri di Sharp hanno messo a punto un nuovo modello di lampione fotovoltaico per l’illuminazione stradale: la LN-LW3A1.

Normalmente le luci solari non fanno affidamento alla rete elettrica principale, e hanno un’autonomia che permette loro di rimanere in funzione anche per un’intera settimana senza sole. Quando l’apposito sensore rileva il sisma, la LN-LW3A1 passa alla sua massima modalità di illuminazione (80 W, 1,800 lumen), e resta accesa per due giorni pieni, finché la batteria proprietaria che si trova all’interno del lampione non diventa completamente scarica. Il senso è permettere le operazioni di soccorso indipendentemente dalla presenza di energia elettrica disponibile, al livello massimo di luminosità.

Si tratta di un felice incontro tra mentalità verde, sostenibilità e pubblica utilità, che si spera possa incentivare i comuni ad adottare quanto prima i sistemi di illuminazione LED a pannelli solari; mentre molte città del nord Europa, compresa Londra, stanno sostituendo gradualmente i loro impianti di illuminazione pubblica, in Italia si incontra ancora molto scetticismo, a parte gli esempi di pochi comuni pionieristici (in Piemonte, Puglia, Emilia Romagna); tutto ciò nonostante la conformazione geografica e climatica decisamente favorevole, e soprattutto la presenza di rischio sismico (seppur medio-basso) in molte aree del territorio nazionale.

V.R.

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