Il Led da record e' gia' realta' | Architetto.info

Il Led da record e’ gia’ realta’

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È considerato un traguardo importante per il futuro dell’illuminazione la messa a punto della prima sorgente luminosa a Led dall’efficienza luminosa eccezionale: 200 lm/W. Questa volta non si tratta di mera pubblicità riferita a un esperimento di laboratorio, ma della vera e propria commercializzazione di un prodotto su larga scala, a prezzo di mercato, e caratterizzato da temperature operative di 85°C.

L’annuncio è recente e viene dalla Cree, sebbene prototipi di questo genere fossero già stati studiati e prodotti da oltre un anno dalla stessa Cree e dai ricercatori delle altre principali case costruttrici di power Led, quali Philips e Osram, solo per citarne alcune.

Il rivoluzionario single-die, oggi disponibile sul mercato, riesce a garantire un risultato di efficienza luminosa di 200 lumen-per-watt (Lpw) a 350 mA, e può dissipare fino a 10W raggiungendo un’emissione di oltre 1.000 lumen in un formato di soli 3,45 x 3,45 mm, garantendo un immediato aumento delle prestazioni di oltre il 50%.

Oltre ad essere l’alternativa più efficiente della famiglia di Led ad alta densità, il nuovo arrivato offre, inoltre, un elevato controllo ottico (Ocf – Optical Control Factor), caratteristica fondamentale per le sorgenti pensate per applicazioni di illuminazione direzionale. Grazie a questo, infatti, si può consentire ai produttori di illuminazione di migliorare le prestazioni dei prodotti esistenti riducendo al contempo le dimensioni e il costo dei nuovi progetti, con l’opportunità di creare soluzioni innovative per tutti i tipi di applicazioni.

Si tratta dunque di una reale disponibilità per i professionisti dell’illuminazione di una sorgente ad altissima efficienza, che porterà un po’ di rivoluzione nel settore lighting: doppia efficienza luminosa significa ottenere il medesimo livello di illuminazione con la metà dell’energia. Il tutto ottenuto senza sacrificare la qualità della luce.

Fino a pochi anni fa, il riferimento per l’illuminazione a basso consumo era il classico tubo fluorescente, nella sua tradizionale forma lineare oppure ripiegato nella variante per le lampade compatte, note con l’acronimo di Cfl (Compact Fluorescent Lamp). Poteva vantare una ragguardevole efficienza, nell’ordine dei 100 lm/W difficilmente raggiungibile con altre fonti di illuminazione, e in rapporto anche ad altri fattori quali il basso costo, la semplicità dei sistemi di accensione, la luce bianca e una discreta resa cromatica (CRI>75), uniti a una durata nell’ordine delle 6.000 – 8.000 h. Per fare un confronto, una lampadina a incandescenza alogena ha un’efficienza nettamente inferiore, 15-20 lm/W e una durata di circa 1.000 h, anche se finora mai surclassata nel comfort luminoso, grazie all’ottima resa cromatica (CRI>95), unico fattore che ne giustifica ancora la sopravvivenza.

L’utilizzo del Led come valida alternativa nell’illuminazione a basso impatto energetico ha sempre considerato i 100 lm/W un punto di riferimento. Nonostante l’annuncio della realizzazione in laboratorio di Led da 200 lm/W risalga ad oltre un anno fa, la disponibilità reale nel mercato, se parliamo di efficienze pratiche e non teoriche, è stata finora di 80 – 100 lm/W, valori comunemente accettati e ritenuti sufficienti a proporre il Led come fonte di illuminazione alternativa, in virtù della sua maggiore durata rispetto al più economico tubo fluorescente, che sul lungo termine poteva giustificare il maggior costo iniziale generalmente riconosciuto nell’acquisto di sorgenti a Led.

Grazie al raddoppio dell’efficienza sarà quindi possibile ottenere la stessa quantità di luce (lumen) con virtualmente la metà della potenza dei Led, non solo quella consumata (che si traduce in un sensibile risparmio sulla bolletta elettrica), ma anche quella dissipata in calore. Quest’ultima comporterà un importante calo in peso, dimensioni e costi, di tutte le apparecchiature di illuminazione professionali, rispetto a soluzioni progettuali finora ipotizzate.

Non dimentichiamo infatti che la dissipazione del calore rimane un punto cruciale per assicurare affidabilità al Led ed è necessaria per garantirne la durata prevista di 10 – 15 anni (ovvero 50-70.000 ore), raggiungibile però soltanto se le temperature massime rimangono limitate a una determinata fascia operativa (che oggi è nell’ordine degli 85 °C di giunzione, interna al dispositivo Led), vincolo che finora costituiva un limite al downsizing delle lampade in tecnologia Ssl a causa della presenza dei dissipatori con volumi importanti.

La disponibilità, oggi, di dispositivi con efficienza reale più che raddoppiata, consentirà di progettare e costruire apparecchi illuminanti a Led con dimensioni compatte e prestazioni equiparabili a quelle usuali cui siamo abituati, garantendo nel contempo un reale risparmio energetico e una durata decuplicata, superando gli attuali vincoli al design spesso dettati dalla necessità di avere un’appropriata dissipazione termica.

L’autore


Emanuela Di Grazia

Architetto lighting designer, da più di dodici anni opera nel settore della progettazione della luce architetturale. Studia architettura al Politecnico di Torino e all’Universidade Nova Tecnica de Lisboa. Si laurea nel 2001 con una tesi sull’illuminazione urbana affiancando l’ingegner Roland Jeol nel progetto di illuminazione della cinta muraria di Lucca. Accumula esperienza lavorando accanto al lighting designer Roberto Casalone e come progettista illuminotecnico presso aziende tra cui Flos-Antares, iGuzzini e Targetti-Poulsen. Nel 2006 fonda lo studio Goodlux_Lighting Design, con il quale elabora progetti di illuminazione decorativa e funzionale per esterni e interni, in appoggio alle richieste di architetti e studi di ingegneria e impiantistica. 

Collaboratrice del Giornale dell’Architettura, dal 2007 è docente al Politecnico di Torino del corso Progetto di luce, mentre dal 2008 all’Accademia della Luce al Naba (Nuova Accademia delle Belle Arti a Milano) del corso Light Design. Collabora inoltre in workshop e corsi di interior design e al corso Lighting Design presso Sintesi Forma. Dal 2014 tiene corsi e workshop come docente e come coordinatore scientifico presso Ordine Architetti di Torino.

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