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Il Natale di Driade nel settore light

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Per l’appuntamento con il Natale 2009, Driade ha esposto nelle antiche stanze di Palazzo Gallarati Scotti anche 5 nuovi grandi lampadari, debuttando così nella progettazione luminosa.

Negli elementi d’illuminazione disegnati da Giuseppe Chigiotti, Laudani &Romanelli, Xavier Lust, Ninchi&Locatelli e Jason Ong, l’attenzione è puntata soprattutto sulla luce d’atmosfera, capace di costruire un luogo, di suggerire una storia. Pertanto, la tipologia maggiormente affrontata non può che essere il lampadario, inteso come perno centrale dello spazio, come oggetto carico di memorie e di valenze simboliche.  Alla costruzione di una “casa Driade”, perseguita ormai da tempo attraverso la sommatoria di tasselli, autonomamente ideati da designers provenienti dal mondo intero e amalgamati nella filosofia dell'”abitare Driade”, mancava soltanto questa magica chiave luminosa.

I cinque sofisticati lampadari di Driade hanno stile ineccepibile e diversa provenienza culturale.

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Living in clover, del giovanissimo esordiente Jason Ong è una lampada a sospensione dai petali in polipropilene color avorio perlato, che evoca ali di farfalla, candidi fiori o fogli di origami, diffondendo una luce calda e onirica. Dall’elemento d’ispirazione orientale, ben lontana da una concezione funzionale e meccanicistica di luce, fuoriesce un morbido chiarore, assimilabile a quello di una “lanterna cinese”.

The Empire ricorda i lampadari alla veneziana strizzando l’occhio all’Art Déco. Disegnato da Ninchi&Locatelli, è una costruzione architettonica a più livelli, dove gli specchi moltiplicano il gioco della luce. I volumi cilindrici sono elegantemente sovrapposti, non rigidi tuttavia, ma mossi dal continuo rifrangersi della luce su una moltitudine di sottili specchi.

Fireworks è un omaggio ai mobiles di Calder, una ricerca di luce nel mondo sottile dell’aria. Il designer belga Xavier Lust disegna un sistema di luci, perfetto per un lungo tavolo da pranzo, che oscilla lievemente, “bilanciato nel suo mobile disequilibrio”.

Grape di Giuseppe Chigiotti è prodotta in due versioni.  Evoluzione del candeliere Matthew Boulton, oggetto di grande successo, questo intrico vorticoso si presta ad essere declinato secondo più tipologie: nasce così non solo un lampadario, GRAPE I,  ma anche un’importante lampada da terra, GRAPE II, sorretta da una piantana inaspettatamente conificata dal basso verso l’alto.

Infine Alice’s Chandelier completa questa serie di oggetti per la luce, che Driade – tra magia e stupore, eleganza e incanto – regala all’ambiente della casa.

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