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Il ritorno degli UFO

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Il design contemporaneo si muove tra contaminazioni e riflussi. A proposito di questi ultimi, il filone che i creativi oggi prediligono è certamente quello del linguaggio sviluppatosi a cavallo degli anni ’60 e ‘70. Abbiamo già avuto modo di presentare prodotti allineati al gusto “Space Age”, ovvero allo stile suggestionato dalle imprese lunari; ma ora il riferimento ad astronavi, veicoli spaziali, sonde e satelliti si sta riaffacciando con entusiasmo.

In quel periodo, il design d’arredo sublimava lo spirito di un’epoca. Anzi, perfezionava forme che la ricerca spaziale, per eccesso di tecnicità, non riusciva a raggiungere. Il panorama stilistico del design Space Age non indaga sui presupposti tecnologici, ma su precise icone: il metallo cromato, il disco volante, la sfera, l’atomium e altri elementi (presunti) avveniristici.

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La forza espressiva di tavolini, lampade e poltrone non derivava certo dal sovraccarico esornativo: paradossalmente, il colore prediletto era il bianco.

Ferruccio Laviani, firma di spicco del Made in Italy, colpisce ancora. Fra le sue collaborazioni più feconde, troviamo quella con la Kartell, che, oltre quarant’anni fa, ha rivoluzionato il gusto attraverso la bellezza della plastica stampata a iniezione. Quella tradizione futuristica – perdonate l’antinomia – si riattualizza anche grazie alla lampada a sospensione Neutra, presentata pochi mesi or sono. Laviani si avvale della termoformatura per creare un corpo luminoso leggero, esile, irreale come un UFO che si aggira sopra alle nostre teste con una luce fluorescente che decresce verso l’orlo esterno.

Appare come un volume compatto. Anche se formato da due gusci, sembra pieno, fatto da una massa luminescente.

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