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La lampada di feltro

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Il progetto Piloh è nato per impedire che gli oggetti considerati semplicemente “vecchi” raggiungessero il loro crudele destino: tazzine da caffè scheggiate, cucchiai arrugginiti dimenticati da immemore tempo nella buia parte posteriore di un cassetto, tubi di gomma abbandonati in garage, pezzi di tessuti a brandelli.. sono tutti recuperabili e possono “rinascere”, accoppiati con nuovi materiali per creare lampade, sedie, vasi e utensili vari.

Il nuovo si oppone al vecchio, il freddo respinge il caldo. Piloh respinge l’abbondanza e lo spreco contemporaneo e pone questo conflitto come tema centrale per una nuova progettazione. I materiali sono opposti e vivono in un unico oggetto, come nelle lampade dove il feltro è usato con ferro e cemento, o in utensili dove la lana, come un parassita, si appropria lentamente della superficie fredda dell’oggetto. Un processo creativo che prevede un dialogo tra generazioni diverse di oggetti per la creazione di un pezzo unico. La designer afferma di aver sempre avuto una passione e un’abitudine a raccogliere oggetti antichi, quasi cercando di conferire loro una sorta di vita eterna.

Perché continuare a produrre quando abbiamo infiniti elementi già esistenti a nostra disposizione?

Piloh è un progetto di design eco, ma soprattutto è l’azione costruita attorno al vecchio oggetto che gli conferisce una nuova vita. In quel momento il significato di un oggetto che, prima aveva un significato e uno scopo definito, è ora fatto transitare in un percorso in cui si respinge la nuova produzione riducendo così il caos intorno a noi.
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