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La luce è sogno

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Tre lampade – anzi, tre corpi luminosi – che derivano da un atteggiamento virtuosistico di fronte al tema, ma anche virtuale, poiché il fascino della luce contemporanea, anche negli aspetti più formalisti, non può prescindere dalla dimensione digitale. Ma il risultato è quello di far corrispondere, a una sofisticatissima impostazione progettuale, un elevato grado di emozionalità. Più è magica la tecnologia, più la lampada coinvolge il senso della vista in un percorso onirico, surreale. Tutte e tre le proposte non prevedono alcun rapporto interattivo con l’utente. Tutta la performance si concentra sulla visione, che trasporta la persona fuori dalla realtà in termini quasi ipnotici.

A proposito di Cosmic Leaf, Ross Lovegrove, che ne è l’autore, asserisce che essa «si presenta come una foglia digitale proveniente da un altro Mondo, ricoperta di squame come un rettile o un insetto che raccoglie luce e ombra sul suo corpo per sedurre la compagna». Nelle sue numerose versioni, la foglia di metacrilato goffrato ci riporta alle sculture degli architetti d’avanguardia (Archizoom) di fine anni ’60, quando aprivano nuovi orizzonti in chiave sperimentale. È chiaro che Artemide, puntando su una ricerca di alto profilo, dimostra una grande sicurezza verso l’innovazione più autentica.

La “luce da sogno” è anche il cavallo di battaglia di Catellani & Smith, i cui lavori sono assai vicini all’installazione artistica. Dopo fiabesche campane rivestite in foglie d’oro, propone Atman, che va oltre l’icona della sfera magica. Un “sasso” in vetro, che sembra formato e lucidato a mano, emette una luce led che, grazie alla rotondità irregolare, proietta sulle superfici circostanti dei coni improbabili…{GALLERY}Un mollusco del futuro (o anche un protozoo degli abissi) è invece l’immagine espressa da Lily Marlene, di Alberto Fraser per Luxit. Grazie al principio ottico della luce che corre lungo una macro-fibra trasparente, domina la scena notturna della nostra camera da letto. Pur divenendo una presenza misteriosa, non tradisce alcuna scultoreità e mantiene in evidenza la propria funzione originaria, ovvero quella di essere una lampada da lettura.

Tutte e tre le proposte infrangono le barriere (commerciali e tecniche) tra luce tecnica e luce decorativa. Più che di luce “tecnica”, si dovrebbe parlare di luce “tecnologica”, poichè frutto di ricerche instancabili e ambiziose.

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