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La nuova strada della luce

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La dimensione del “pubblico” sta perdendo sempre più di efficacia e di incisività. È certamente il frutto di un’ideologia sempre più solida, che vede lo Stato o le amministrazioni sempre meno interessate alla qualità della “cosa pubblica”… In caduta, anche il progetto di design – dalla concezione al segmento produttivo – trova un terreno più fertile in temi che non coinvolgono la collettività, a meno di soluzioni che implicano bassi stanziamenti di denaro.

Arrivando al perno di questo articolo, la luce pubblica, da sempre, non è la questione che più interessa il design. Un po’ per il rigore della normativa, un po’ per la prevalente tecnicità degli apparecchi, un po’ anche per il fatto di essere fuori dallo sguardo umano… anche se i numeri in gioco sono sempre alti, visto che le armature stradali sono al centro di forniture cospicue.

Ebbene, abbiamo cercato di capire come e se il lighting design avanza delle proposte interessanti e al passo con i tempi. Mentre le aree pedonali dei centri storici sembrano condannate ai lampioni in stile ottocentesco, gli steli destinati alle carreggiate presentano spesso un’immagine un po’ più avveniristica. Quelli che avevano qui sopra elencato come limiti, diventano punti di stimolo progettuale. Non solo gli aspetti tecnici vengono ottemperati, ma l’illuminazione pubblica-stradale dimostra anche una grande versatilità rispetto alle problematiche dell’inquinamento luminoso e del risparmio energetico. Oltre allo sviluppo del design dal punto di vista formale, troviamo numerosi esempi di apparati a funzionamento fotovoltaico e steli che si giovano di sorgenti a LED, che – pare – generano una luce equivalente a quella delle sorgenti a scarica o a ioduri metallici.{GALLERY}

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