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La seconda Modernità

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Spesso l’ironia, nel progetto di design, serve a contrabbandare delle forme del passato in chiave contemporanea. A partire deal Post-modern, è diventata una sorta di alibi. Anche nelle proposte più recenti, il recupero di tipologie e di linguaggi tradizionali è la chiave di una vera e propria ricerca. Non è un caso che, per un mercato in overdose di proposte, la seduzione commerciale, oramai, coincide con la capacità di rimanere in un immaginario ricco di forme classiche, rassicuranti. Insomma, per vendere bisogna mettere da parte, per ora, il filone super-trasgressivo. Questo fenomeno estende vertiginosamente l’arco tematico del design, dover la distanza tra la trascrizione e l’innovazione cresce a dismisura.

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Ma, come avevamo già messo in evidenza parlando di altre aziende, esiste una linea continua, una permanenza di stile che attraversa le generazioni. La riscontriamo nella collezione di Martinelli Luce, azienda toscana che, dalla fine degli anni ’60, ha dato un contributo davvero significativo alla modernizzazione del settore del lighting.

Senza sguardi nostalgici al passato, la Martinelli mantiene l’attenzione sul lato modernista della nostra epoca. Ritiene che si possa aderire ai tempi senza inseguire ansiosamente ciò che dà tono ai fatturati. Come le lampade Cobra, Foglia, Serpente e Ruspa mantengono, a distanza di quarant’anni, un’attualità sconvolgente, così Luna, Circular Pol, Elica e TH1 parlano la lingua dei nostri tempi in armonia con quella che fu una Modernità realmente progressista e coraggiosa.

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