Lampadari "haute couture" | Architetto.info

Lampadari “haute couture”

wpid-11039_.jpg
image_pdf

Perfetto esempio di fusione tra tradizione e innovazione, la linea di lampade Suzusan affonda le sue radici ad Arimatsu, cittadina del Giappone unita a Nagoya il 1° dicembre 1964, dove la famiglia Murase coltiva da oltre un secolo l’arte manuale della lavorazione e decorazione dei tessuti.

Hiroyuki Murase, il figlio maggiore della quarta generazione della famiglia, ha unito la sua formazione nel campo del design con l’antica tradizione famigliare per dare vita alla linea di lampade da terra e da soffitto. L’arte è quella chiamata shibori, secolare tecnica giapponese di decorazione che consiste nel legare e manipolare il tessuto realizzando così modelli e texture unici. Questo tipo di trattamento era molto in auge nel periodo Edo (1603-1868), fase storica che prende il nome dalla capitale, sede dello Shōgun, ribattezzata Tokyo nel 1869.

A causa della varietà di tecniche differenti che si sono sviluppate nel tempo, non esistono due artigiani che producono il medesimo effetto. Con sfumature lievi, ognuno appone la sua “firma”, creando sculture di luce uniche.

Benché originariamente utilizzata su fibre di seta o lana, la tecnica shibori è stata trasferita e applicata su tessuti di poliestere, con i quali sono realizzate le lampade della linea Suzusan. Prima di approdare alla creazione di queste “opere d’arte tridimensionali di luce”, Hiroyuki si è infatti cimentato nella realizzazione di sciarpe, impiegando i tessuti fatti a mano dalla sua famiglia. È stato questo il primo passo per trasferire questo materiale, adatto solo a produrre abbigliamento, in un contesto moderno arrivando poi alla produzione delle lampade.

O.O.

{GALLERY}

Copyright © - Riproduzione riservata
Lampadari “haute couture” Architetto.info